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Il segreto di Arthahl ~ By Arshatt
Final Fantasy XII - PG-13 - Romantico + Malinconico - Pubblicato: 16/9/10 - Aggiornato: 26/9/10
ID Fanfiction: 2196 - Commenti: 0
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Note iniziali:

Come già anticipato nell’introduzione, si tratta di una storia composta da diversi capitoli.  I primi cinque avranno un ritmo lento ed introspettivo e formano l’introduzione della trama principali. Commenti e consigli sono sempre bene accetti. Abbiate pietà perché sono solo alle prime armi XD . Buona lettura =)

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Era una piovosa serata di fine settembre , l’atmosfera cupa e grigia avvolgeva la costa sud del regno di Rozaria. All’estremo sud ovest sorgeva la pianura di Arthahl,  una piccola regione disabitata ormai da secoli,  ricoperta interamente da rovine e avvolta da misteriose e affascinanti leggende.  Si narrava che in passato fosse stata una delle regioni più floride dell’intero regno e che fosse dimora e nascondiglio di innumerevoli tesori, proveniente da ogni parte di Ivalice.

 

“Nell’anno 309 Arthahl era una nazione governata dall’antica e nobile stirpe dei Laminas,  la quale godeva del favore del dio occuria Quertzahl , che le garantiva immenso potere, ricchezze e prosperità. La leggenda narra che un giorno,  sulla terra dei Laminas  arrivò,   dai paesi del nord , una spadaccina dai grandi occhi di ghiaccio, in sella al suo cavallo dal manto corvino, portando le tenebre su tutta Arthahl, la quale da quel momento non conobbe più la luce del sole. La donna era in cerca di vendetta per la morte del marito e del figlio provocata del Re Gilgash Ottus Laminas  per ordine del dio Quertzahl. La furia della spadaccina si abbatté su tutta la pianura, seminando morte e distruzione ovunque gli zoccoli del suo cavallo si poggiassero .Infine brandì la spada contro lo stesso occuria dando luogo ad uno scontro finale senza precedenti. Le leggende tramandano che una forza potentissima distrusse l’intera Arthahl, di cui rimasero solo macerie e i lamenti di dolore degli spiriti dei  morti , soffocati dall’incessante rumore della pioggia  che da quel giorno tormenta quelle terre. Di Quertzahl e della donna non si seppe più nulla”  concluse Penelo con voce solenne.

 

Quindi se ho capito bene, Arthahl era un regno zeppo di tesori dei Laminas, giusto? “ chiese Vaan con aria interrogatoria, rivolgendosi alla ragazza, lasciando intendere come la sua attenzione si fosse esclusivamente focalizzata sulle parole “ ricchezze” e “prosperità”. Il resto del discorso, gli sembrò un superfluo dettaglio.

 

“ Proprio cosi. I Laminas erano lontani discendenti del Re Dinasta Raithwall. Pare che il Re avesse quattro figli a cui, per volere degli Occuria, vennero affidati i quattro regni portanti di Ivalice: Nabradia, Dalmasca, Archadia  e Rozaria. Arthahl era la dimora di Gilgash, che altri non era che il re rozariano di quell’epoca, discendente anch’egli dei Dinasta. Per secoli e secoli i sovrani di Ivalice strinsero alleanze segrete con gli Occuria, per garantirsi la loro benevolenza. Barattavano la loro libertà con oro, gemme preziose e un potere incontrastato”  rispose la ragazza, con un’aria da saccente .

 

“ Questo almeno finchè faceva loro comodo…”  constatò Balthier , con tono seccato. Non era passato poi molto dagli avvenimenti che avevano visto coinvolti lui e i suoi compagni , alle prese con gli Occuria e le loro pietre. Era trascorso ormai un anno e mezzo dalla morte di suo padre Cid e non mancava giorno che si chiedesse se le cose tra di loro sarebbero state diverse, se non si fosse fatto sedurre dal potere della Negalite offertagli dagli dei. Trovava inaccettabile che avesse dato un prezzo alla sua libertà , e che avesse venduto la sua anima per qualcosa di cosi meschino  e venale come la sete di potere.

 

“ Già..il più classico dei giochi di potere tra Huma e divinità” aggiunse Penelo, chinando la testa e scuotendola in segno di rassegnazione, constatando con quanta banalità  nella storia si ripetessero sempre gli stessi errori.

 

“ Penelo, da quando ti interessi di storia e di politica? Ti sei trovata un nuovo hobby, oltre la cucina?” ridacchiò Vaan, piacevolmente stupito di come, la sua cara amica d’infanzia e nonché partner aviopirata, si atteggiasse insolitamente a maestrina, con una retorica che non le era mai appartenuta.

