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Sleazy dream ~ By Mankind17_13
Final Fantasy VII - R - Drammatico - One-shot - Pubblicato: 30/9/06 - Aggiornato: 31/10/06
ID Fanfiction: 918 - Commenti: 53
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Basta!... non ce la faccio più…smettila di perseguitarmi!


 


Cloud, ripensava ai suoi sogni ricorrenti, sogni, che riuscivano a tormentarlo anche il dì successivo.


 


“è da giorni che sogno quella mocciosa, ma perché ? Io e lei non siamo mai andati d’accordo, eppure…  il suo viso… continua a tormentarmi, dannazione, devo smetterla di pensarci!”.


 


Ma, più Cloud rimuginava su quel sogno, più l’ immagine della ragazza risultava nitida nella sua testa.


 


I giorni passarono, lenti ed inesorabili, Cloud, ormai, era sull’ orlo della disperazione:quel sogno che tanto lo perseguitava, era mutato in uno sfrenato desiderio.


 


“è inutile mentire a se stessi. Io la desidero. No, non devo cedere ai miei istinti, non proprio ora che potrei essere felice”.


 


Già, parole sante quelle del nostro eroe. La bella Tifa, infatti, era riuscita a dichiarare i propri sentimenti al biondo e i due erano convogliati a nozze.


 


Non ci è dato sapere se fu una coincidenza o una macchinazione del destino, ma proprio quella settimana, la piccola Yuffie decise di visitare i suoi vecchi amici, inconsapevole delle turbe interiori di Cloud.


 


La piccola ninja, entrò fragorosamente nel locale, con un ampio sorriso stampato in volto. Giunta al bancone, attaccò discorso con Tifa, chiedendole  se poteva restare per quella notte.


 


La padrona del locale accettò di buon grado la proposta, incurante di quello che sarebbe successo.


 


Quando Yuffie si apprestò ad entrare in camera, una figura la seguì.


 


La piccola ninja trattenne un urlo, quando riconobbe sagoma di Cloud alle sue spalle.


 


“Clo-Cloud, che diavolo ci fai nella mia camera? Razza di pervertito io….”.


 


il ragazzo non le diede il tempo per finire la frase, la spinse sul muro, bloccandole le braccia.


 


La ragazza assunse un’ espressione terrorizzata, lo sguardo del ragazzo di fronte a lei, le fece provare paura. “Cloud, c-cosa stai facendo?” chiese la ragazza con un filo di voce.


 


Cloud non diede risposta, iniziò ad avvicinare il suo viso a quello della ragazza, fino a quando le loro labbra non si sfiorarono. “è da tanto che sogno questo momento, ho cercato di trattenermi ma ora,finalmente, potrò placare questo desiderio che mi sta lacerando l’ anima”.


 


Detto questo,Cloud spinse Yuffie sul letto, iniziando a toglierle gli indumenti. La ragazza, dal canto suo, cercò di divincolarsi, senza successo.


 


“m-ma Tifa?” chiese Yuffie, sperando di frenare gli istinti del ragazzo sopra di lei.  ”non me ne importa niente, siamo solo io e te adesso. Tifa, ora come ora, non conta nulla per me” rispose. Poi, ricominciò a baciarla.


 


La ragazza, decise di abbandonarsi a lui ed incominciò a spogliarlo.


 


I due si amarono per tutta la notte.


 


I misfatti di quella notte, non videro mai la luce del sole,  rimasero  sepolti nei ricordi dei due ragazzi per l’ eternità o almeno è quello che entrambi sperarono.


Tre anni passarono da quel nefasto giorno,Cloud e Tifa, ebbero una splendida bimba a cui diedero il nome più appropriato:Aeris.


Yuffie, invece, rimase  molto traumatizzata: i flashback di quel giorno, continuavano a ronzarle in testa, non riuscì più a guardare una persona, senza intravedere quel ragazzo che le rovinò la vita.


Per dimenticare,cercò di annegare quei tristi ricordi nell’ alcool.


Non riuscì, però, nel suo intento, i ricordi le lacerarono l’anima portandola sull’ orlo della depressione.


Durante quella settimana, si recò a Midgar per cercare di riappacificarsi con se stessa. Arrivata a destinazione, si rese conto di come il suo aguzzino avesse  superato senza sforzi il rimorso per le sue azioni .


Ancora in preda ad una violenta sbornia, si diresse verso il 7th Heaven, per discutere con Cloud sui misfatti di quella notte.


