S.o.a.P - HomePage
  S.o.a.P | Sezione Autori | Exit
Account: Login | Register 

Hime (Princess) ~ By la_vale
Final Fantasy VIII - R - Serio + Azione/Avventura - COMPLETA - Pubblicato: 17/6/06 - Aggiornato: 16/4/07
ID Fanfiction: 711 - Commenti: 325
Commenta questa fanfiction   Aggiungi questa fanfiction ai preferiti   Aggiungi questo autore ai preferiti   Segnala eventuali irregolarità   Aumenta la grandezza del testo   Stampa questa fanfiction




Segni particolari: soggetto problematico

La Mensa era silenziosa, il luogo migliore per dedicarsi un po’ alle faccende lasciate in sospeso per il riposo notturno, anche se nel suo caso non si era esattamente trattato di questo.

La professoressa Trepe si lasciò sfuggire un sorriso stiracchiato, scostando i capelli biondi che le spiovevano di lato: doveva concentrarsi sul lavoro, altro che far vagare la mente nei ricordi della notte che da poco aveva lasciato spazio alla luce del nuovo giorno.

Rimescolò distrattamente il caffè caldo facendo scorrere i fogli che aveva portato con sé: richieste di intervento da parte di Esthar, richiesta di supporto a Centra, richiami disciplinari di un paio di ragazzini della Compagnia del Ghiaccio, richiesta di trasferimento di uno studente dal Garden di Galbadia. I movimenti degli alunni tra le scuole erano tra le sue prerogative primarie e così, colto quello che sarebbe stato il suo incarico per i prossimi giorni, si sistemò gli occhiali con la punta delle dita e iniziò a leggere il documento allegato: le consuete formalità di schedatura di quello che sembrava essere uno dei tanti allievi dell’Accademia Militare. Un punto tuttavia la fece sorridere: "Informazioni addizionali: lo studente, esaminato dalla Commissione Disciplinare, è stato definito come soggetto problematico…"

Lei conosceva bene un altro della categoria: il Garden in questo campo aveva avuto le sue passate esperienze.

***

Due giorni dopo.

In ritardo. Quistis soffocò un sospiro di stizza: se fin dal primo giorno questo "soggetto problematico" iniziava con un simile comportamento, il suo sesto senso le faceva prevedere futuri non troppo felici.

"Noto che la maestrina sta perdendo la pazienza…"

Si voltò staccandosi dal vetro della finestra che dava sul cortile esterno. Seifer avanzò nello studio privato a passi larghi e sicuri, il pesante cappotto grigio ripiegato sul braccio date le temperature primaverili.

"Nessun Galbadiano a zonzo per il Garden: a quanto pare ha pensato di rimanere a casa" ridacchiò "Nel frattempo i tuoi studenti si stanno dando alla pazza gioia: niente compito in classe…"

"Oh, vedi di smetterla" lo ribeccò, acida

"Dicono che le emozioni represse vadano a vantaggio del letto… Quasi quasi chiedo a Cid di far venire più spesso matricole di Galbadia qui da noi: poi le lego così non possono salire fino da te, tu ti arrabbi e la sera…"

Quistis stava per intimargli qualcosa per farlo uscire, quando bussarono alla porta e un Segretario fece capolino, il volto coperto dal largo cappello giallo e nero: "E’ arrivato lo studente da Galbadia… Lo faccio entrare, professoressa Trepe?"

"Oh, certo…" annuì, rivolgendo un’occhiata vittoriosa a Seifer, che infilò la porta senza salutarla: i suoi programmi per la serata rischiavano di capitolare.

Il Segretario scosse la testa alla vista, ma non commentò e lasciò entrare il ritardatario. Quistis fissò la ragazza che faceva il suo ingresso nella stanza: indossava la nera divisa del Garden di Galbadia, ma il fiocco rosso lasciato penzolare sul petto senza essere annodato e la giacca aperta sul davanti lasciavano poco fantasticare sulla sua identità. Era proprio il "soggetto problematico".

