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FFVIII: Il destino di un cavaliere ~ By Shadow
Final Fantasy VIII - G - Azione/Avventura + Fantasy - One-shot - Pubblicato: 16/9/06 - Aggiornato: 24/9/06
ID Fanfiction: 892 - Commenti: 7
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Sapete, mi sono sempre piaciute le storie medioevali, piene di cavalieri, eroi, gente del popolo che diventa più importante di un re, il cattivo da sconfiggere e la magia insinuata in questi mondi. Ebbene, la mia mente ha partorito da una combo di tutto questo mixandolo a FFVIII la fanfiction che state per leggere. Di che si tratta? Leggete e vedrete…

 

C’era una volta, in un’isola sperduta in mezzo all’oceano, un regno grande e potente, governato dal re Seifer Almasy. Costui aveva un’aria burbera, ma in fondo aveva un cuore d’oro, e lo dimostrava nei momenti che trascorreva con la sua famiglia. Sua moglie, la principessa Rinoa, veniva dal piccolo paese di Timber. I due si erano conosciuti ad una festa in maschera e subito era arsa la scintilla dell’amore. I loro genitori scoprirono ciò solo quando avevano già deciso di sposarsi, così strinsero un patto come se quello non fosse altro un matrimonio di convenienza, anche se il vero affare lo avevano fatto i due innamorati. Il loro primo figlio si chiamava Giuseppe, questi era un giovane che dimostrava la sua regalità in ogni movimento ma allo stesso tempo sapeva dimostrarsi umile come non pochi, inoltre aveva un senso di lealtà e giustizia al di fuori del comune. Portava lunghi capelli di un castano talmente scuro da essere scambiato per il nero della madre, occhi del medesimo colore e sembrava ben predisposto al combattimento, tanto che i consiglieri suggerirono al padre di investirlo cavaliere il giorno del suo quindicesimo compleanno, così da fargli avere la possibilità di diventare comandante delle armate. La seconda figlia invece sembrava l’opposto: si chiamava Rossella, aveva dei bellissimi capelli dorati come quelli del padre, due occhi blu immensi come il mare, aveva una voce angelica e poteva ben vantarsi di essere una persona acculturata e raffinata nonostante avesse quattro anni in meno del fratello. Un’altra persona grandemente rispettata da re era l’ex comandante delle armate, Laguna Loire, il quale si era ritirato da questo impiego per vivere una vita qualsiasi con sua moglie Raine, la figlia adottiva Ellione e suo figlio Squall. Ecco, Squall era il classico tipo poco socievole, che sembrava si importasse solo di se stesso, mentre in realtà aveva solo una sensibilità enorme e la nascondeva dietro l’aria da lupo solitario che aveva, l’unico posto in cui non la poteva spuntare era in famiglia, perché tutti lo conoscevano fin troppo bene. Da piccolo ebbe un incidente mentre giocava con una falce e si tagliò in viso, rimanendo sfigurato, anche se doveva ammettere che quel taglio gli piaceva, lo faceva sembrare uno di quei leggendari guerrieri che avevano combattuto per la pace e la giustizia. Un giorno il re fu deposto dal trono con l’accusa di aver selvaggiamente torturato delle spie nascoste nelle segrete del castello e l’accusatore, il duca Biggs di Galbadia, prese il suo posto al regno, lasciando però intoccata la famiglia del precedente re. La nostra storia inizia il giorno dell’investitura a cavaliere del principe sotto lo sguardo attento del nuovo re.

 

Biggs: Oggi tu sei qui, inchinato di fronte al tuo re per rendergli fedeltà e servigi. Pronuncia il tuo giuramento e dimostra che sarai pronto a tutto per rispettarlo!

 

Giuseppe: Giuro fedeltà eterna al mio…re…a costo di dover sacrificare la mia vita. Con questo gesto io convalido il mio giuramento!

 

La regina e sua figlia chiusero gli occhi. Il perchè fu subito noto: il giovane principe prese il pugnale che suo padre gli regalò molto tempo prima e con un fendente deciso si colpì in viso, aprendo una ferita che andava dalla fronte fino alla guancia sinistra, evitando di poco l’occhio. Il candido tappeto di lino bianco venne imbrattato del sangue che copioso scendeva dalla fronte del ferito. Il re in carica gli passò la spada sulle spalle dicendo.

 

Biggs: Oggi tu sei stato nominato cavaliere. Attieniti al tuo giuramento e servi il re in ogni cosa egli voglia. Sei stato titubante, ma ora non dovrai fermarti davanti a niente e nessuno.

