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Hallelujah ~ By AlessiaHeartilly
Final Fantasy VIII - R - Azione/Avventura + Romantico - Pubblicato: 6/6/10 - Aggiornato: 5/8/11
ID Fanfiction: 2154 - Commenti: 16
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Disclaimer: Final Fantasy VIII e i suoi personaggi sono proprietà Square-Enix e vengono qui utilizzati senza scopo di lucro. Nessuna violazione del copyright è pertanto da ritenersi intesa.


Nota dell'autrice: questa storia contiene scene di sesso più o meno esplicite sparse nei vari capitoli. Vedete voi se leggere oppure no^^
L'idea di questa storia è, in realtà, una semplice immagine scartata per un'altra mia storia, Fix You, dato che quel formato mal si adattava all'immagine che avrei voluto raccontare. Come da una semplice immagine siamo arrivati a 30 capitoli non ne ho idea nemmeno io, ma penso che si possa dare la colpa alla community LJ 30sexyfics, a cui i capitoli di questa storia si ispirano, e alla canzone Hallelujah, nella versione cantata da Elisa, e dal suo testo che m'ha dato un'idea intorno a cui voglio lavorare, anche se farò una fatica del boia. Ed è a questa canzone che si ispira il titolo della storia. Non ci sono legami tra questa storia e Fix You, eh ^^
Buona lettura^^


HALLELUJAH
I. PENT UP FRUSTRATIONS


Con quel giorno erano già sei settimane.


Sei settimane di nulla, di vuoto, di preoccupazione e rabbia, di frustrazioni sfogate su talmente tanti mostri al Centro Addestramento che Cid gli aveva vietato di andarci più di tre volte a settimana, o sarebbero rimasti senza. Oramai era arrivato al punto che qualsiasi cosa lo faceva infuriare, ed era scattoso e stizzito e i suoi amici avevano imparato a non fare battutine. Soprattutto Irvine.


Lei se ne era andata tre mesi prima. Aveva fatto una promessa, aveva detto, e ne dovevano approfittare ora che Galbadia era allo sbando. Tornerò, Squall, promesso. Sì certo, come no. Era per quello che da sei settimane sembrava svanita nel nulla.


Gli aveva regalato due settimane di una gioia così pura e semplice che se non fosse stato per il sesso si sarebbe sentito di nuovo bambino. In realtà erano stati pochi i giorni del sesso - la dottoressa Kadowaki gli aveva ordinato una settimana di riposo assoluto dopo la battaglia finale. Si era voltata verso Rinoa, puntandole il dito contro, e le aveva detto, "tu! Controlla che faccia come dico."


E Rinoa aveva controllato. La prima settimana andava da lui tutte le mattine con un cestino riempito alla Mensa, e con dei libri presi alla Biblioteca. A volte, quando lui era talmente annoiato che avrebbe preferito persino prendere a testate il muro, lei si sedeva sul letto, appoggiata allo schienale, apriva uno dei libri che aveva portato e leggeva per lui ad alta voce. Gli permetteva di posare la testa sulle sue gambe, e lui si lasciava andare, e poco alla volta la sua voce scacciava la noia e lo cullava nel sonno. Erano romanzi, a volte poesie - non certo cose che Squall avrebbe volontariamente scelto di leggere, ma le parole rotolavano sulla lingua di Rinoa con un sapore nuovo, come se le assaggiasse per la prima volta, come se anche lei riuscisse a leggere qualcosa di diverso. Grazie a lui.


Erano giorni di fine estate, tiepidi e morbidi, e Squall li ricordava come i primi giorni di pace dopo mesi di tumulti, dentro e fuori, che l'avevano sfiancato. Si sentiva pieno di energia quando avevano passato un giorno, verso la fine della settimana, nel Giardino, stesi al sole, lei con il suo immancabile libro, lui con la testa sulle sue gambe a godersi ad occhi chiusi le sue dita che gli pettinavano i capelli. Era stato allora che aveva raccolto il coraggio di baciarla di nuovo - durante la settimana i baci erano sempre stati iniziati da Rinoa, meno intimidita di lui dall'intimità dell'essere soli nella sua camera. Si era sollevato, gli sembrava di vedersi mentre lo faceva: lei seduta appoggiata a un albero, che piegava le ginocchia quando lui si tirava su a sedere, lui che appoggiava il braccio al tronco e si piegava su di lei. Il suo sorriso, caldo e incoraggiante. Lei era piccola e fragile e a volte un po' buffa, ma era quello che gliela rendeva adorabile. Gli aveva accarezzato il petto con una mano e si era stretta a lui con l'altro braccio, e quando si era separato da lei, aveva continuato a baciargli il collo, con il misterioso potere di trovare a colpo sicuro il punto che lo mandava su di giri. L'aveva baciata a lungo, quel pomeriggio, baci dolci e lenti e appassionati, e lei sapeva di mela e di tè freddo alla pesca, e quando era scesa la sera le aveva chiesto se voleva passare la serata con lui - nella sua camera.