In quello stesso momento, Cloud ripensò alla notte di tre anni prima, rendendosi conto di provare ancora qualcosa per la piccola ninja.


Quando Yuffie entrò nel locale Tifa le andò incontro, preoccupata dallo strano modo di camminare della ragazza . “Yuffie, cosa ci fai qui? Ma, tu sei ubriaca, vieni, sdraiati sul divano” “dov’ è Cloud? Devo parlargli urgentemente” “Cloud sta cullando la bambina, dovrebbe scendere a momenti”.


Infatti, pochi minuti dopo, una Cresta bionda spuntò dalla sommità delle scale.


Quando Cloud notò la figura sdraiata sul divano, ebbe un tuffo al cuore: “Yuffie…”pensò tristemente “Tifa puoi lasciarci soli per qualche minuto?” “va bene”.


Tifa si diresse verso la stanza della piccola, lasciando i due liberi di conversare.


“non le hai detto niente vero?” chiese il ragazzo “no, nulla” rispose Yuffie, “dimmi cosa vuoi”  chiese Cloud spazientito “ho riflettuto molto Cloud, e sono giunta ad una conclusione” “quale?”.


“io… io ti amo Cloud!!”. Quelle parole, furono per Cloud molto più dolorose di qualsiasi ferita “n-no, non possiamo Yuffie” “è per la bambina vero? È solo questo che ti trattiene? Penso che farò una chiacchierata con Tifa, riguardo le vicende di quella notte”.


Cloud non le permise di continuare, il desiderio represso in quegl’ anni tornò a travolgerlo come un fiume in piena, annebbiandogli la mente e rendendolo momentaneamente incapace di formulare un pensiero razionale; aveva solo un pensiero, pieno di passione ed era dedicato solo a lei.


I due si osservarono a vicenda per un lungo istante, prima di rimanere accecati dalla passione. Le loro labbra si sfiorarono, i loro corpi si toccarono e il sangue dentro i loro corpi riboll a causa dell’ atmosfera incandescente.


All’ improvviso, una voce femminile risuonò dalla sommità delle scale rompendo quella focosa atmosfera “Cloud! Come, come hai potuto?” chiese quella voce, straziata dalle lacrime, la voce di Tifa.


I tre si osservarono in uno snervante silenzio, capace di far impazzire chiunque. Improvvisamente, Tifa corse via, piangendo, purtroppo quello che temeva era divenuto  realtà. “il mio presentimento era giusto, Cloud è innamorato di un’ altra ragazza” pensò tra se, continuando a correre col viso solcato da lacrime salate.


Senza rendersene conto, la ragazza scontrò un uomo cadendo all’ indietro. Quando rialzò la testa emise un grido sorpreso quando riconobbe in quella figura una persona da lei fin troppo conosciuta. Quei capelli, quegl’ occhi; non c’ era alcun dubbio, era lui, Sephiroth!


“TU,cosa, cosa ci fai qui?”. Senza risponderle, si avvicinò prendendo il viso di Tifa “tu, hai pianto” disse all’ improvviso. Tifa era sconcertata, non capiva dove il ragazzo di fronte a lei volesse arrivare.


Distogliendo per un istante quegl’ interrogativi dalla mente domandò a Sephiroth “come hai fatto a resuscitare? E soprattutto, cosa vuoi?” “ per la prima domanda: non è affar tuo. Per la seconda invece, prova ad indovinare?” “C-Cloud ti fermerà ancora, non vincerai mai, non riuscirai a conquistare il mondo ”, “uff, come sei poco originale, proprio non immagini il motivo della mia visita vero?” le chiese avvicinando il proprio viso a quello della ragazza “f-fermati, cosa vuoi fare?”.


Senza proferir parola, Sephiroth sfiorò delicatamente le sue labbra, aumentando ancor di più lo sconcerto che la stava ormai paralizzando.


“m-ma perché?” gli chiese “non hai molta immaginazione, io sono tornato per te”.


Detto questo, cominciò a baciarla con più enfasi, apparentemente ricambiato dalla ragazza che però dopo qualche minuto, però, si staccò da lui “no, basta, è; è sbagliato”, “smettila, so bene cosa ti è successo e so ancora meglio quanto stai soffrendo”.


“ma cosa ti importa di me? Cosa ti importa della mia vita? RISPONDI!”.


