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Viaggio nel Lazio ~ By Shadow
Final Fantasy VIII - G - Umoristico + Parodia - One-shot - Pubblicato: 13/9/06
ID Fanfiction: 890 - Commenti: 4
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Salve a tutti! Visto che alcuni di voi mi hanno chiesto nei commenti di “Tutti a Lecce!” di scrivere nuove parodie ho deciso di accontentarvi descrivendovi una gitarella fatta in famiglia a Gaeta. Mio padre sarà interpretato da Squall, mia madre da Rinoa, mia sorella da Quistis (senza che quest’ultima tenti di farsi Squall per stavolta), mio fratello lo farà Seifer visto che sono entrambi un po’ bastardi ed infine io verrò interpretato da Giuseppe, che d’altronde sarei io, perciò non mi tocca cambiare niente della mia personalità. Ora basta cianciare, iniziamo il lavoro!

 

Domenica, nel Garden di Balamb gira la solita gente, che vive la solita vita che fa la solita…

 

Squall: E basta cò sto solita! La vuoi iniziare ‘stà storia o no?!?

 

Squall, vedi che se mi contraddici ancora non vedrai nemmeno l’inizio, ah no, quello lo hai già visto…vuol dire he non finirai vivo la fanfiction.

 

Squall:… Ce l’hai con me forse?

 

A dir la verità sei uno dei miei personaggi preferiti, ma sai com’è, se qualcuno inizia a rompere sono piuttosto vendicativo. E la mia è una vendetta lenta e dolorosa eh, eh, eh. (sguardo sadico)

 

Squall: Va bene, va bene, non essere scontroso.

 

Allora, stavo dicendo: ‘stì tizi stavano conducendo la loro vita come ogni giorno. Squall ed alcuni membri del suo gruppo erano in mensa a discutere come passare il giorno successivo, visto che non c’erano lezioni causa un incendio provocato da Selphie in aula.

 

Quistis: Vogliamo organizzare qualcosa di spassoso per domani?

 

Rinoa: Una giornata intera al mare senza mai uscire dall’acqua?

 

Squall: Sei banale, non è poi così bello infradiciarsi tutta la giornata in acqua, e poi lo sai che l’aria di mare mi mette sonno.

 

Seifer: Un giro nel “mondo parallelo”?

 

Giuseppe: Ottima idea! Ho un atlante di quel mondo, decidiamo stasera come andare allora. Chi viene?

 

Squall: Noi quattro di certo.

 

Quistis: Selphie deve riparare il danno che ha provocato e le sue due compatriote le danno una mano.

 

Seifer: Il Gallinaccio ed il Vaccaro sono stati sbattuti al servizio mensa per aver scaricato dei porno sul terminale dell’aula.

 

Rinoa: Roy, Leon e gli altri sono tutti occupati a trovarsi una ragazza ed a studiare.

 

Giuseppe: Insomma siamo solo noi visto che non posso portare Drake. A questo punto decidiamo ora e poi chi si è visto si è visto.  

 

L’atlante, riguardante l’Italia, fu sfogliato da cima a fondo ed infine la meta fu Gaeta, sperando di aver scelto una meta dove si mangiava decisamente meglio dell’albergo Leccese di qualche mese prima (per maggiori informazioni leggere la fanfiction “Tutti a Lecce!”). Il giorno successivo i cinque si prepararono per un viaggio di un solo giorno, perché le tre di Trabia stavano svolgendo un lavoro talmente rapido che avrebbero finito entro sera. Aperto un varco i ragazzi si ritrovarono di nuovo davanti al Virgilio, la scuola che frequentavano gli amici di Giuseppe. Ora dovevano capire dove trovare un mezzo per arrivarci! Al concessionario più vicino (un centinaio di metri dalla scuola) comprarono l’ultimo modello di Lancer Evolution (la mia auto preferita dopo la grandiosa Ferrari) e si diressero verso la loro meta. Ad un certo punto arrivati presso Capua (dove Annibale fece i suoi disastrosi Ozi) ti trovarono ingolfati nel traffico, ormai ridotto al movimento di un granello di sabbia in un giorno senza vento.

 

Squall: Ma che cavolo succede? Qui è tutto bloccato!

 

Seifer: Hai preso la via sbagliata allora Comandante da quattro guil.

 

Quistis: Ora calmi, non dobbiamo litigare. Vediamo che è successo piuttosto.

 

Giuseppe uscì con metà del corpo dal finestrino e con un binocolo in mano trovò la causa dell’ingorgo.

 

Giuseppe: Raga, c’è un centro commerciale poco distante e a quanto pare usano il semaforo per sfoltire il traffico!

 

Rinoa: Ci riescono davvero bene.

 

Giuseppe: Non c’entra il semaforo, qui si stanno buttando in strada anche col rosso! Prima o poi fanno un incidente, è un miracolo se non succede.