Lei aveva sorriso e ridacchiato, e lui si era quasi pentito della sua richiesta, ma poi lei aveva accettato dicendo che lo trovava così carino quando arrossiva ed esitava. Lui aveva scrollato le spalle con un grugnito - lui era tutto, meno che carino - e le aveva preso la mano per tornare in camera.


Non aveva avuto l'intenzione di fare l'amore con lei, allora. In quella settimana il pensiero lo aveva attraversato spesso, mentre lei leggeva e lui era portato a fissarle le labbra, ma non era stato quello il motivo per cui l'aveva invitata. La desiderava, certo, ma a spingerlo a stare con lei era quella specie di amore strisciante che gli si era insinuato nelle viscere a tradimento. Ma quando erano stati nella sua stanza si erano seduti sul letto, e Rinoa aveva allungato una mano ad accarezzargli lentamente una coscia, e in lui era rinato il desiderio di baciarla. E l'aveva fatto. E poi poco a poco le cose si erano fatte più pesanti e più calde, ed era stata lei a levargli la giacca, e il suo vestitino azzurro era d'impiccio, e poi anche tutti gli altri vestiti erano d'impiccio e lui si era trovato ansimante tra le sue braccia, ad accarezzarle un seno, e alla fine fare l'amore era sembrata una conclusione naturale, logica, gioiosa e liberatoria. Le aveva chiesto se era pentita, la mattina dopo. Lei aveva solo sorriso.


Alla fine Squall aveva passato anche la seconda settimana chiuso in camera, ma per altri motivi.


Qualcuno bussò alla porta, riscuotendolo dai suoi pensieri: Shu aprì solo uno spiraglio, quando bastava per infilare la testa, e disse con il solito tono professionale, "Comandante, il Preside ti vuole urgentemente nel suo ufficio. Nuova missione."


Squall ringraziò qualunque dio ci fosse là sopra. Uccidere qualcosa di più potente di un Grat striminzito era esattamente quello che gli serviva in quel momento.


*~*~*~*~*


"Siediti, Squall."


Lui obbedì e attese che il Preside trovasse, tra le decine di cartelle sulla sua scrivania, quella che riguardava la missione che stava per assegnargli. Ricordava di avere un'altra missione da portare a termine, ma per quella il cliente non aveva più fatto richiesta...


"Bene, eccola qui. In questa cartellina troverai tutti i documenti e tutte le informazioni necessarie per la missione. Ci sarà bisogno di voi cinque ragazzi: tu, Quistis, Irvine, Selphie e Zell. Tu sarai il caposquadra. Vi dovrete dividere in due squadre; una farà il lavoro sul campo mentre l'altra avrà un lavoro di raccolta informazioni. Avrete anche il supporto di un esterno fidato per la trasmissione delle informazioni da una squadra all'altra. Questo supporto è stato richiesto dal cliente, quindi non possiamo rifiutarlo."


"Capisco, signore," rispose Squall, anche se la cosa non gli piaceva proprio per nulla. "Si tratta dei soliti tumulti a Galbadia?"


"Non proprio, Squall. Ma di questo vuole parlarti personalmente il cliente. Ho chiesto a Shu di farlo accomodare nel tuo ufficio, quindi puoi incontrarlo fin da subito. Partirete domani mattina presto. Puoi andare. Buon lavoro a te e alla tua squadra," terminò il Preside.


