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Final Fantasy X/X-2 - Memories of Faith ~ By Silver_Anova
Final Fantasy X - R - Serio + Malinconico - Pubblicato: 5/9/06 - Aggiornato: 10/4/08
ID Fanfiction: 871 - Commenti: 22
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Nota: Potrei aver modificato per sbaglio dei dialoghi di gioco. Chiedo umilmente perdono nel caso che fosse così.
Questa è la prima fic puramente seria che scrivo... quindi chiedo pietà nel caso facesse schifo.



Quella mattina Bahamut si svegliò presto. Aveva sentito i suoi alzarsi e che provavano a non svegliarlo, ma lui uscì dalla stanza e li sorprese sulla soglia. Suo padre si era preparato a partire. "Papà, dove vai?" chiese Bahamut. "Devo partire per andare... per andare oltre il monte. Stiamo perdendo la guerra, e abbiamo bisogno di tutti i soldati possibili." Bahamut si incupì a quella notizia, ma sapeva che era inutile mettersi a piangere e a supplicarlo di restare. Era piuttosto maturo per avere solo dieci anni. Salutò il padre e dopo tornò a dormire. Sarebbe andato a scuola lo stesso.

Arrivato in classe, vide che la metà dei ragazzi e delle ragazze erano in lacrime, e gli altri tentavano di consolarli. Si sedette al suo solito posto in seconda fila, vicino alla finestra, e guardò fuori. Il sole splendeva alto nel cielo sulle costruzioni di Zanarkand. La guerra contro Bevelle aveva costretto quasi tutti gli adulti maschi a partire, e c'erano poche speranze di veder tornare indietro qualcuno. Si alzò e si diresse verso una ragazza che stava piangendo come una fontana. "Mio papà è partito per la guerra..." "Lo sospettavo. Anche il mio è partito stamattina." La ragazzina lo fissò per un po' e poi esordì con un "Non è vero. Non piangi nemmeno. Perché dici delle bugie? Per prendermi in giro?" Bahamut non disse nulla e continuò a consolare silenziosamente quella ragazza in lacrime.

'Non piangi nemmeno.'

Non era mai riuscito a piangere. Mai. I suoi nonni erano morti, e lui non aveva pianto. Ci aveva provato, ma non c'era mai riuscito. Spesso la sera, mentre guardava il cielo notturno, si chiedeva cosa ci fosse di sbagliato in lui. Voleva solo essere un ragazzino di dieci anni, che ancora ignora il male maggiore del mondo placidamente, che piangeva quando i suoi lo lasciavano da solo la sera, che dormiva tranquillizzato dal pensiero di avere degli amici. Lui non era così. Non sarebbe mai riuscito a dormire. Mai riuscito a sognare.

Anche l'insegnante di canto e magia applicata, la signorina Lenne, era partita verso il fronte. Tutti sapevano che era un'invocatrice, e anche molto brava, e come invocatrice era andata al fronte oltre il Gagazet. Questo permise a Bahamut di uscire un'ora prima da scuola. Non voleva ancora tornare a casa, il sole era cos√¨ luminoso... Decise di prendere la sua spada di legno e andare ad allenarsi in palestra con quelli di undici anni. Non ci mise molto a raggiungere la palestra. Pi√Ļ che una palestra, era uno spiazzo aperto in terra battuta sintetica fuori dalla palestra dove i ragazzi delle medie si sfidavano a duello. Anche lui andava l√¨ nel tempo libero, quando non voleva chiudersi in casa sui libri. Se avesse avuto degli amici forse avrebbe passato meglio le giornate, ma non riusciva a farsene. Uno dei ragazzi lo sfid√≤, avevano sospeso un duello per via delle lezioni, e ora dovevano terminarlo. Bahamut si mise in posizione mentre un ragazzo diceva "...e come al solito non valgono le magie." Poi questo ragazzo, l'arbitro, fiss√≤ entrambi i duellanti prima di decretare l'inizio del duello con un "VIA!". Bahamut part√¨ subito e colp√¨ il fianco sinistro del suo avversario, sorpreso dallo scatto fulmineo di Bahamuth. Per√≤ si riprese in fretta e tent√≤ un montante contro il ragazzino, che lo schiv√≤ facilmente e colp√¨ con un'affondo sulla spalla destra. L'undicenne fece una smorfia di dolore e assunse un'espressione feroce. Aver subito due colpi consecutivi in pochi secondi da un ragazzino di dieci anni era umiliante, specialmente di fronte a tutti quei compagni. Prese la spada a due mani e tent√≤ un fendente dall'alto verso il basso contro Bahamut, che lo evit√≤ senza problemi. Tent√≤ di colpirlo ancora con un affondo sull'altra spalla, e anche questo colp√≤ and√≤ a segno. Ora l'undicenne era indemoniato. Tent√≤ di colpire Bahamuth all'inguine, ma all'ultimo momento riusc√¨ ad evitarlo saltando indietro. Per√≤ rimase leggermente sorpreso quando il suo avversario us√≤ un Fire, che Bahamut non riusc√¨ ad evitare. "Ehi! Usare magie non √® valido!" disse, ma il suo avversario lo ignor√≤ e lanci√≤ un secondo Fire all'indirizzo di Bahamut, che per√≤ lo evit√≤ stavolta. "Energia!" disse Bahamut, e un aura lenitiva avvolse il corpo di Bahamut. "Hai barato! Hai usato la magia! Almasy vince l'incontro!" disse l'arbitro, mentre Almasy si ritirava tra le odi dei suoi compagni. Presto sparirono tutti dalla zona del duello, e cos√¨ anche Bahamut ripose la spada e torn√≤ a casa.