 

Il principe si alzò ed uscì dal palazzo per pulirsi del sangue che ancora sgorgava dal taglio. Nei due anni a seguire il re ordinò di sedare delle rivolte inesistenti ed il suo nuovo comandante delle armate eseguì ciecamente gli ordini contro degli innocenti senza batter ciglio, come se si fosse dimenticato dei suoi ideali ed anche dell’antico codice dei cavalieri, il quale imponeva al cavaliere di proteggere i deboli. Il fatto strano era che una volta eliminati i pericolosi indicati dall’usurpatore di troni non venivano ritrovati corpi nel luogo in cui il guerriero li conduceva. Un giorno venne davvero un agitatore, Zell Dincht, il proprietario della falegnameria di Balamb, un grande amico di Squall di cui si diceva di tutto e di più, soprattutto per quanto riguardava la sua infanzia da teppistello.

 

 Zell: Ora basta! Non possiamo più aspettare che il re si addolcisca! In questi due anni ha ordinato al suo comandante di uccidere centinaia di noi, non aspettiamo di fare la stessa fine, è il momento di agire!

 

Biggs: Che succede qui?

 

Il re si trovava a cavallo accompagnato dalla guardia del corpo, Wedge, dal principe e dal suo migliore amico nonché compagno d’armi Irvine, un balestriere così abile da poter colpire una farfalla a cento metri di distanza.

 

Biggs: Un rivoltoso. Comandante, sapete quello che dovete fare.

 

Giuseppe: Subito, mio signore.

 

Il principe sanguinario portò il falegname dietro una casa e quando tornò la sua spada grondava sangue a non finire. Terminato ciò se ne andarono con un ultimo avviso di Biggs.

 

Biggs: Chi tenterà una nuova rivolta farà la sua stessa fine!

 

Squall, il quale era presente, corse subito a vedere se c’erano speranze per l’amico, ma come al solito non era rimasto nessun cadavere, solo la lunga scia di sangue lasciato cadere dalla spada. Il giovane tornò a casa dove suo padre lo aspettava mentre Raine ed Elly erano al mercato.

 

Laguna: Che ti è successo? Hai un’aria pessima.

 

Squall: Hanno ucciso Zell.

 

Laguna: Un tipo come lui avrebbe comunque preferito la morte a questa prigione. Povera Sandy chissà come sarà disperata, dovevano sposarsi il mese prossimo.

 

Squall: L’unica cosa che non capisco è come mai non ci sono mai cadaveri, solo sangue a litri!

 

Laguna: E dire che non pensavo così al principe, quando lavoravo al castello era un ragazzo davvero cordiale ed ero sicuro che sarebbe diventato un vero cavaliere dell’antico codice. Hai detto che non ci sono cadaveri?

 

Squall: Si, l’unica cosa che si vede è il sangue che scivola giù dalla lama rossa e nera del loro aguzzino.

 

Laguna: Potrebbe trattarsi di un incantesimo, mai nessun arma ha avuto simili colori e la magia potrebbe fare in modo che il corpo di chi viene colpito diventi unicamente sangue.

 

Squall: Potrebbe essere. Forse conosco anche chi può dirci se è così.

 

Squall uscì di casa mentre il padre gli gridava dietro.

 

Laguna: Hey, dove vai! Tra poco torneranno tua madre e tua sorella, è ora di pranzo!

 

Squall: Mangerò qualcosa strada facendo, non aspettatemi.

 

Mentre il ragazzo usciva incrociò Roy, una vecchia conoscenza del principe. Quando erano piccoli i due si sfidavano spesso nell’equitazione ma da quando Biggs era salito al potere non si erano più potuti incontrare.

 

Roy: Ciao Squall, dove vai di bello?

 

Squall: Da un’amica a chiederle una cosa, ti va di accompagnarmi?

 

Roy: Certo! Monta l’altro cavallo, era di una delle vittime del re e la famiglia del defunto me lo ha venduto. Troppi ricordi legati.

 

I due si spinsero a lungo nella foresta mangiando qualche frutto che capitava loro a tiro, finché non scorsero una casetta. Sul retro c’era una ragazza vestita d’azzurro che girava l’acqua di un enorme pentolone simile a quello delle streghe. Il ragazzo la chiamò con un fischio scendendo da cavallo e quella per tutta risposta lasciò perdere il pentolone e gli saltò addosso.

 

???: Squall, quanto tempo è che non venivi a trovare la tua streghetta preferita? E quand’è che mi chiederai un filtro d’amore così ci sposeremo ed avremo taaaaaanti bambini?