 

Stranamente il miracolo ci fu e dopo più di mezz’ora si poté ripartire, stavolta senza interruzioni. Fortunatamente la macchina era dotata di GPS e non ci fu il rischio di sbagliare strada. Alle 12.24 giunsero a destinazione. Prima meta: la Grotta del Turco, dove per scendere si dovevano percorrere ad occhio e croce almeno duecento scalini. Quistis non si risparmiò in foto, visto che voleva acculturare i suoi alunni anche sui mondi paralleli, una cosa che era praticamente inutile se non si sa dove si trova il posto! I tre maschi appena arrivarono in fondo iniziarono a saltare tra gli scogli. Per gli scarponi chiodati di Squall fu una passeggiata, ma le scarpe di Seifer e di Giuseppe al contrario avevano la suola liscia e considerando che TUTTI gli scogli erano lisci e bagnati dovettero mettersi d’impegno per non sfracellarsi sulle rocce! Dopo che Quistis ebbe fotografato ogni minima particella salina, rocciosa e qualsiasi altra cosa esistente lì dentro i cinque risalirono tutti sudati: L’umidità che c’era in quella grotta era tremenda, un’afa così pesante che con tutti i liquidi che avevano perso ci si sarebbe potuto innaffiare il giardino del Garden o addirittura far crescere degli alberi sull’isola di Kyactus. Seguì un pranzo a base di pesce per i due piccioncini e di carne per gli altri tre, dopodichè si partì per vedere la statua della Madonnina, che al contrario di quanto uno si aspetterebbe dal nome è alta almeno dieci metri. Il sentiero era abbastanza lungo e Seifer ebbe la grandiosa idea di sfidare Squall a correre fino all’arrivo. Il biondo partì in quarta, mentre il bruno corse con passo leggero e costante.

 

Giuseppe: Possibile che ho un cugino così scemo che si mette a correre come se facesse i cento metri, in MONTAGNA e soprattutto dopo aver mangiato? Almeno Squall così fa molta più strada di lui.

 

Infatti poco dopo videro Seifer sfinito mentre Squall continuava ancora in perfetta forma la passeggiata (così successe veramente tra quel buffone di mio fratello e mio padre).

 

Quistis: Il grande campione ha già perso le forze?

 

Seifer: Stai zitta oca.

 

Il gruppo deviò per una stradina sterrata, dove a Quistis sembrava mancare l’aria, e d’altronde Rinoa non sembrava da meno. Uscirono su una strada dissestata, evidentemente avevano cambiato percorso. Camminarono un po’ e videro un cartello segnaletico che indicava la polveriera, il monastero, il faro ed il mausoleo. Seifer ci si appoggiò con grazia d’elefante, facendolo cadere.

 

Seifer: E che cacchio, ma di che è fatto, di merda?

 

Rinoa: Sei tu l’ippopotamo che l’ha sfondato. Forza, rimettiamolo a posto.

 

Il quintetto rimise al suo posto il palo e si fermò presso le panchine, dove Seifer bevve tutta l’acqua che avevano portato.

 

Giuseppe: Ma quanto cavolo bevi? Eppure a pranzo ti sei scolato una giara di due litri di coca cola da solo!

 

Seifer: Che ne so che è, ho sete e basta. Dammene ancora un po’.

 

Quistis: Forse non hai notato che l’hai bevuta tutta, ora dovremmo aspettare di tornare al ristorante per prenderne altra.

 

Seifer: COOOOOSA??????? Ma io non ce la faccio più!

 

Rinoa: Possiamo sempre usare Leviathan.

 

Giuseppe: Così finiamo col fare il bagno a tutta Gaeta. Rinoa, non mi sembra il caso.

 

Squall: Così impari a metterti contro i migliori, pivello.

 

Seifer non rispose, era stanco anche per fare questo e si rimise a seguire il gruppo, che prese la via della polveriera, della quale ormai non era rimasta che una struttura in pietra del tutto fatiscente ma dalla quale si poteva avere una bellissima vista del mare. Mentre salivano verso il faro i cinque si fermarono presso una cisterna nella quale al posto dell’acqua c’erano centinaia di giunchi. Squall e Giuseppe scesero a coglierne qualcuno da lasciare alla Madonnina, un piccolo omaggio alla Madre di Cristo almeno lo dovevano fare! Mentre raccoglievano le piante Giuseppe notò uno strano sbrilluccichio sulle pareti della cisterna, ma non poté vedere di più perché era giunto il momento di andare. Arrivati quasi in cima trovarono una deviazione: salendo si trovava il faro ed il mausoleo, mentre andando dritti si andava alla statua. Secondo voi che strada presero? Infatti, la strada per la Madonnina. Arrivati lì le ragazze ed il biondo della compagnia si fermarono, mentre gli altri due trovarono una via per arrivare lo stesso al mausoleo, ma non c’’era solo quello: oltre al faro già prima visto sui cartelli risiedeva anche una zona militare, dalla quale i due si tennero abbastanza distanti per evitare guai. Tornarono dai tre ancora intenti a riposare e li portarono a vedere la tomba, nella quale c’era una bellissima statua in marmo. Rinoa notò l’area militare e disse.