...

Come passano in fretta tre anni...

Ora Bahamut aveva tredici anni e la madre l'aveva costretto ad allenarsi con la spada e le magie. Tra cinque anni poteva essere mandato in guerra contro Zanarkand, e voleva avere abbastanza possibilit√† di tornare a casa salvo. Anche i suoi compagni si allenavano, e i rapporti di amicizia iniziavano a degenerare per tutti. Quella mattina era stato portato con la madre e gli altri abitanti di Zanarkand verso i rifugi. Bevelle aveva sfondato le loro difese, e dovevano andare a rifugiarsi oltremare, ma alcuni pazzi erano rimasti a Zanarkand sotto la guida di un certo Shuyin per tentare un ultimo, disperato attacco a Bevelle. Almasy era tra questi, e anche Bahamut era tornato a Zanarkand con gli altri giovani, pi√Ļ che altro per portare via i pazzi quando fossero rinsaviti. Gli attaccanti di Bevelle stavano scendendo il monte Gagazet e presto si sarebbero imbattuti nella prima linea di difesa, guidata da Shuyin. Almasy era assieme a Bahamut nella seconda linea, pronto ad affrontare i soldati di Bevelle. Rimasero tre ore ad attendere che i soldati comparissero, sperando in fondo al cuore di non vederli mai. Infatti non videro mai arrivare quei soldati, ma un'enorme mostro marino apparve presso lo stadio di Blitzball, un mostro orrendo che schiacci√≤ gli attaccanti di Bevelle e inizi√≤ a dirigersi verso Bahamut. "State attenti! Quella cosa potrebbe essere ostile!" disse Bahamut, mentre Almasy fece un ghigno. "Ah! Ho capito che vuoi fare, bastardo! Non mi ruberai la gloria!" disse, buttando Bahamut in acqua con una spallata, prima di ordinare la carica contro la mostruosa creatura.

Bahamut si trovava solo sulla spianata dei resti di Zanarkand, che formavano un'unica grande isola meccanica. Stranamente, non c'era nessun cadavere sulla piana. Restò tra le rovine per tutta la notte, ricordando la sua Zanarkand ricca e prospera, guardandosi attorno vedendo ciò che restava. E lì, per la prima volta, pianse. Pianse tutte le lacrime che non era riuscito a portare fuori per tredici lunghi anni. Pianse per la sua Zanarkand, per Bevelle, per l'intera Spira, per coloro che erano morti e che erano vivi. La mattina prese da quello che restava di Zanarkand alcuni oggetti che potevano essergli utili, e poi si diresse con passo svelto verso il Gagazet. Nessuno sotto i diciotto anni era mai salito sul Gagazet da solo, almeno non fino a dove voleva arrivare Bahamut. "Il passato è passato. Non posso cambiarlo, ma devo andare avanti." si era detto la notte prima. Voleva andare a Bevelle ad avvertire della mostruosa creatura. Mostruosa creatura...