 

Squall: Calmati Selphie, non è il momento dei convenevoli.

 

Roy: Lei sarebbe una strega? Non credevo adorassi l’occulto.

 

Squall: Roy, ti prego, smettila di dire stupidaggini.

 

Selphie: Volete pranzare? Ho preparato il pranzo.

 

Roy: Che sarebbe, occhi di rospo con salsa di lumache?

 

Selphie: Ma che schifo! Non lo usiamo nemmeno per i filtri! Questa è una mia invenzione, gli spaghetti!

 

Squall: Speriamo che non vengano come quell’altra invenzione, come si chiamavano? Ah, i fusilli! Quelli erano impossibili da mangiare1

 

Roy: Amari?

 

Squall: No, ma non si riesce mai a prenderli con la forchetta.

 

Selphie: Non ti preoccupare, questi li avvolgi alla forchetta e non cadono.

 

Durante il pranzo i tre parlarono degli avvenimenti terribili che succedevano in città da lì a due anni prima e del sospetto di Laguna.

 

Selphie: Una spada che trasforma la gente in sangue? Ne ho sentito parlare… ora ricordo! No, il colore non c’entra niente, ma chi usa l’arma deve essere uno stregone molto potente per non finire anche lui trasformato in sangue. Finora ce ne è stato uno solo ed è vissuto oltre trecentocinquantasette anni fa.

 

Roy: Sdeng! Quindi oltre che ad un pazzo sanguinario dobbiamo far fronte ad uno stregone che ci potrebbe mandare all’altro mondo col solo pensiero! Come fai a sapere tutte queste cose.

 

Selphie: Edea, la mia tutrice, mi ha insegnato tutto sulla magia. Sai, anche lei è una strega.

 

Roy: E dire che sembra una donna tanto dolce, invece è una strega che se le rompiamo troppo le scatole ci trasformerebbe tutti in zanzare!

 

Intanto al castello…

 

Biggs: Comandante, quanti anni ha vostra sorella?

 

Giuseppe stava appoggiato ad un muro rigirandosi il pugnale tra le mani, mentre guardava disgustato colui che sedeva sul trono di suo padre. I lunghi capelli gli coprivano l’occhio sinistro, così che l’uomo non potesse accorgersi dello sguardo vigile del diciassettenne.

 

Giuseppe: Tredici sua maestà.

 

Biggs: Allora è giunto il momento che si trovi un marito.

 

Giuseppe: Non le sembra presto? I miei genitori si sono sposati ad otto anni di differenza e dopo tre anni che si erano fidanzati

 

Biggs: Infatti se si fossero sposati prima ora tu saresti un uomo ancor più forte di quello che sei. Ho deciso: domani sera ci sarà un gran ballo e tutti i più importanti nobili esistenti saranno invitati. Credo proprio che concederò la mano di tua sorella al re di Galbadia.

 

A quest’esclamazione il principe si mosse dal muro e si diresse verso il re.

 

Giuseppe: Mi scusi se oso tanto, ma non mi pare il caso. Questo mondo è pieno di nobili e pensavo…

 

Wedge: Come osi opporti ad una decisione del tuo re!

 

Giuseppe: Taci o proverai anche tu la lama della mia spada! Dicevo, il mondo è pieno di nobili e credo che sarebbe meglio che mia sorella sposasse qualcuno più giovane, re Deling ha più di cinquanta anni e ad essere sincero potrebbe sembrare più il nonno che il marito di mia sorella.

 

Biggs: Questo non deve essere un matrimonio normale, deve essere un matrimonio di convenienza! Galbadia è il regno più potente esistente e l’alleanza tra noi e loro sarà un toccasana per questo lurido popolo. Tua sorella sposerà il re di Galbadia, così ho deciso.

 

Il giovane si allontanò dicendo a denti stretti.

 

Giuseppe: Come volete, mio signore.

 

Mentre il ragazzo usciva dal palazzo incrociò Irvine, che vista l’aria iraconda del compagno d’armi esclamò.

 

Irvine: Hey che ti è successo?

 

Giuseppe: Il re vuole che Rossella sposi Deling.

 

Irvine: Un matrimonio di convenienza piuttosto strano, poteva almeno darla in sposa al terzo figlio, ormai quel vecchiaccio è sull’orlo di schiattare.

 

Giuseppe: Se crede di poter fare una cosa simile a mia sorella si sbaglia, gli farò vedere che il sangue degli Almasy non perdona gli affronti.