 

Rinoa: Guardate, una casa. Forse lì potranno dare l’acqua a Seifer.

 

Squall: Cara, ma hai visto che c’è scritto?

 

Rinoa: No.

 

Squall: È un’area militare, se entriamo potremmo essere arrestati, dovresti saperlo visto che sei stata in un gruppo di ribelli.

 

Quistis: Dove andiamo ora?

 

Giuseppe: Credo si torni giù. Venite, c’è una via più corta.

 

Seifer: E di sicuro più accidentata.

 

Giuseppe: Come hai fatto ad indovinare?

 

Seifer: Le vie più corte sono sempre le più rompiscatole. Ne sei davvero sicuro? Vedi che se non conduce a valle io ti rovino! (mio fratello non disse questo, disse qualcosa di un po’ più pesante)

 

Giuseppe: Tranquillo, non c’è rischio.

 

Il Comandante si avvicinò al cugino e disse.

 

Squall: Dì la verità, c’è qualcos’altro che ti interessa.

 

Giuseppe: Infatti. Da quello che ho visto per tornare dobbiamo passare per la cisterna dalla quale abbiamo preso quelle piante, ma oltre quelli ho visto anche una strana pietra (in realtà si tratta di una strana varietà di marmo arancio-rosato) e mi chiedevo se avesse qualche proprietà magica, perciò vorrei prenderne un pezzo.

 

Squall: Ed una volta scesi se non mi sbaglio troveremo il cartello che la bestia ha distrutto e secondo l’indicazione non ci resta che scendere un po’ per trovarci al monastero.

 

Giuseppe: Esatto! Così vedremo se in questo mondo c’è più magia di quello che si pensa ed arriveremo prima a destinazione.

 

Il più piccolo del gruppo scese prima e riuscì a prendere grazie al suo coltello un pezzo di quella roccia tanto insolita per lui prima di tornare al gruppo.

 

Giuseppe: Ecco qui, ce l’ho fatta!

 

Squall: La proviamo?

 

(ora inizia una parte totalmente inventata, ma dovevo dare uno scopo a quella pietra che non fosse il collezionismo)

 

I due si staccarono un attimo dal gruppo e Giuseppe lanciò un Firaga che quando attraversò la pietra aumentò del triplo le dimensioni.

 

Squall: Un amplificatore, davvero interessante. Quanto ne hai preso?

 

Giuseppe: Credo abbastanza per tutto il Garden.

 

Squall: Si può sapere quanto ne hai preso?

 

Giuseppe aprì la sua borsa dimensionale dell’accademia e ne cacciò una pietra molto grande.

 

Giuseppe: Ad occhio e croce un cinque chili. (chissà se la mia supera i 100 grammi, qui ho staccato un intero mattone!)

 

Ritornati al gruppo i cinque scesero per un sentiero scosceso e durante tutto il tragitto Seifer continuò a gridare dietro al ragazzo che se non arrivavano a destinazione lo avrebbe scuoiato vivo con l’Hyperion, ma Giuseppe non se ne importava, era fin troppo sicuro di quello che aveva fatto ed alla fine si ritrovarono gusto dentro al monastero! (lo so, ho una buona predisposizione a trovare la strada giusta ^^) una volta che si furono dissetati il ragazzi si avviarono nella chiesetta, dalla quale poi si scendeva per una scala i pietra che portava ad un affossamento a forma di mano. La cosa strana è che appena tutti vedevano quel fosso ci infilavano d’istinto la mano, come se fossero attratti da una forza immane (infatti neanche io ho resistito alla tentazione!), dopodichè salirono verso il tetto da dove c’era usanza di lanciare una moneta ed esprimere un desiderio. Dopo quest’ultima esperienza il gruppo lasciò Gaeta e si diresse di nuovo al punto di partenza. Quistis e Seifer dormirono per tutto il viaggio, mentre gli altri tre svegli conversarono a lungo, soprattutto sugli sbagli di direzione di Squall che voleva accorciare la via mentre invece la allungava. Tornarono quella sera stessa al Garden e Quistis ebbe modo di dire a tutti i suoi allievi che il giorno successivo avrebbe fatto lezione appunto su Gaeta.

 

Roy: Prof, ma non potrebbe cambiare argomento?

 

Quistis: No, bisogna acculturarsi su TUTTI i mondi esistenti.

 

Roy: Ma se di questo mondo non sapete quasi niente nemmeno voi!

 

Quistis: Visto che fai così il saputello domani sarai il primo ad essere interrogato! Ora tutti a dormire, sono le dieci passate.     Fine

 

Non credo mi sia riuscita molto bene, soprattutto il finale, ma almeno spero di aver scritto qualcosa che non sia troppo impegnativo per la mente. Arrivederci alla prossima!







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