A Bahamut tornò in mente un racconto di sua madre su un mostro, Sin, che voleva distruggere completamente Spira, uccidendo chiunque. Ma lady Yunalesca l'aveva sconfitto sacrificando se stessa e suo marito Zaon nell'invocazione che lo sconfisse. Come mai era tornato?

...

Ecco, ora li vedeva. Riconobbe subito il corpo di Almasy congelato nella pietra. Tutti gli abitanti di Zanarkand erano rinchiusi in quella fredda pietra del monte. "Dormi con noi, Bahamut. Dormi con noi e sogna Zanarkand." gli stavano dicendo gli intercessori. Bahamut si lasciò sedurre dalla proposta che offrivano quegli intercessori: dormire, sognare, in eterno...

...

Ormai era passato quasi un millennio dalla distruzione di Zanarkand la prima volta che era riuscito a scappare uno dei sogni. "Bene." pensò Bahamut, ormai stanco di mille anni di sogni, mille anni di illusioni "Finalmente smetteremo di sognare.".

Purtroppo però Jecht non riuscì a fermare i sogni degli intercessori. Ora le speranze si riponevano in un nuovo sogno, che stava andando formandosi. Il figlio di Jecht... sicuramente sarebbe servito allo scopo.

...

Dieci anni ci erano voluti, prima che un altro sogno scappasse da Zanarkand. Bahamut aveva cercato in tutti i modi di aiutarlo durante la sua avventura assieme a quell'invocatrice... Yuna. "Siamo stanchi." gli disse. "E tu potresti essere il sogno che porrà finalmente fine al nostro sognare." Riponevano tutti una grande fiducia in lui.

Stavano svanendo. Sin era stato completamente sconfitto, e finalmente potevano porre fine a quel lungo sogno per poter fare un lunghissimo sonno senza sogni. Presto anche lui sarebbe scomparso...

...

Una voce... Una voce dolcissima... Che fosse... Lenne? Ecco, ora la vedeva bene. Dopo due lunghi anni dalla sua morte, riusciva a vederla chiaramente. Non era proprio morta, ma non era nemmeno viva. "Bahamut... Ti farò un offerta... Vieni con me, svegliati dal sonno..." Non seppe rifiutare nemmeno stavolta.

...

Quel mostro meccanico di Vegnagun lo aveva risvegliato. Sentiva di nuovo il potere fluire nel suo corpo da Eone. Purtroppo questo potere lo fece impazzire, andando perfino ad attaccare la ragazza che li aveva salvati due anni prima. "Perché... perché fai questo? Fermati!" continuava a gridare, ma lui non la sentiva.

Riuscirono a sconfiggere Bahamut, riportandolo all'Oltremondo dove era rimasto confinato per due anni. Bahamut vide anche gli altri intercessori, tutti quanti trasformati in Eoni. "Fermatevi... Non lasciate che il potere prenda il sopravvento su di voi..." Ma chi era disposto ad ascoltare un ragazzino di tredici anni?

La vide ancora una volta. Era venuta all'Oltremondo per fermare Vegnagun, ed era stata attaccata da tutti gli altri intercessori. "Dovete sconfiggere Shuyin." "Se non riuscite a sconfiggere la coda, scordatevi di poter battere il resto!" "Colpite i nodi per distruggere Vegnagun." Miracolosamente, la ragazza e il suo strano gruppo riuscirono a sconfiggere Shuyin e a riconciliarlo con Lenne. "Sono passati mille anni, Shuyin. E' troppo tardi per tornare indietro."

"Vorresti rivederlo?" le chiese. Bahamut sentiva di doverlo fare. Dopo aver parlato con gli altri intercessori, avevano deciso di ringraziare così Yuna: permettendole di ritrovarlo. "Sì." rispose la ragazza. "Non possiamo assicurare niente, ma tenteremo il possibile." E ce la fecero.

Ora riposa in pace, Bahamut...

PRAY,
SAVIOUR
DREAM,
CHILD OF PRAYER
FOREVER AND EVER
BRING US PEACE






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