-Hey, Vin. -
-Hm?-
-Ti sei mai chiesto perché agli uomini piaccia osservare il tempo che scorre?-
Vincent si sistemò sulla poltrona in modo da far rientrare Yuffie, che era seduta al tavolo e giocherellava con la bustina del the nella tazza, nel suo campo visivo.
-Cosa intendi?- domandò inarcando un sopracciglio.
-Beh, pensavo agli orologi. - fece seria lei, incollandosi il cucchiaino al naso dopo averci alitato sopra più volte – Molta gente ci impazzisce. Li colleziona, li vuole e, se si rompono, li aggiusta. Non capisco perché. In fondo ti mostrano quanti secondi della tua vita non potrai più recuperare.-
Vincent si mosse incerto sulla poltrona, portandosi una mano al mento – E' un'ottima osservazione – convenne dopo qualche attimo di silenzio, poi proseguì – Ma per gli uomini avere il controllo del tempo è necessario. -
-Hmmm... - rifletté Yuffie poco convinta, annegando dieci zollette di zucchero nel the -Avere un orologio non significa avere il controllo del tempo. Semmai il contrario, il tempo controlla te.- dichiarò infine assorta.
L'ex-Turk osservò la pendola a muro alla sua destra, scurendosi in volto – Il fatto stesso che piacciano, significa che danno almeno l'illusione di poterlo controllare.-
-E' una bella fregatura – rispose la ragazza mescolando chiassosamente il the – Meno orologi hai, meno sei schiavo del tempo, per quel che penso io.- e trasse un rumoroso sorso della bevanda calda dal cucchiaino. - Infatti – continuò, con una chiarissima nota di orgoglio nella voce – io non ne ho nemmeno uno.-
-Infatti – la imitò Vincent, con una leggera aria di rimprovero – sei sempre in ritardo.-
-E' un piccolo prezzo da pagare per la libertà – rincarò lei, superiore.
Bevve un altro sorso, stavolta dalla tazza - Perché tu non hai un orologio, Vin?- domandò poi con la più pura innocenza, girandosi verso l'interlocutore.
Vincent la trafisse con uno sguardo così tagliente che avrebbe potuto affettarla a metà e sollevò il braccio sinistro. - Pensi che distoglierebbe l'attenzione? -
Appoggiando la tazza ormai vuota sul tavolo, la ninja rispose con la massima sincerità – Se fosse un orologio a cucù, forse... -