 

Quistis, la dama di compagnia della regina era affacciata alla finestra e, avendo sentito tutto, corse dalla sua regina.

 

Quistis: Mia signora, il re ha deciso di dare in sposa vostra figlia a Deling!

 

Rinoa: Ma come, senza neanche chiedere il mio consenso?

 

Quistis: inoltre credo che il principe stia tramando qualcosa, temo voglia fare una carneficina.

 

Rinoa: Oh, no! Dobbiamo fermarlo!

 

Troppo tardi, i due erano spariti senza lasciare tracce. Intanto era scesa la sera. Squall era agitato pensando a cosa sarebbe potuto accadere l’indomani. Aprì la finestra della sua stanza per schiarirsi un po’ le idee quando vide delle torce accese poco distanti da casa sua. Scese a controllare e notò al centro delle torce un biglietto per lui. Lo aprì e ci trovò scritto.

 

“Domattina fatevi trovare tutti ai margini del bosco, avverti i cittadini, nessuno oltre noi deve esserne al corrente. Chiama anche la strega.”

 

Al posto della firma alla fine della lettera c’era un occhio. Il ragazzo tornò a casa e svegliò il padre mostrandogli il biglietto.

 

Laguna: Questa è la volta buona che ci liberiamo di Biggs. Andiamo, dobbiamo avvertire gli altri.

 

Il giorno seguente l’intero villaggio era radunato ai limiti del bosco, dove Laguna spiegò la situazione.

 

Laguna: Mio figlio stanotte ha trovato questo avviso poco lontano da casa, perciò vi abbiamo convocati. Ora però vorremmo sapere CHI lo ha scritto.

 

???: Sono stato io.

 

La gente alzò lo sguardo al cielo e vide seduto su un ramo il principe assieme ad Irvine vestiti della loro solita armatura nera mentre il vento intrecciava i loro mantelli del medesimo colore. Saltarono giù dal loro nascondiglio ed il principe iniziò a parlare tra le accuse dei cittadini.

 

Giuseppe: So che non vi piaccio, anzi, che mi odiate, ma non fatevi ingannare dalle apparenze. In questi anni abbiamo dovuto tener fronte ad enormi sacrifici ma non sarà tutto vano…

 

Sandy: Non cambia che hai ucciso il mio Zell!

 

Donna: E il mio figlio Leon!

 

Shu: E mio marito Nida!

 

Giuseppe iniziò a ridere assieme ad Irvine, mentre la folla rimaneva allibita.

 

Giuseppe: Allora è andata davvero come pensavo. Forza gente, venite qui!

 

Dal bosc0 spuntarono tutti coloro che erano misteriosamente spariti dopo le esecuzioni del principe.

 

Laguna: Ma come…

 

Giuseppe: Era tutta una messinscena, tutti i soldati di Balamb sono dalla mia parte e devo dire che sono davvero dei bravi attori. Devo ringraziare Selphie che si è presa cura di loro in questi due anni.

 

Squall: Tu lo sapevi? Perché non mi hai detto niente?

 

Selphie: He, he sono brava come attrice vero? Non ti ho detto niente perché era tutto un piano organizzato dal nostro principino.

 

Squall: E allora tutto quel sangue?

 

Irvine: Un bel trucco eh? Una bisaccia piena di sangue di mucca svuotata sulla spada, ecco cosa succedeva.

 

Giuseppe: Ora dobbiamo parlare di altro. Stasera Biggs organizzerà un ballo dove darà mia sorella in sposa a Deling. Naturalmente il popolo deve essere presente ad un annuncio del genere ed abbiamo preparato tutto: i soldati di Balamb vestiranno la divisa di gala dorata, mentre la scorta del Galbadiano sarà vestita di blu. Ogni soldato di Balamb avrà con se due spade. Al mio segnale prendetene una da loro e lasciate l’altra ai nostri guerrieri, combatteremo assieme contro il nemico. Ho avvertito gli altri nobili di portare un fazzoletto bianco al braccio e di uscire quando ci sarà il segnale: loro non devono essere coinvolti. Inoltre ho sentito che un piccolo esercito si accamperà presso la Caverna del Fuoco, di quell’esercito se ne occuperà mio padre.

 

Roy: Ma il re non è in prigione?