Squall si limitò a fare il saluto SeeD e a uscire dall'ufficio del Preside. Non sapeva nulla di questa missione, e le condizioni poste dal cliente, oltre al fatto che era stato fatto accomodare nel suo ufficio a sua insaputa, erano una cosa che lo faceva infuriare: non che ci volesse molto, ultimamente, ma che diamine di ruolo aveva se potevano fare comunque quello che volevano, senza consultarlo?


Aprì la porta del suo ufficio cercando di controllare la rabbia. Doveva essere professionale per l'incontro con il cliente, e più tardi sarebbe sceso al Centro Addestramento a far fuori un po' di mostri.


"Sono il Comandante Squall Leonhart," disse entrando, "la prego di accomodarsi. Il Preside Cid mi ha detto che vuole discutere personalmente con me i dettagli della missione. Possiamo farlo anche adesso, se per lei va bene."


"Sei sempre il solito," disse una familiare voce femminile dal fondo della stanza. Rinoa?


Una figura si staccò dalla parete buia a cui si era appoggiata; e quando finalmente arrivò alla luce della lampada da tavolo, i suoi sospetti vennero confermati. "Rinoa?!"


"In carne e ossa," sorrise lei, avvicinandosi a lui ed abbracciandolo. "Scusa il ritardo."


Lui rimase rigido e immobile per alcuni secondi, ancora incredulo; poi lasciò cadere a terra la cartellina e la strinse a sé con forza, prendendole il mento tra le mani e sollevandole il viso per baciarla. Fanculo ai saluti, non era quello di cui aveva bisogno.


Sempre baciandola, la spinse poco a poco indietro, fino a farla appoggiare di nuovo al muro, mentre lui le si premeva contro inframmezzando i baci con delle domande a cui poi non le dava il tempo di rispondere. Lei sollevò una gamba a stringergli i fianchi, e questo lo distrasse abbastanza da fargli venire voglia di accarezzarle la coscia e passare a baciarle il collo, e riuscì finalmente a rispondergli. "Abbiamo... avuto dei problemi. Non... potevo... oh... chiamarti... scusami," terminò mentre lui tornava a impossessarsi della sua bocca.


"Potrei farlo qui, sai?" disse lui con il respiro affrettato, a fior di labbra, premendo il bacino contro il suo, sentendo la differenza tra le dita dei vestiti invernali in cui si era avvolta da quelli estivi che le aveva tolto in passato. E avrebbe potuto farlo davvero, aveva già voglia di abbassarle i pantaloni e farle vedere che non scherzava, ma lei gli mancava da così tanto tempo, e se ne era andata così troppo presto, che era preso a metà dal desiderio di finire subito e da quello di tenerla invece nel suo letto fino a un minuto prima della partenza.


"Non possiamo," ansimò lei infine, abbassando la gamba e puntandogli le mani sul petto per allontanarlo un po' da sé. "Stanno arrivando gli altri... e il supporto esterno. Stanotte," promise infine gettandoglisi di nuovo tra le braccia e baciandolo più appassionatamente di prima, ora che avevano i secondi contati. "Non so dove dormire," gli mugolò poi sulla lingua, "e pensavo..."


"Non penserai di dormire, stanotte," replicò lui, premendola di nuovo contro il muro e passandole le mani sul corpo con una carezza lunga e dolorosa che sembrava un saluto. "Mi sei mancata così tanto," disse, lasciando da parte per un momento la passione per stringerla al petto. "Pensavo che non saresti più tornata..."


Lei ridacchiò un poco, colpendolo piano con una mano sul fianco. "Sempre il solito pessimista... era impossibile contattarti. Abbiamo avuto dei grossi problemi, siamo rimasti nascosti nella foresta accanto al Garden di Galbadia per un sacco di tempo. Sono tornata appena ho potuto, e..."


Gli bastava così. Visto che la sua squadra e il supporto esterno tardavano ad arrivare, tanto valeva usare il tempo in maniera migliore; per le spiegazioni avrebbe avuto tempo dopo. Tornò a baciarla, più lentamente stavolta, lasciando scivolare le mani dietro alle sue cosce per sollevarle e stringersele intorno ai fianchi. Lei lo lasciò fare docilmente, e non protestò fino a quando lui non la sollevò del tutto e la portò alla sua scrivania, facendola sedere con poche cerimonie. Lui la stava già percorrendo con una carezza che le toglieva il fiato, e cercava di spingerla a stendersi quando lei tornò a puntargli le mani sul petto, allontanandosi da lui. "Non pos-"


"Non sono ancora arrivati," disse lui sbrigativo, armeggiando con i lacci che le chiudevano i pantaloni.