Senza risponderle, l’ alta figura albina la abbracciò, avvicinando la sua bocca al suo orecchio sussurrandole dolcemente “perché per te, provo un sentimento del tutto nuovo, non riesco a spiegarlo… io credo di amarti Tifa”.


La ragazza scosse la testa, confusa. Fino a poche ore prima ebbe il ruolo della moglie di Cloud Strife.


Ma in quel momento,  il tradimento e la ricomparsa di Sephiroth, furono in grado di cambiare radicalmente la sua vita. “Sephiroth i-io…” la ragazza stentò a rispondere, non fu in grado di sostenere lo sguardo di quegl’ occhi smeraldini e, in un impeto di confusione e di paura, si divincolò dalla stretta dell’ albino correndo a perdifiato in direzione opposta con il bel viso rigato dalle lacrime.


Non andò lontano, lui la bloccò per un braccio, frenando la sua fuga “perché fuggi? È per quello che sono? oppure hai semplicemente paura?” chiese con freddezza “n-no io, io…” non finì la frase, i singhiozzi  fecero morire le parole che avrebbe voluto pronunciare, erano successe molte cose, troppe perché il suo fragile cuore potesse reggere.


Si abbandonò all’ abbraccio di quel ragazzo, appoggiando la testa sulla sua divisa, sporcandola di lacrime e di mascara.


Lui la strinse più forte a se, era tornato per lei e non l’ avrebbe lasciata scappare tanto facilmente.


Cloud, era rimasto scioccato: aveva rinunciato all’ amore per inseguire una passione che presto si sarebbe esaurita “che ho fatto?” chiese a se stesso mettendosi le mani nei capelli, “che ho fatto?”.


“hai fatto quello che desideravi” rispose la ninja con tono seccato “ quel che è fatto è fatto, inutile piangere sull’ latte versato” “TU NON CAPISCI NULLA!!” ringhiò e subito bloccò la ragazza al muro, bloccandola in un bacio.


Tifa in quel momento si sentiva  sicura nell’ abbraccio di quell’ alta figura ma, dentro di se, non riusciva a dimenticare quegl’ occhi, quell’ azzurro profondo che in passato trovò la via per il suo amore. Nonostante il tradimento, lei era ancora innamorata di lui; non lo avrebbe dimenticato tanto presto. “lasciami…” disse ad un tratto, “cosa?”, “ho detto lasciami!” Sephiroth rimase paralizzato, non riusciva a comprendere il suo comportamento “che ti prende?” “non puoi chiedermi questo… non puoi chiedermi di dimenticarlo, perché io…io lo amo ancora!” quelle parole, furono per Sephiroth più dolorose di un affondo al cuore “COME PUOI AMARLO DOPO QUELLO CHE TI HA FATTO!?” la ragazza non rispose, istintivamente si diede nuovamente alla fuga.


Lo sapeva bene,  stava gettando forse l’ ultima possibilità di essere amata ma la situazione era insostenibile, voleva stare da sola, per riflettere.


Rimasto solo, Sephiroth ripensò alle ultime parole di Tifa “ maledetto Strife, perché ti ritrovo sempre tra i piedi? Cos’ hai tu che io non ho?” preso da codeste domande non badò all’ imminente temporale che si stava per abbattere sulla città “ci mancava solo la pioggia, questa giornata è proprio sfortunata” disse tra se.


Tifa ritornò a casa, anche se, non sapeva se poteva ancora chiamarla così, lì, dove si era consumato quell’ atto sacrilego. “sono tornata” disse entrando, non si accorse inizialmente dei vestiti sparsi per la casa, i quali stavano a significare un rinnovamento del tradimento “sono una stupida, cosa credevo di fare ritornando qui?” pensò.


Contemplato per un ultimo istante l’ orrendo spettacolo, Tifa si diresse fuori dall’ abitazione, incurante del forte acquazzone. Vagava, triste e senza meta, per la città resa deserta, dal forte scendere  di quelle gocce.


Una mano le si posò su una spalla “SEI USCITA DI SENNO? COSA CREDEVI DI FARE?” non rispose, era troppo triste, non le andava di parlare anche se, sarebbe stata la decisione più saggia di quella giornata.


“prendi!” le disse togliendosi l’ impermeabile e porgendoglielo “perché sei uscita con questo tempaccio?” la ragazza non rispose, si gettò sul ragazzo stringendolo forte,doveva sfogarsi con qualcuno.