 

Giuseppe: Anche quella è messinscena. Lo abbiamo fatto evadere molti anni fa. Ogni giorno un nostro soldato usciva dal castello e dava dei soldi al primo che gli capitava per fingere di essere il re imprigionato oppure fingevano di esserlo i presunti morti. Mio padre aveva deciso di farsi mettere una maschera di ferro perciò nessuno si sarebbe accorto della cosa. In questi anni ha viaggiato a lungo ed ha messo su un piccolo esercito che però può vantare una gran forza. È incredibile quanto siano utili gli sparvieri addestrati. Ora sapete tutto e vi chiedo collaborazione per scacciare l’invasore. Biggs è di Galbadia ed è per ordine di Deling se è venuto qui, per prendersi il nostro regno! Il segnale sarà “sorga un cavaliere”, ed è questo che oggi vi chiedo: Sorga un cavaliere in ognuno di voi, lottiamo assieme per il nostro futuro!

 

Incredibilmente la folla cambiò rapidamente l’opinione che aveva del principe. Altro che essere spietato, aveva un’astuzia di come ce l’avevano pochi! Quella sera tutto era pronto: i balestrieri guidati da Irvine avrebbero coperto l’assalto mentre il popolo sfogava tutta l’ira repressa in uno scontro epico. Il ballo continuava tra l’agitazione dei nobili e la presunta vittoria di Galbadia. Giuseppe aspettava il momento per dare il segnale mentre sorseggiava un calice di vino, rosso come il sangue, amaro come gli anni passati dopo l’ascesa di Biggs ed infuocato come l’animo che ardeva in lui ed in tutto il popolo presente. Il falso re si alzò e propose un brindisi. Ecco il momento giusto da prendere al volo.

 

Biggs: Cari sudditi, vorrei farvi un annuncio…

 

Giuseppe SORGA UN CAVALIERE!

 

La sala divenne un pandemonio. I nobili fuggivano dalle porte lasciate aperte mentre i cittadini prendevano le armi per quella che sarebbe stata la loro battaglia. Anche Quistis si era prevenuta e si era preparata a dover condurre in salvo la propria regina assieme alla figlia.Iintanto i soldati di Galbadia avevano iniziato la loro battaglia, anche se era già persa in partenza.

 

Biggs: Ma cosa?!

 

Giuseppe: La farsa è finita, andatevene o saremo costretti a farlo con la forza.

 

Il figlio di Deling, Conrad, si parò dinanzi al padre.

 

Conrad: Non osate fare del male a mio padre o ve la vedrete con me.

 

Giuseppe: Non mi interessa vostro padre, voglio solo punire che non ha fatto altro che opprimere il mio popolo per tutti questi anni. Se volete potete anche andarvene richiamando il vostro esercito.

 

Biggs: Ma come, il giuramento?

 

Giuseppe: Quello? Vedete, quel giorno non ero titubante, ho solo modificato il giuramento, in realtà ho detto che avrei servito il mio VERO re ed il mio popolo, non voi. Se abbandonerete per sempre questo posto non vi sarà torto un capello.

 

Biggs: Giammai! WEDGE!

 

Niente. Il re lo cercò con lo squarto e lo trovò a terra con una freccia infilata sulla spalla.

 

Irvine: Dardi soporiferi! Si ringraziano le streghe del villaggio per la miscela del sonno!

 

Biggs: Allora ti ucciderò io con le mie stesse mani!

 

L’uomo prese la spada ma non poté fare niente che il ragazzo gli tagliò la testa. L’esercito Galbadiano non si mosse di un millimetro.

 

Giuseppe: Siete stato pesato, siete stato misurato e siete stato trovato mancante. Benvenuto in un nuovo mondo, il nostro.

 

Deling: Andiamo via da questo campo di battaglia. Ora chiedo solo pace per entrambi i popoli.

 

Giuseppe: Così sarà quando mio padre tornerà al trono.

 

Dopo quella notte trascorsa nel sangue tutto tornò alla normalità. Il vecchio re tornò al suo trono e strinse un’alleanza con Galbadia, la gente non viveva più nel terrore e l’unica cosa che creò un po’ di scalpore furono le nozze di Squall con la sua cara strega del bosco. Il seguito? Immaginatelo voi, io preferisco lasciare qui la storia

 

 

Fine.

 

NDA: Spero questa storia vi sia piaciuta. Mi pare incredibile di averla scritta in un paio d’ore di oggi, forse perché mi ronzava già in mente da diversi mesi. Lo so che le frasi Sorga un cavaliere ed il fatto di peso-misura=mancato sono rispettivamente del film Le Crociate ed il Destino di un Cavaliere, dal quale ho tratto il titolo, ma mi piacevano troppo! Arrivederci alla prossima!







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