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Black Swan ~ By bad_bunny
Final Fantasy VII - PG-13 - Romantico + Sentimentale - One-shot - COMPLETA - Pubblicato: 4/11/10 - Aggiornato: 4/11/10
ID Fanfiction: 2204 - Commenti: 0
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Due di notte.


 


Fantastico.


 


Domani ho il lavoro, sono le due di notte ed io sono qui, a girarmi i pollici e fissare l’orologio secondo dopo secondo come un emerita cretina.


 


Ho già finito tutti i giochini dementi che potessi inventarmi, come provare quanto a lungo riesco a stare senza battere gli occhi, camminare saltando una mattonella ad ogni passo, poi due… Vedere quante volte centravo la mia bocca spalancata tirando in aria dei corn flakes (causa della nausea)…


 


Provai a tornare a letto un paio di volte, ma ne uscii subito.


 


E intanto quell’altro se ne stava ben accovacciato a dormire, sbrancato sul mio materasso nella mia stanza.


 


Insensibile.


 


Freddo.


 


Egocentrico.


 


Sublime tra le mie coperte, ancora macchiate d’un atto tanto animale quanto tanto piacevole da essere divino. Oppure era divino solo con Cloud.


 


Con lui, fare sesso o fare l’amore erano la stessa cosa. Quando mi accarezzava sentivo il bisogno di protendermi verso le sue dita, di premermi contro la sua mano e poi accanirmi contro il suo petto. E sussurrava al mio orecchio il mio nome, più volte.


 


 


 


“Tifa…Tifa…Tifa…”


 


 


 


Oddio.


 


 


 


Sia che lo facessimo con tutta la forza che avevamo, forse un po’ ubriachi e fin troppo vogliosi, sia che con lentezza infinita domo una normale cena a casa ci stendevamo sotto le coperte, lasciando che il desiderio ci pervadesse sempre più ad ogni gesto, Cloud trasmetteva… protezione. Forse perché ero io, forse era il suo modo di fare, almeno a letto. Il suo respiro sul collo seppur selvaggio non era mai aggressivo. Anche se impiegava più forza del necessario alla fine non ti faceva mai male.


 


 


 


Ingoiai velocemente il bicchier d’acqua, che mi attraversò la gola rinfrescandola. Sospirai.


 


 


 


Lo appoggiai nel lavandino, in silenzio, e percorsi nuovamente le scale.


 


 


 


Mi fermai davanti alla porta. Vi appoggiai la fronte, poi l’orecchio…


 


 


 


Eccolo, il suo russare. Senza bisogno di aprire la porta me lo immaginavo, aggrovigliato sotto le coperte, come se avesse appena finito di lottarci, in una posizione sicuramente differente di quella della mia ultima visita.


 


 


 


Aprii la porta, richiudendomela veloce alle spalle, per evitare che quel rumore da segheria non si espandesse per la casa.


 


 


 


Salii sul letto, in ginocchio, e strattonai la coperta.


 


 


 


Ovviamente senza risultati.


 


 


 


-Molla…-


 


 


 


Mormorai al suo orecchio, e lui grugnendo alzò un braccio, senza smettere di sognare.


 


 


 


Ormai sapevo che aveva attitudini al sonnambulismo e la cosa in effetti mi faceva un po’ paura. Se non altro, se mai avesse sognato di essere un serial killer, sarei stata strangolata da lui. Mi sarebbe andato bene.


 


Ero sua, poteva uccidermi.


 


 


 


Mi aveva già ucciso.


 


 


 


Strappandomi il cuore, l’affetto, la vita.


 


 


 


Ero del tutto sua, non mi era rimasto niente di me da proteggere, era tutto sicuro tra le sue braccia.


 


 


 


Gli spostai un ciuffo di capelli dalla guancia, accarezzandogliela.


 


 


 


Tipica scena da film, come doveva essere la mia faccia in quel momento. Ammirata, come se scoprissi il suo volto bellissimo per la prima volta. Vi posai un bacio, attenta a non svegliarlo, e si sdraiai contro la sua schiena. Afferrai la sua canottiera in un pugno, chiudendo gli occhi.


 


 


 


Ed eccola, una frase da film in arrivo:


 


 


 


Sentii il suo profumo.


 


 


 


Forte, nelle narici, mi attraversò il cervello mandando segnali a tutto il corpo.


 


 


 


Non usava colonia né tanto meno profumi vari. Non era il deodorante, i preliminari li avevamo fatti sotto la doccia… Era il profumo originale di Cloud.


 


 


 


Quando lo associai a ciò che, prima, aveva insidiato nelle mie narici quel profumo mi ricordai.


 


 


 


I fiori.


 


 


 


La chiesa.


 


 


 


Aerith.


 


 


 


Pensare a lei era più facile, negli ultimi anni. Anche se avevo provato molta invidia per lei, in passato, per la sua grazia, la sua purezza, la sua bellezza innocente e raggiante… Non mi sono mai sentita un brutto anatroccolo, ma di fianco a lei era come se lei fosse un candido cigno, ed io uno con il piumaggio tinto dalla pece.


 


Un bell’esemplare che tuttavia nessuno avvicinava, perché troppo strano nel suo colore innaturale.


 


Inoltre mi sentivo cattiva, perché spesso desideravo non si fosse mai unita a noi. Anche dopo la sua morte, per l’affetto che ci aveva iniettato nel cuore con il suo sorriso, e che poi ci aveva distrutti tutti.


 


Tutta l’Avalanche, me, Cloud…


 


Pensavo che non sarei mai stata in grado di far tornare a Cloud il sorriso che aveva con lei.


 


 


 


Infatti non vi riuscii mai.


 


 


 


Ma al posto di quello sereno che portava, ora, sul suo viso ce ne stava uno ancora più bello, uno divertito, uno giocoso, uno aperto.


 


 


 


Il sorriso di Tifa.


 


 


 


Lo sentii grugnire ed agitarsi, come stesse facendo un brutto sogno. Forse i miei pensieri su Aerith gli erano giunti.


 


 


 


Infilai le mie braccia sotto alle sue, a stringerlo come una cinghia attorno al petto. Le mie dita glielo accarezzavano, toccando il tessuto striato della canottiera. Subito lo sentii calmarsi.


 


 


 


Sorridendo, con premura presi il lenzuolo portandocelo più addosso.


 


 


 


Era la mia vita adesso.


 


 


 


La nuova vita di Tifa.


 


 


 


Era così che andava alle due di notte tutte le notti. Guardai l’orologio: le tre…


 


 


 


Chiusi gli occhi, concedendomi alla stanchezza fisica, lasciando che mi intorpidisse ogni muscolo, pian piano. In neanche mezz’ora non sentivo più gli arti ma la sensazione dello sforzo immane che avrei dovuto compiere per muovermi. Tenni gli occhi chiusi e lasciai che il mio respiro si confondesse con quello di Cloud. Pesanti, andarono a ritmo facendomi da ninna nanna finchè non mi addormentai.


 


 


 


 


 


 


 


Note:L'ho scritta di getto. Non significa nulla, solo ancuni pensieri di Tifa nel lasso di un ora della sua vita con Cloud dopo la fine di FF VII e FF VII AC.







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