E così, tra un singhiozzo e l’ altro, Tifa raccontò del suo rientro a casa e dello spettacolo fin troppo esplicito che aveva trovato all’ interno “ mi dispiace, non meritavi questo trattamento” disse stringendola forte “ma tu devi voltare pagina, io ti ho già confidato i miei sentimenti, e sono sicuro che sono corrisposti” “non è così facile” rispose tristemente “io, ho avuto una figlia da lui, non posso lasciarla senza una madre, cerca di capire, è ancora piccola” “vuol dire che la cresceremo insieme”.


Tifa rimase sorpresa da quella frase, possibile che Sephiroth l’ amasse a tal punto? Avrebbe veramente cresciuto insieme a lei la figlia del suo peggior nemico?  O era solo un’ affermazione per convincerla?


L’ atmosfera era rovente: loro due, soli, a pochi centimetri l’ uno dall’ altra, senza nessun ostacolo tra di loro; il sangue ribolliva nei loro corpi, ed un certo rossore comparve sul viso di entrambi. La passione però, fu frenata dai dubbi della ragazza “sono sicura di volerlo? È amore ciò che provo per lui? O è semplicemente attrazione?” i dubbi la opprimevano, non voleva una storia con un uomo che non amava veramente, non voleva soffrire di nuovo. “qualcosa che non va?” le chiese con tono gentile “…” “ehi, che ti prende?”, non poteva aspettare, doveva assolutamente capire ciò che sentiva per lui. Lo guardò fisso negl’ occhi color smeraldo per un istante interminabile, riusciva a perdersi in quegl’ occhi, con la stessa facilità con cui si perdeva in quelli di… no, basta, doveva smettere di pensare a lui.


Si alzò in punta di piedi, per raggiungere la sua imponente altezza ed iniziò a baciarlo con ritrovata passione.


“sei felice adesso?” le chiese, Tifa arrossì, rispondendo con un bacio, “ti amo…” le sussurro il ragazzo. Tifa, sussurrando a sua volta disse “anche io… ti amo”.


Cloud era sull’ orlo di una crisi nervosa: stava cercando Tifa da un pezzo, ma non era riuscita a trovarla. Era preoccupato: se le fosse successo qualcosa, sarebbe stata solo colpa sua.


Tifa era ancora stretta a Sephiroth, fosse stato per lei, sarebbe rimasta lì per sempre. Un urlo ruppe l’ idilliaco quadretto “SEPHIROTH! MALEDETTO, LASCIALA STARE!!!” era Cloud, seriamente intenzionato ad avventarsi su di loro “MUORI!!!” “SMETTILA CLOUD!!!” gli gridò la ragazza “che vuoi ancora da me? Non pensi di avermi gia ferito a sufficienza?” chiese, ricominciando a lacrimare “Tifa…” “Tifa un corno… mi hai tradita Cloud, tradita ed umiliata, io ti volevo bene, avrei fatto qualsiasi cosa per te e invece tu…. Mi hai tradita con una mia amica. Sai che ti dico? Sei veramente uno stronzo Cloud!” .


Cloud era rimasto paralizzato, le parole di Tifa dicevano il vero, lui l’ aveva tradita, l’ aveva ferita nel cuore e nell’ orgoglio. Eppure….doveva spiegarle che l’ amava, che per Yuffie provava solo una trascurabile infatuazione dettata dall’istinto ma non sapeva proprio come fare.


“Tifa, ti devo parlare…” “non voglio ascoltare! Vattene Cloud, noi due abbiamo chiuso!” “ma non capisci? Ti sta solo usando, lui è un mostro senza cuore…” “ora stai esagerando Cloud, non ti permetto di insinuare cose simili”.


Tifa era fuori di se, non poteva tollerare il fatto che Cloud accusasse Sephiroth di ingannarla e, in preda alla rabbia, tirò uno schiaffo al biondo il quale rimase a dir poco sorpreso dal gesto della ragazza “è questa la tua ultima parola?” chiese, massaggiandosi la guancia, “ultimissima” rispose lei.


“quel maledetto, mi ha scaricata come se fossi una bambola di pezza” Yuffie era adirata, non riusciva a dimenticarsi le ultime parole proferite da Cloud : “è finita…” non poteva sopportarlo, avrebbe dato l’ anima per soddisfare ogni suo desiderio ed invece, lui, l’ aveva usata per il proprio piacere personale e quando si è stancato, l’ ha abbandonata come se fosse un vecchio giocattolo.