La invitò a sedersi e congedò il Segretario. Mentre la lasciava sistemarsi su una delle poltroncine, sfruttò i pochi secondi per osservarla meglio: i capelli chiari nascondevano la naturale colorazione scura e gli occhi neri, quasi delle fessure, sembravano aver perso qualsiasi luce.

"Il caratteraccio di Seifer con la depressione di Squall dei vecchi tempi?" si domandò: dentro di lei sorrise, ma all’esterno stette attenta a non far trapelare nulla correndo il rischio di offendere la nuova arrivata.

"Benvenuta al Garden di Balamb" esordì "Dunque, ti chiami Namidano Hime, hai diciassette anni e sei della Compagnia del Sacro di Galbadia. Io sarò la tua insegnante responsabile: sono la professoressa Trepe, piacere"

La ragazza rimase impassibile, fissando oltre la donna, fuori dalla finestra. Quistis finse di non far caso al suo comportamento e continuò come da manuale: "Oggi stesso ti verrà assegnata la stanza che dividerai con un’altra ragazza. Gli orari sono gli stessi del Garden di Galbadia e quindi non credo avrai problemi ad ambientarti… Ah, ho controllato il tuo programma di studi e posso rassicurarti che non sei indietro con le lezioni: il tuo insegnante mi ha inoltre informata che dovresti tenere l’esame Seed entro il prossimo anno, giusto?"

Ancora silenzio.

"Questo è il numero e il codice d’accesso alla tua camera" sospirò porgendole la tessera magnetica e un foglio "Le lezioni del mattino si concluderanno tra breve, potresti approfittarne per andare in Mensa: non conosco la situazione di Galbadia, ma qui è una battaglia. Per qualsiasi problema contattami pure" la congedò, senza riuscire a far proferire parola alla nuova allieva da oltreoceano.

La ragazza si alzò dalla poltroncina e improvvisamente si rivolse a lei: "La persona che prima è uscita di qui… era Seifer Almasy?"

Quistis rimase per un attimo attonita, poi annuì in segno di assenso: "Almasy è il Leader del Comitato di Disciplina della scuola" cercò una frase spiritosa "Tuttavia è meglio non diventare troppo noti a lui e quelli del suo gruppo…"

Lo sguardo gelido lanciatole dalla studente le riportò alla mente ricordi del Seifer di qualche anno prima, ma cercò di ricomporsi: "Vai pure…"

***

Seifer, Seifer Almasy.

Hime aveva trattenuto il respiro dalla gioia quando quella scialba professoressa le aveva confermato di aver incrociato il Cavaliere della Strega, la persona che quattro anni prima si era schierata contro tutti al fianco della nuova Ambasciatrice di Galbadia.

Adesso che viveva nel Garden di Balamb avrebbe potuto vederlo ogni giorno… Il cuore le si allargava nel petto dall’emozione, ma nulla traspariva all’esterno. Incrociò un gruppo di cicalanti studentesse nella divisa blu scuro e sentì i loro sguardi interrogativi rivolti nella sua direzione: le oltrepassò con un’occhiata di sufficienza, mentre la sua mente si arrovellava sul possibile nuovo incontro con quella persona.

Seguendo le indicazioni della Mappa Direzionale posta nella Hall, riuscì facilmente a trovare il Dormitorio e infilò la porta che conduceva all’ala delle studentesse. Tuttosommato il Garden di Balamb era meno complicato rispetto a quello da dove proveniva: aveva l’aria di essere una sorta di campeggio, ben diversamente dall’aura austera e marziale che regnava in quello di Galbadia.

"Stanza 22, alloggio A22" indicava il foglio che aveva accuratamente spiegazzato. La porta automatica si aprì con uno scatto metallico scorrendo di lato e fece ingresso nel piccolo atrio comune.

La sua entrata venne accolta dall’alzarsi contemporaneo di cinque paia d’occhi: delle studentesse stavano studiando chine sul tavolino, i libri sparsi alla rinfusa.