"Ma saranno qui, tra poco," riuscì a dire tra i baci, appoggiando una mano dietro di sé per resistergli con più forza. "Ti prego, non-"


Fu interrotta quando qualcuno bussò alla porta. Si separarono immediatamente, e Rinoa ebbe appena il tempo di controllare di avere i pantaloni allacciati prima che la squadra entrasse.


Selphie si fiondò su Rinoa, quasi gettandola a terra con la forza del suo abbraccio. Fu solo allora che Squall notò come era vestita; aveva abbandonato i soliti abiti azzurri, troppo estivi per le temperature di novembre, e aveva indossato invece un paio di pantaloni mimetici, i suoi stivali da combattimento e una giacca nera sopra una maglioncino scuro a collo alto. Si era legata i capelli in una coda alta da cui sfuggivano alcune ciocche. Non gli era mai sembrata più seducente. Si passò una mano tra i capelli e andò a raccogliere i documenti della missione che aveva fatto cadere prima, sperando che nessuno lo notasse. Solo Irvine azzardò ad aprire la bocca per fare una battuta - ma lo bloccò con uno sguardo in grado di trapassare un Archeosaurus. Era ancora frustrato - ora forse più di prima - e le battute sul sesso non gli interessavano, soprattutto visto che non l'aveva ancora fatto.


L'abbraccio di Quistis fu un po' più contenuto e rigido di quello di Selphie - dopotutto, ai suoi occhi, Rinoa era la ragazza che prima aveva fatto innamorare Squall e poi era sparita per due mesi senza dare sue notizie a nessuno di loro. Non le piaceva vedere Squall che soffriva. Quando finalmente anche Zell e Irvine ebbero salutato l'amica ritornata, Squall indicò a tutti di sedersi per iniziare il briefing pre-missione. Rinoa si sedette accanto a lui dietro la scrivania, e lui si limitò ad alzare un sopracciglio con un'espressione interrogativa, a cui lei rispose con un sorriso. Immaginò che avrebbe dovuto dividere il comando.


Schiarendosi la gola, Squall iniziò. "I Gufi del Bosco hanno richiesto la nostra presenza per portare a termine la missione iniziata la primavera scorsa. Shu sta preparando i documenti della missione per tutti voi. Rinoa ha chiesto di parlare direttamente con noi, senza passare dal Preside, e quindi eccoci qui. Cosa viene richiesto alla SeeD?"


La rigidità e professionalità del tono di Squall, così in contrasto agli eventi di poco prima, la fece ridacchiare un poco. Si riprese immediatamente quando vide però la sua espressione stoica, e iniziò a spiegare. "Bene. La primavera scorsa il Preside ha concesso tre SeeD per la liberazione di Timber. Questa volta, sono riuscita a raggranellare qualche soldo in più, e ad assoldarvi tutti," sorrise, rivolgendosi a Squall. "Scusa, ho parlato solo con il Preside. Volevo farti una sorpresa," terminò facendogli l'occhiolino. Lui si era abbandonato contro lo schienale della sua poltrona, e le fece semplicemente cenno di continuare.


"Come sapete, la Torre di Trasmissione di Dollet è stata rimessa in funzione per poter fare l'annuncio della nomina ad ambasciatore della strega, a marzo. Sappiamo tutti cosa è successo dopo, ma..." Scartabellò nella sua cartellina personale e poi continuò, "il gruppo informativo di Timber è riuscito a stabilire che la Torre di Trasmissione è tutt'ora funzionante. Sembra anzi che funzioni anche meglio, perché non ci sono più le interferenze provenienti dallo spazio, dalla prigione della Strega Adele. I vari gruppi di ribelli di Timber ritengono che sia fondamentale riuscire ad avere il controllo della stazione televisiva, per far conoscere la nostra causa anche alle altre nazioni - in particolare Dollet ed Esthar. L'informazione su ciò che è accaduto a Timber in tutti questi anni è scarsissima. Nessuno sa di preciso quante siano state le vittime deportate alla Prigione del Deserto. Il piano di liberazione inizia quindi dall'occupazione della stazione televisiva. Poi dovremo controllare che rimanga sotto il nostro potere, ma ci penseremo più avanti. Abbiamo comunque un gruppo di ribelli addestrati per occuparsi di questo."