Presa dalla tristezza e dalla rabbia, la ragazza si scolò tutti gli alcolici che trovò in quella casa, la casa dove tutto quel pandemonio ebbe inizio.


“ sono uno stupido, non riuscirò a convincerla senza prove, devo scoprire cosa sta macchinando quella mente contorta di Sephiroth” pensò, non era per niente convinto del suo improvviso cambiamento.


Yuffie, in preda ad una colossale sbornia, si mise in testa di cercare Tifa “se riesco ad eliminarla, forse Cloud tornerà da me” pensò. Proprio in quell’ istante, però,  un paio di occhi rossi fecero capolino nell’ oscurità del vicolo  “c-chi sei? hic, sei Tifa?” “no” rispose la misteriosa figura, resa irriconoscibile dal buuio e dalla sbornia “allora chi shei?” chiese, prima che le gambe smettessero di reggerla, una mano meccanica arrestò la caduta ed un lungo mantello rosso avvolse la ragazza, “che ci fai in giro a quest’ ora?” le chiese sottovoce, ma la ninja cadde in un sonno profondo.


Quando riprese i sensi, Yuffie si trovò in una camera d’ albergo “uhnnn, dove sono?” “sei nella mia stanza” rispose una voce “e ora, potresti spiegarmi cosa ci facevi a quell’ ora in mezzo alla strada?” chiese la voce “i-io, stavo prendendo una boccata d’ aria, e poi scusa, a te che importa, manco mi conosci”. Un alta figura dai lunghi capelli neri le si avvicinò a pochi centimetri dal viso, era una figura fin troppo conosciuta da Yuffie, visto che si trattava del suo ex-fidanzato, Vincent Valentine.


“c-cosa ci fai qui, credevo che tra noi fosse tutto finito”disse sorpresa “già, quando mi hai lasciato non sapevo cosa pensare, però… ti ho seguita ed ho scoperto tutto” “degno di un ex-Turks, ma dimmi, cosa vuoi ora da me?” il ragazzo non rispose. Lei era cambiata, non era più la simpatica(e un po’ arrogante) ninja di Wutai, ma una ragazza triste e cinica. “sei cambiata” disse improvvisamente, “dov’ è finita l’ allegra ladra di materia di cui ero innamorato?” “…” “ che ti è successo Yuffie?” la ninja  non rispose, era troppo impegnata a ricordare tutte le vicende, le quali, l’ avevano portata sull’ orlo della disperazione. Improvvisamente, la ragazza si buttò tra le braccia di Vincent singhiozzante, aveva bisogno di essere consolata, di essere compresa, ma soprattutto… di essere amata.


Il ragazzo ricambiò  l’ abbraccio, non riusciva a sopportare che la donna della sua vita piangesse, avrebbe preferito la fine del pianeta a quello spettacolo. “non piangere” le disse, “ora ci sono io con te, e non permetterò che tu ti distrugga da sola” “Vincent…”, “shhh, non parlare, sfogati piuttosto, ne hai bisogno”.


Tifa e Sephiroth erano rimasti in un imbarazzante silenzio, lei doveva riprendersi dopo la litigata con Cloud, mentre lui non aveva  nessuna idea per consolarla” Tifa…ecco,io… mi dispiace” “non devi scusarti, prima o poi avrei dovuto affrontarlo” “si,ma…ora come ti senti?” Tifa gli si buttò tra le braccia, il litigio con Cloud l’ aveva ferita nel profondo, avrebbe voluto urlare, liberarsi da quella tristezza che le attanagliava il cuore, ma non riusciva a dare sfogo alle sue emozioni, non c’ era mai riuscita “non posso soffrire ancora, non voglio!” pensò.


Sephiroth osservò la ragazza con sguardo impassibile, “Madre, io,io…non posso farlo” pensò “so che hai bisogno di un nuovo corpo per compiere la tua vendetta ma…non puoi chiedermi di farlo!”.


Una voce continuava a rimbombare nella sua testa, e, nonostante lui cercasse di ignorarla, essa gli penetrava la mente.


una sola parola era portata da quella voce inumana ed assillante” UCCIDILA!!!”  “NO!” urlò Sephiroth, allontanando bruscamente la ragazza, “Sephiroth, che ti succede?” chiese preoccupata la ragazza. L’ albino era inginocchiato, col respiro affannato e lo sguardo stravolto “n-nulla…v-va tutto bene”.