"Ehi, tu sei quella nuova da Galbadia!!!" esclamò una ragazzina dai corti capelli scuri, saltando giù dallo sgabello "Io mi chiamo Lenora Kitta e sarò la tua compagna di stanza!"

Rimase a fissarla, mentre gli occhi le si riducevano a due fessure: quella non era della sua specie.

"Non fate troppo rumore…" la sorpassò ignorandola completamente, chiudendosi nella sua camera, dove i bagagli erano già stati sistemati dagli inservienti. La delusione che serpeggiava al di fuori del suo piccolo spazio personale le fece scorrere un brivido sotto la pelle: povere, sciocche bambine!

Iniziò a sballare le sue cose: al posto della divisa nera adesso ne avrebbe indossato una blu.

Mentre era intenta a mettere ordine a quello che sempre più le sembrava uno sgabuzzino (ideato dalla mente malata di qualcuno convinto di rendere allegra la vita del soldato con un po’ di colori), pensava a Seifer: come mai era al Garden? Forse era stato richiamato per qualche comportamento pericoloso? Già, nel suo caso doveva essere proprio così…

Chissà quanti nella scuola lo consideravano come lei e gli altri: il paladino della rivolta contro quegli stupidi e ipocriti degli adulti, il loro mondo dorato e le loro idiozie perbeniste.

Di certo quelle ochette che confabulavano fuori dalla porta non appartenevano alla sua categoria.

I suoi pensieri si spostarono nuovamente su Seifer: se tutto fosse andato come avrebbe dovuto, adesso il nome di un’altra persona non sarebbe stato sulle bocche di tutti, stupidi e sciocchi adulatori del vincitore di una guerra vinta con l’inganno.

La caduta di Seifer era stata tutta colpa sua, di Squall Leonhart, un ragazzino sfregiato e asociale con la sola fortuna di avere le (non volute) amicizie giuste.

Dannato Squall… Lei e gli altri gliel’avrebbero fatta pagare.

Membro del BloodFest-Club, Hime era stata uno dei fondatori dell’associazione studentesca del Garden di Galbadia. Ufficialmente erano soltanto un gruppo di ragazzini patiti delle eroiche imprese di Seifer di Balamb, ma nella realtà dei fatti il loro scopo era ben diverso: riportare il Cavaliere della Strega agli onori del passato di tre anni prima. Lo avrebbero sostenuto con tutte le loro forze: erano i migliori della scuola, gli studenti con i voti più alti e le performances magiche più interessanti… Come avrebbero potuto fallire in una missione così nobile?

Aveva approfittato della sua situazione di "soggetto problematico" per ottenere il trasferimento a Balamb: l’idea di far esplodere parte dell’aula in cui era stata confinata per svolgere compiti supplementari come punizione a un ritardo si era rivelata perfetta allo scopo.

Idioti gli studenti, ancor più stupidi i professori: come potessero alcuni di loro essere Seed era un autentico mistero.

Sorrise: adesso doveva fare in modo di poter parlare da sola con Seifer.

Il "soggetto problematico" di Galbadia avrebbe iniziato a dare dimostrazione delle sue capacità distruttive.







Commenta questa fanfiction   Aggiungi questa fanfiction ai preferiti   Aggiungi questo autore ai preferiti   Segnala eventuali irregolarità   Aumenta la grandezza del testo   Stampa questa fanfiction
 

 
S.o.a.P vive dal 6 Settembre 2004. Layout e codice creati dalla sottoscritta. DISCLAIMER: il tenutario del sito non ha alcuna responsabilità nè è perseguibile per i contenuti pubblicati dagl utenti nei loro scritti e nei commenti. Per l'utilizzo, anche parziale, dei racconti pubblicati su questo sito, è necessario chiedere il consenso degli autori. Il sito non è a scopo di lucro, e tutte le storie ed i personaggi presenti nelle fanfictions sono utilizzati nel rispetto dei rispettivi proprietari e copyrights.