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Ho pescato un ricordo dal mare ~ By crimsontriforce
Final Fantasy Crystal Chronicles - G - Onirico + Malinconico - One-shot - COMPLETA - Pubblicato: 22/8/11 - Aggiornato: 22/8/11
ID Fanfiction: 2227 - Commenti: 0
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Vecchia fanfic, che avevo dimenticato di postare qui :) La sorellina minore l'ha resuscitata...

 

 

 



Ho pescato un ricordo dal mare




Dicono che tutti i fiumi e tutte le piogge del mondo tocchino i cristalli nel loro cammino e portino al mare la loro polvere. È per questo che la sua superficie brilla al sole come una pietra preziosa.
Ho chiesto a un marinaio Seliky se era vero. Mi ha risposto indicando al largo, dove le nuvole si erano appena aperte in una pozza di luce.
Se le carovane del cristallo gli donassero la loro mirra, ho pensato allora, versandola ogni anno sulle sponde della loro casa, la sua distesa infinita ci proteggerebbe tutti?
Ma credo che sia solo una leggenda, o il miasma l'avrebbe offuscato da tempo.

Dicono anche, in questa terra lontana, che è il mare che prende con sé i ricordi e li custodisce, ora cullando le barche col rollio e il beccheggio di una ninnananna, ora spaventandole con fortunali da incubo. A questo posso credere, perché stamattina ho pescato un ricordo.
Mi è rimasto poco dei primi anni di viaggio, quasi che le memorie si fossero disciolte in fondo a una provetta, a fare da reagenti per esperienze più nuove, eppure questa è riemersa così fresca e viva. Mi chiedo se sia stato veramente il mare a riconsegnarmela.

È un sogno che feci quattro anni fa, prima di unirmi alla nostra carovana. Non te ne parlai allora, non perché temessi che tu mi considerassi pazzo, beninteso, ma perché c'era così tanto da fare in quei giorni – il viavai dei preparativi, i timori per la partenza – che mi passò subito di mente e lo ritrovo solo oggi, per altre terre, con altre speranze. Accadde così:

Camminavo nella piazza grande, di notte, giù dai gradini del nostro cristallo. Ero solo. Il cristallo mi scomponeva addosso la luce delle fiaccole e tutto il mio corpo passava dal blu al verde al giallo mentre il terreno sotto di me risplendeva di un mosaico di colori. Sentivo la testa pesante e mi muovevo come per tenerla in equilibrio, ondeggiando avanti e indietro. Giunto a terra, aprii la celata e mi inginocchiai. Dal mio elmo usciva della mirra. La portavo dentro di me, capisci? E continuava a fluire, e i colori crescevano, e io continuavo a svuotarmi al punto di non potermi rialzare.
Allora il cristallo parlò.
“Accetteresti di fare una cosa simile?”, mi chiese. Aveva la voce di mia madre e sembrava preoccupato. Anch'io lo ero.
“Ho scelta?”
Mi svegliai.

In quei giorni no, non avevo scelta. Tutte le speranze del villaggio ricadevano su di me e su Grezzou – che ora mi guarda stranito, forse incapace di credere che io possa avere più da scrivere in una sola lettera che da dire a lui in tutto un anno. O forse solo assonnato, se lo conosco. È un compagno fidato e un valente scudo e prima o poi troverò occasione per esternarglielo. Meriterebbe miglior compagnia.
Oggi però sfoglio il diario e vedo tutte le decisioni che hanno guidato i nostri passi, ogni bivio, ogni incontro; vedo la curiosità che ci ha spinti al limitare del deserto invece di seguire le orme di tutte le passate carovane. E vedo il mare scintillare oltre il bordo, carico di promesse. Oggi scelgo di essere qui e presto oltre ancora, nelle terre inesplorate a nord di Rebena, se i flussi ci saranno favorevoli.



Non mi fido a consegnare ai mog anche questa missiva, nel timore che non sappiano dove recapitarla. Ma è qui, fermata dalla carta e dall'inchiostro, e tornerà con me quando le giornate si faranno corte e il nostro calice colmo di mirra. Allora siederemo lontano dal fuoco, accompagnati dall'eco dei canti e dei balli dei nostri cari, e la leggeremo insieme.
Sempre tuo
G.

















È uno strano Grion questo, giovanissimo, mago e figlio di alchimisti. Molto diverso dal personaggio che mi porto dietro in ambientazioni di ogni tipo. Certo che cannare in pieno i propri AU è un tipo di fail tutto particolare... a mia discolpa, iniziando una partita con gli amici non si può star troppo a pensare ai nomi e “Grion” mi sembrava l'unico adatto al musetto tirabaci di uno Yuke Maschio Irregolare. Del carattere originario gli resta l'essere taciturno e il 'non aprirsi facilmente a chi non gli è vicino' (come direbbe Yeesha) – il che significa, in quest'ambientazione, NESSUNO tranne sua madre, sua sorella e il solito Sert. Il quale però sta su un'altra memory card... e quando il tuo migliore amico esiste solo in una realtà parallela son problemi XD Nulla che riguardi direttamente questa fanfic, ma ci tenevo a puntualizzare XD
Ultima cosa... my canon, let me show you it. È molto semplice: si prende FFCC, FFCC:RoF, FFCC:EoT, FFCC: MlaaK, FFCC:tCB, si tolgono gli ultimi quattro e si ottiene quello che considero valido nella serie. Punto. Un po' come la formula “FFX-2 +2” insomma. Rivoglio indietro la poesia, il bilanciamento fiabesco fra l'epico e il tenero, gli Yuke, il buongusto. Il buongustoooooo ;_; Mi venderei una copia di Uru per un adventure valido realizzato con la stessa direzione artistica del primo FFCC, sob.








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