Tifa gli si avvicinò timorosa, non riusciva a comprendere il perché di quella reazione “Sephiroth, cosa…” “ti riaccompagno a casa…” “no, io voglio stare con te… ma perché ti comporti così adesso?” chiese in lacrime “è tardi, io sono appena “tornato” e non ho dimora fissa” “credi che mi possa bere un’ assurdità come questa? Cosa ti prende? Ti sei già stancato di me?” “no, non è questo…” “e allora spiegami, perché tutto ad un tratto mi vuoi mandare via?” “è per il tuo bene…” “ c-cosa? Di che stai parlando?”.


Non riuscì ad ottenere risposta, perché il ragazzo si volatilizzò nel nulla “ma cosa diavolo gli è preso?”.


“maledizione, non riesco ad oppormi…ARGH!!!!!” e così, avvenne…Sephiroth perse il controllo sul suo corpo, ormai manovrato come una marionetta dal fantasma di Jenova, “Si  Madre…eseguirò ciò che mi hai ordinato…” proprio in quel momento, però, sopraggiunse  una figura familiare “tsk, sapevo che fidarsi di te, sarebbe stato come fidarsi del demonio…” “Strife…cercherai nuovamente di mettermi i bastoni tra le ruote ?” “indovinato…”  Cloud, balzò verso l’ avversario tentando un affondo con la sua spada, inutilmente “ti sei rammollito in questi anni a quanto vedo, mi deludi” disse, portando a segno un terribile fendente al braccio del suo nemico “ugh…m-maledetto…” “sei spacciato,Cloud”. Sephiroth aveva ragione, gli sarebbe bastato un solo colpo, per spedire Cloud all’ altro mondo. “Sephiroth,  basta ti prego!” la voce di Tifa riecheggiò nell’ aria, interrompendo la fatal esecuzione, che l’ albino stava per infliggere. “smettila, ti prego” supplicò, in lacrime. “…stupida…”. Disse, con un  pugno,poi, atterrò Tifa “non interferire con gli ordini della Madre stupido essere inferiore”.


“c-cosa?” Tifa guardò allibita Sephiroth, per quale motivo si stava comportando in quel modo?  Nei suoi occhi non riuscì a cogliere la benché minima emozione, fu subito chiaro agl’ occhi della ragazza, che quello non poteva essere l’ uomo di cui si era innamorata “chi sei?” chiese decisa.


“sei molto perspicace, per essere un’ umana…il tuo corpo, sarà la mia nuova dimora!” lo spirito di Jenova lasciò il corpo di Sephiroth, il quale si accasciò a terra, privo di conoscenza.


Intanto, Yuffie , ancora triste per l’ abbandono subito, si stava sfogando con Vincent, maledicendo l’ amore e colui che l’ aveva creato “io, io lo amavo, credevo che, se avessi continuato a donargli il mio amore, forse lui,  avrebbe smesso di considerare la nostra storia come un’ avventura passeggera” Vincent, per quanto seccato da quelle parole, cercò di ascoltarla e di consolarla “non è colpa tua, tu hai inseguito un sogno irrealizzabile e, nonostante tutti fossero contro a questo, tu ci hai creduto fino in fondo…purtroppo, però, il sogno è finito, devi tornare alla realtà Yuffie,


ed io, cercherò di aiutarti” “Vincent…”.


Si guardarono a lungo negl’ occhi, quanto avrebbe voluto baciarla, avrebbe voluto stringerla a se, per un ultima volta.


 sapeva, però, che tutto ciò ormai risultava impossibile.


“Yuffie, sai bene che ti amo…” “che cosa centra questo adesso?” chiese perplessa, “nonostante lui ti abbia tradito, sento che il tuo cuore ormai gli appartiene” “Vincent… non, non è vero, non è vero!!!!” “inutile negarlo Yuffie, lo leggo nei tuoi occhi, sei ancora attratta da lui…”  Yuffie non osò proferir parola, Vincent aveva perfettamente ragione, per quanto l’ avesse illusa e tradita, Cloud restava, pur sempre, la persona di cui era innamorata “ecco, io…” “lo vedi?” disse tristemente, “ finchè proverai anche una minima attrazione per lui, continuerai a soffrire” “come te?”chiese, abbassando gli occhi “…esattamente, ti sto facendo questo discorso, affinché tu non commetta il mio stesso errore” “è facile a parole…” “…” “credi che un semplice discorso possa soffocare ciò che sento?” “no, improbabile” rispose, con calma “il mio, era solo un avvertimento”.