 

“ Sei sempre il solito… Ho solo riportato quello che ho letto sugli antichi manoscritti ritrovati da Tomaj, in quel tempio in rovina che abbiamo visitato la settimana scorsa.. Se non ci hai fatto ancora caso, quei libri sono la ragione per cui ci troviamo qui ad Arthahl , nonostante questa pioggia torrenziale” sbuffò.

 

Vaan non perdeva mai occasione per prenderla in giro, ma la cosa che le dava più fastidio era sentirsi trattata ancora come quando erano bambini e giocavano a punzecchiarsi su chi fosse più o meno bravo nel fare qualcosa.  Si conoscevano ormai  da quasi quindici anni e in tutto questo tempo lei aveva imparato ad apprezzarlo con i suoi pregi e i suoi difetti, ma non riusciva a comprendere perché lui non si accorgesse di quanto lei fosse cresciuta e cambiata nell ultimo anno e mezzo. Dopo aver conosciuto  Fran e Balthier e aver incrociato la principessa, ormai regina, Ashelia, il fedele cavaliere Bash e il giovane imperatore  Larsa, la loro vita era radicalmente cambiata. Avevano vissuto  insieme  avventure fantastiche che non si sarebbero mai aspettati di poter raccontare un giorno ai loro amici della Città Bassa. Adesso Vaan e Penelo non erano più i piccoli orfani di Rabanastre, che passavano le loro giornate ad aiutare Migelo col suo negozio di oggetti e a progettare piccoli furti, contro il malcapitato nobile di turno. Ora erano aviopirati, solcavano i cieli di Ivalice con la Galbana, insieme ai loro amici Kytes , Philo e Tomaj e di tanto in tanto dividevano il pasto ed il bottino con una leggenda del loro ambiente come Balthier.  Nonostante questi radicali cambiamenti nelle loro vite, il loro rapporto pareva rimasto immutato, almeno apparentemente, e lei segretamente ne soffriva.  Era già da qualche tempo che Penelo aveva iniziato a provare per Vaan qualcosa che andava oltre l’amicizia, a vederlo come un uomo e non solo come il suo vecchio amico di infanzia. Eppure lui sembrava non accorgersi che lei era diventata finalmente una donna.

 

“ Dai non prendertela! Piuttosto non so voi ma sto morendo di fame. Abbiamo viaggiato tutto il giorno e non abbiamo ancora messo nulla nello stomaco. Penny perché non ci prepari una delle tue prelibate cenette?” Vaan la guardò con due occhi che imploravano perdono. Aveva capito di aver sbagliato momento per punzecchiarla e sperava che qualche complimento sulla sua arte culinaria potesse farla calmare, ma soprattutto desiderava addentare qualcosa di commestibile il prima possibile.

 

“ Siii, finalmente si mangia! Con questo tempaccio non si può nemmeno uscire fuori  con lo skate e qui non c’è molto da fare”  esclamò Philo, tra l’eccitazione per l’immagine del cibo che da  li a poco si sarebbe materializzato davanti i suoi occhi e la noia che solo una serata uggiosa come quella, poteva suscitare in una ragazzina solare come lei.

 

“ Era ora che qualcuno si ricordasse che è ora di cena, sapete non hanno ancora inventato le magie che tramutano la plastica in manicaretti” ironizzò Kytes, cercando di risultare simpatico al resto del gruppo. Era la prima volta che si trovava a viaggiare sopra La Strahl, come ospite di Fran e Balthier, e questo lo imbarazzava molto. Quei due pirati tanto esperti gli mettevano soggezione.

 

“ Va bene, preparerò qualcosa allora. .. Mmm vediamo.. Fran, dove tenete le provviste sulla Strahl?” chiese dolcemente Penelo, voltandosi verso la viera che per tutto il tempo era rimasta in disparte, accovacciata nel suo posto di copilota. Erano già atterrati da qualche ora ma non si era mai mossa dal posto di guida, nemmeno quando Balthier e gli altri si erano riuniti in cerchio, nella sala adiacente, per discutere i dettagli della loro prossima avventura, ovvero esplorare la terra di Arthahl e scovare i suoi tesori.

 

Balthier non si era stupito più di tanto del comportamento di Fran, del resto da quando Vaan e i suoi compagni si erano messi in contatto con loro, la settimana prima, per andare a caccia di tesori, lei si era dimostrata contraria fin da subito ad intraprendere questa avventura. Quella era stata una delle rare volte in cui non si erano trovati d’accordo su qualcosa. In realtà il pirata aveva accettato la missione più che allettato dai tesori, per comprendere le ragioni della tanta avversione della sua socia nei confronti di Arthahl e delle sue leggende. Non gli piaceva essere in contrasto con lei, però c’era qualcosa in quella storia che lo intrigava e lo incuriosiva e non aveva potuto fare a meno di accettare la proposta di Vaan, era convinto che sarebbe riuscito a farsi perdonare da Fran in qualche modo. Si conoscevano ormai da quasi 8 anni, non si sarebbero divisi certo per una divergenza di opinioni del genere.