"Quindi dobbiamo solo prendere la stazione televisiva?" chiese Zell, un po' stupito.


"Non esattamente, Zell. Il piano di liberazione è stato elaborato in più fasi. Ho imparato qualcosa in questi mesi," disse Rinoa, allungando una mano ad accarezzare la coscia di Squall. "Non possiamo pianificare le nostre strategie seduti per terra. Abbiamo radunato tutti i gruppi di ribelli di Timber e abbiamo stabilito insieme questo piano d'azione. Squall, ne hai una copia nella tua cartellina. Quando avrai tempo, vorrei che lo leggessi e mi dicessi se è una cosa fattibile."


"Certo," rispose lui, con la solita noncuranza, cercando di non dare a vedere quanto quel semplice contatto gli fosse mancato.


"Bene. I capi hanno deciso che è meglio agire ora che l'esercito galbadiano è alla sbando. Non riescono più a inviare troppe forze militari a Timber, perché devono mantenerle impegnate sul loro territorio. Vogliamo colpire l'immagine di Galbadia, trasmettendo regolarmente ciò che hanno fatto, e dando il più informazioni possibili sulla nostra causa."


"E il materiale, Rinoa?" chiese Quistis.


"Le Volpi del Bosco l'hanno già preparato. Tra loro ci sono alcuni tecnici in grado di utilizzare le apparecchiature della stazione televisiva. La prima fase del piano è la più semplice. Quando saremo riusciti a trasmettere per almeno cinque giorni di fila, passeremo alla seconda fase. Liberare la città dall'occupazione militare."


"Quante fasi sono in tutto?" chiese Squall, scorrendo velocemente la sua cartellina alla ricerca del documento che aveva citato Rinoa.


"Cinque. Ve le spiegherò man mano, ma a grandi linee: prendiamo possesso della stazione televisiva nella prima fase. Nella seconda, liberiamo Timber dall'occupazione militare. Nella terza, cerchiamo di ottenere che le altre nazioni riconoscano Timber come una nazione libera e indipendente. Nella quarta fase assistiamo il governo di transizione fino alle elezioni, controllando che non ci siano infiltrazioni di Galbadia. Nella quinta, cerchiamo di intrecciare con le altre nazioni rapporti commerciali che garantiscano la crescita di Timber. Penso che la quinta sia la fase più delicata. Buoni rapporti commerciali potrebbero impedire che qualcun altro cerchi di invadere Timber, ma... non possiamo dirlo con certezza. In ogni caso, fino a quando non si arriva alla quinta fase, con un governo libero e indipendente, in grado di legiferare e stringere accordi con gli altri paesi, Galbadia compresa, i nostri gruppi non considereranno Timber come un paese libero."


"Termini del contratto?" chiese Selphie, memore dei tempi più che vaghi stabiliti nel primo foglio.


"La SeeD sarà libera da vincoli una volta che il nuovo governo liberamente eletto sarà insediato ufficialmente. Potremmo richiedere la vostra assistenza anche come guardie del corpo dei candidati. Domande?"


"Sì," disse Squall, alzando finalmente gli occhi dalla sua cartellina. "Il Preside ha parlato di una divisione in due squadre, e di un supporto esterno."


"Vero," ammise Rinoa, intimorita da quella parte di conversazione. "La divisione in due squadre è necessaria perché abbiamo previsto che un team faccia da spia sul territorio galbadiano. Da Deling City in particolare, ogni informazione sullo spostamento dell'esercito ci sarebbe infinitamente utile. Posso assicurare alla squadra assegnata a Deling la protezione e il supporto di mio padre. Lascio a te la decisione su chi mandare a Deling City e chi verrà con noi a Timber."


"Ottimo. E il supporto esterno?"


"Il supporto esterno farà da tramite tra la squadra di Deling e noi. Useremo la stazione televisiva per il passaggio di informazioni."