La ninja, ammutolì di colpo, non poteva credere che quell’ uomo, potesse parlarle con tanta freddezza “ Vinc…” “basta, stai zitta!” “…” con rabbia, le afferrò le braccia, portando il suo viso vicino a quello di lei.


Quella situazione, non le era nuova, allo stesso modo, iniziò, la sua graduale autodistruzione “smettila Vincent, ti prego basta!!!”.


Vincent si staccò subito da lei, lo sguardo stravolto, nemmeno lui riusciva a credere a quello che stava per fare “m-mi dispiace, i-io…” la ragazza, non lo ascoltò nemmeno, troppo spaventata per ragionare, tentò di scappare, ma fu bloccata prontamente dal ragazzo, che la strinse forte “V-Vincent…” “mi dispiace, non volevo farti del male” detto questo, i due, colti da un’ improvvisa passione, incominciarono a baciarsi “ Vincy…io,io…” “baciami…”. I due, si unirono in un dolce bacio, guidato da una misteriosa forza, non descrivibile a parole, che riusciva a rasserenare i loro cuori tormentati.


Tifa, era  immobile, col capo abbassato, dopo aver subito l’ assalto mentale di Jenova “ …questo corpo non vale niente, dopo tutta la fatica fatta per impossessarmene, questo sarebbe il risultato? Assurdo!… Poco male, mi serve solo come mezzo di trasporto, Sephiroth cominciava  ad opporre troppa resistenza”   disse, intenta ad andarsene, ma, una mano, le bloccò la gamba “ ma cosa ???” “M-Madre, mi dispiace, ma non usufruirai di quel corpo” disse, con tono beffardo “ osi opporti a me? Sei proprio un esperimento fallito…” “può darsi che tu abbia ragione, ma finchè lei sarà al mio fianco, la mia vita avrà un senso ed uno scopo” “parole inutili, pronunciate da un inutile rifiuto” disse, prima di avventarsi sul ragazzo, conscia del fatto , che lui non avrebbe mai colpito la donna di cui era innamorato.


Sephiroth, infatti, rimase sulla difensiva, parando e schivando i colpi di “Tifa”  “maledizione, se continuo in questo modo, la mia permanenza su questa terra finirà presto, d’ altro canto, non posso reagire, perché metterei a repentaglio la sua vita… ACCIDENTI, NON SO COSA FARE!!!” pensò.


“Tifa”, tentò una nuova offensiva, ma Sephiroth, con un gesto fulmineo, la bloccò, e la strinse tra le sue braccia “Tifa, ti scongiuro, torna in te…” la ragazza, si divincolò, cercando di assestare un diretto sull’ albino, quando, improvvisamente , il pugno si fermò a pochi centimetri dal suo bersaglio.


“ ma… che cosa succede?” chiese, sorpresa “Tifa”, “n-non ti lascerò, manovrare il mio corpo come una marionetta” “stupido essere inferiore, come osi?” disse, mentre la vera Tifa stava, poco alla volta, recuperando il controllo su se stessa.


“M-MALEDETTA, bè, non importa…”disse, scrutando con lo sguardo, per trovare una facile via di fuga “NO, FERMA, NON ANDARTENE!!!” le parole di Sephiroth, però, andarono perse, in quella fredda serata, mentre “Tifa”, batteva in ritirata, per cercare, di reprimere, la legittima proprietaria di quel corpo.


Sephiroth, rimasto immobile, si dirigeva ora verso Cloud “…” “m-mi vuoi finire?” senza rispondere, l’albino, lanciò un life2 verso il suo nemico di sempre dicendogli “Strife, eri, sei, e sarai una terribile palla al piede per me. Purtroppo però, per una volta, i nostri obiettivi coincidono…” “ovvero?” “entrambi l’ amiamo, ed entrambi vogliamo che quel mostro lasci il suo corpo” “non è da te chiamare tua “madre” in questo modo” “senti, ora come ora, Tifa è la persona a cui tengo di più, e non permetterò a nessuno di portarmela via, chiaro?” “d’accordo, ma fai anche una sola mossa falsa e ti uccido, afferrato il concetto?” “abbiamo perso già abbastanza tempo, andiamo!”


 


 


 


 


 







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