 

“Ehm…. Fran…?” ripetè Penelo, un po’ titubante, non ricevendo nessuna risposta da parte della viera. Eppure era risaputo che le donne della sua specie avessero un udito al di sopra della norma, che la ignorasse di proposito? Fran ce l’aveva forse con lei e Vaan per aver invaso la sua privacy e quella di Balthier, accettando di viaggiare sulla Strahl tutti insieme? Del resto i due compagni erano abituati a viaggiare da soli e Penelo sapeva bene che lei e i suoi amici erano piuttosto chiassosi e potevano risultare fastidiosi. Sentendosi un po’ mortificata e temendo che i suoi dubbi fossero fondati , decise di provare a chiedere al pirata, del resto era anche la sua aereonave, sapeva sicuramente dove fossero le provviste.

 

“ Beh.. ecco…  se ne occupano Fran e Nono di queste cose in genere…..”  rispose Balthier un po’ imbarazzato. A dire il vero non aveva idea nemmeno che ci fossero delle provviste sulla Strahl, lui si interessava soltanto di acquistare da bere, in ogni posto in cui atterravano .

 

“…………………Nono..?”  chiesero tutti timidamente, voltandosi verso il moguri. L’espressione smarrita di Balthier e quella assente di Fran, iniziavano a preoccuparli.

 

“ Kupò?.. non guardate me,  aspetto ancora la paga di questo mese, da parte del vostro amichetto kupò kupò, nei negozi non mi fanno certo credito kupòòò” Disse Nono lanciando una brutta occhiataccia al suo “datore di lavoro”.

 

“…..  Provviste… “ Finalmente Fran li degnò di un po’ di considerazione “… a meno che non vi riferiate ai vini pregiati e agli alcolici che “quello lì” tiene nascosti  nella sua stanza e alle caramelle gommose di Nono, mi sa che dovrete uscire fuori a cacciarvele”

 

“ CHHEEEECCOOOOSAAAA???” Esclamò Vaan  in preda alla disperazione “ ma è buio e fuori c’è la tempesta…” continuò sconsolato.

 

“ … Quello lì… a me ? “ ripetè Balthier smarrito, in tutta la sua vita, nessuna donna si era mai rivolta a lui con quel tono tanto irriverente. “Beh adesso si che sono offeso..” sbuffò.

 

“ NOOOOOOOOOOOOOOO, non è possibileee, non ci credooooo” urlarono  Kytes e Philo con le lacrime agli occhi, mentre Tomaj era troppo sconvolto per aggiungere qualsiasi cosa.

 

Si voltarono tutti di scatto verso Balthier e con gli occhi lucidi fecero come per chiedere una soluzione per risolvere la situazione.

 

“ ……….. Partitina a carte e una bella bevuta..??” urlò l’aviopirata, sfoggiando un sorriso smagliante, temendo un ammutinamento.

 

Fran finalmente si sollevò dalla sua poltrona di copilota e nel più assoluto silenzio andò nella sua stanza, ignorando completamente i piagnistei e le lamentele dei suoi compagni. Era decisamente infastidita da qualcosa, se ne erano accorti tutti, soprattutto Penelo che non poteva fare a meno di sentirsi in colpa.

 

“ Non ti preoccupare, le passerà … ce l’ha con me .. divergenze tra soci, se capisci cosa intendo” provò a rassicurarla Balthier . “ Forza, è inutile stare qui a rigirarsi i pollici, vediamo che sapete fare a carte, ogni aviopirata che si rispetti sa giocarci.. e modestamente non avete nessuna possibilità contro di me”

 

“ Il solito sbruffone, ti ridurremo in mutante!” provò a minacciare Vaan, cercando di darsi un tono.

 

“Beh almeno il vino non ci farà sentire i morsi della fame”  disse Tomaj, cercando di trovare il lato positivo  a quella disastrosa situazione. Non era un inizio di missione dei migliori, ma sperava che almeno sarebbe riuscito a scroccare qualche soldo ai suoi amici.

 

“ Hey, ma io e Kytes siamo solo dei ragazzini! Non possiamo bere alcolici…” sottolineò la piccola Philo, rassegnata ad una serata di stenti.

 

“ Hai ragione Philo, vorrà dire che voi farete il tifo ahahaha” li sbeffeggiò Tomaj.

 







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