"Rinoa, questo poteva farlo benissimo anche uno della nostra squadra. Ti sto chiedendo chi è."


"Dovremmo incontrarlo nell'ufficio del Preside. Siccome l'abbiamo scelto insieme, vorrei poterne parlare là, per favore," disse Rinoa con un tono di voce che gli faceva sentire che la cosa gli sarebbe piaciuta ancora meno del previsto.


"Bene," disse Squall alzandosi. "Allora dividiamo le squadre. Zell, Irvine e Selphie: siete assegnati al territorio di Deling. Irvine, conto sulla tua conoscenza della città e della mentalità dei galbadiani. Selphie, se necessario, portati la cartina delle fognature che avete tracciato l'ultima volta. Zell, tu sei il caposquadra. Di' a Shu che ti assegni un computer portatile per tutte le comunicazioni. Rinoa, a questa squadra avete intenzione di assegnare dei mezzi?"


"Non proprio, ma dovrebbero venire a Timber con noi per incontrare gli altri. Abbiamo stabilito un codice cifrato che potremmo usare, e vorremo metterli al corrente prima della loro partenza per Deling. Ci servirà soprattutto una serie di password, per stabilire se le comunicazioni sono sicure o no prima di procedere al passaggio di informazioni. Va da sé che il codice cifrato e le password verranno modificate regolarmente."


"Bene, domani mattina allora discuteremo di tutto il resto. Alle sette all'ingresso del Garden, puntuali. Portate GF, magie e oggetti curativi. Se passate dall'ufficio di Shu, chiedetele se ha già pronte le vostre cartelline, altrimenti ve le consegnerò io stesso domattina. Potete andare."


I tre fecero il saluto SeeD e uscirono, felici all'idea di poter lavorare ancora insieme come ai 'vecchi tempi'.


"Quistis, tu sarai in squadra con me e Rinoa, e questo fantomatico supporto esterno. Per il momento non ho altre informazioni da darti, ma valgono anche per te le istruzioni degli altri. Ti informerò domani mattina, quando avremo stabilito come agire. Puoi andare."


Quistis non era del tutto felice di quell'assegnazione - non era proprio sua massima aspirazione essere in squadra con i piccioncini. Era sicura che dopo due mesi di lontananza Squall sarebbe rimasto appiccicato a Rinoa per non perderla di vista un secondo. Ma non era sua abitudine discutere gli ordini, quindi ingoiò il rospo, fece il saluto SeeD e uscì.


Una volta che la porta si richiuse alle sue spalle, Squall allungò le mani verso Rinoa, tirandola in piedi e stringendola così forte al petto da farle sentire quanto era ancora eccitato.


"Ora," sibilò, tornando a spingerla contro la scrivania, "dammi una buona ragione per non farlo qui e subito."


Rinoa si prese il bacio che arrivò subito dopo, sentendolo spingere tra le sue gambe mentre la faceva sedere di nuovo sulla scrivania, e pensò che in realtà non c'era un vero motivo, se non che il Preside li stava aspettando con una persona che doveva lavorare con loro, e di cui Squall odiava la presenza anche senza sapere chi fosse. Non poteva fare l'amore con lui senza che lui sapesse chi li avrebbe aiutati. Sarebbe stato come ingannarlo.


"Squall... aspetta, devo dirti una cosa," gli disse, ancora seduta davanti a lui - in una posizione sconveniente per quello che stava per confessare. La serietà del suo sguardo lo fece per un momento desistere dal suo corteggiamento focoso. "Il supporto esterno... è Seifer."


Oh, sì. Quella era proprio una fottutissima buona ragione per non farlo subito.


*****
Nota dell'autrice: primo capitolo finito *_* Scusate se Quistis qui è un po' stronza - è per amor di trama. La volevo così perché immaginavo che, in tutto il gruppo, sarebbe stata proprio lei a giustificare di meno l'assenza di Rinoa. E sì, il tutto è molto nebuloso, espressione carina per dire che non si capisce una sega fritta, ma spiegherò presto, giuro!
Grazie a Little_Rinoa per il betareading, i consigli e l'incoraggiamento (XD), e vi lascio il link del post sul mio blog Wide Awake, in cui risponderò a eventuali commenti, critiche, domande, dubbi, di cui vi ringrazio come sempre già da ora.







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