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Rivals ~ By GarethDrake
Final Fantasy VIII - PG-13 - Introspettivo - One-shot - COMPLETA - Pubblicato: 5/12/08 - Aggiornato: 5/12/08
ID Fanfiction: 2011 - Commenti: 3
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"Seifer"

Il ragazzo, mezzo intontito dall'alchool ingerito durante la serata, alzò la testa dallo squallido bancone dell'ancora più squallido bar in cui si era rifugiato.

Qualcuno aveva pronunciato il suo nome? No, impossibile. Nessuno lo conosceva, in questo posto sperduto, nessuno gli rivolgeva mai la parola.

Doveva esserselo sognato.

La solita fitta di dolore lo attraversò al ricordo involontario dell'altro Sogno, il suo vecchio Sogno, quello con cui era stato usato e che gli era stato strappato via.

Desiderò un altro drink, ma si fermò pensando che se avesse vomitato anche in questo bar, bè... non avrebbe più saputo dove andare a sbronzarsi la sera. Era riuscito a farsi bandire da ogni locale nel continente Galbadiano.

Doveva essere un record. Perchè nessuno non gli dava un premio? Una bella medaglia, ecco cosa ci voleva. Perchè nessuno gli dava mai una bella medaglia?

O le avevano date tutte a Squall? Oh, sì, scusate, il COMANDANTE Squall.

Riappoggiò la testa al bancone, desiderando solo di ritornare nell'oblio.

 

"Seifer"

Ancora. Eppure chiedeva solo di poter chiudere gli occhi e dimenticare tutto.

Aveva sbagliato tante cose nella vita, eppure gli sembrava di aver pagato abbastanza.

Non era abbastanza essere tornato al Garden, a scontare la pena che giustamente gli spettava per il tradimento?

Non era abbastanza aver lasciato il garden quella stessa sera, nonostante tutti fingessero di volerlo di nuovo accettare, così da liberarli dalla sua fastidiosa presenza?

Non era abbastanza aver lasciato loro il suo Hyperion, i suoi GF, il suo impermeabile?

NON ERA ABBASTANZA AVER ABBANDONATO IL SUO SOGNO?

E ora chi era quel fetente che non lo lasciava dormire in santa...

 

Squall.

Girò la testa e vide il volto serioso e sfregiato di Squall.

Rise; l'alchool fa brutti scherzi.. stava pensando a Mister Perfezione ed eccolo qui, con la solita faccia apatica, e quei fastidiosissimi occhi di ghiaccio puntati su di lui.

"Seifer" ripetè di nuovo l'incubo.

Cazzo però, come sembrava reale.

"... Sei noioso", fu l'unica cosa che riuscì a replicare.

"... e tu sei ubriaco"

Era vero. Solo la mente di un ubriaco poteva immaginarsi uno Squall così loquace; quello vero non sarebbe stato capace di mettere di fila così tante parole.

Se proprio doveva avere un incubo, tanto valeva appoggiare ancora un po' la testa e chiudere gli occhi.

 

"Seifer"

Alzò la testa di scatto, furioso, con la chiara intenzione di dirgliene quattro, a questo dannato miraggio, ma il brusco movimento gli diede la nausea, perse l'equilibrio precario dello sgabello, e finì a terra con un gran fracasso.

Risate.

Dovevano essere gli altri ubriaconi del bar... bravi bravi, divertitevi. Poi vengo lì e vi prendo a pugni tutti quanti. Poi Rido io.

Stava pensando (o cercando di pensare) a questo quando la faccia del COMANDANTE si intromise nella sua visuale, insieme a quella del barista.

"Porta fuori questo relitto, se è tuo amico"

Sì, amico. Ha-Ha, bell'amico.

Hei, ma il barista vedeva Squall? Cosa serviva in quei drink, per provocare un'allucinazione collettiva?

D'un tratto si sentì sollevare di peso.

Cercò di urlare il suo disappunto, ma tutto quello che gli riuscì fu un debole "Toglimi le mani di dosso, cavaliere dei miei stivali..."

 

Aria fresca.

Che sogno strano. Ma se proprio doveva sognare qualcosa di così reale, perchè non qualcosa di felice? Perchè tra tutti proprio la persona che più...

Non riuscì a finire la frase, lìimprovvisa sensazione dell'acqua fredda sulla pelle lo svegliò di colpo.

L'aveva buttato nella fontana della piazza.

Riguadagnò a fatica l'equilibrio gridando "MA CHE CAZZO TI SALTA IN MENTE!"

Era lì.

Non era un'allucinazione. Era davvero lì.

Senza cambiare la sua espresione glaciale gli disse "Ben svegliato, bella addormentata"

Avrebbe voluto fargliela cambiare lui, l'espressione; a forza di pugni.

Ma non aveva nemmeno la forza di reggersi in piedi, per cui si lasciò cadere rumorosamente su di una panchina.

Voleva chiedergli cosa ci facesse in quel posto sperduto.

Voleva chiedergli cosa voleva ancora dalla sua vita.

Invece chiese solo "Perchè?"

La domanda rimase sospesa nell'aria, senza ottenere una risposta.

Per cui Seifer mise in moto il cervello per cercare una possibile soluzione.

Lo avevano mandato in missione per giustiziarlo.

Lo avevano mandato in missione per riportarlo al sicuro al garden e tenerlo d'occhio.

Era in missione, e si erano incontrati per caso.

Poi, una tenue speranza cominciò a scaldargli il cuore.

La madre lo aveva mandato a cercarlo; magari anche spalleggiato da Rinoa.. e Fujin.. e Rajin.. le poche persone ad avergli voluto davvero bene...

Un movimento lo riportò alla realtà: il rigido e impettito COMANDANTE si era seduto accanto a lui, e guardando in alto il cielo nuvoloso disse "Mi chiedevo che fine avessi fatto"

"Tu?"

"Io"

"... Perchè?"

"... Non sai chiedere altro?"

"Senti, hai approfittato del fatto che fossi ubriaco per scaraventarmi in una fontana, e pretendi anche che il mio vocabolario competa con quello di Quistis?"

"Non proprio, ma un tempo mi avresti coperto di insulti"

"E tu un tempo non avresti parlato così tanto!"

Ricadde il silenzio.

Anche Seifer alzò gli occhi al cielo, in attesa di una risposta, che venne solo qualche secondo dopo.

"Rinoa"

"Già, immaginavo"

 

Rimasero così per qualche minuto, mentre i vestiti del biondo si asciugavano.

Ma fu il COMANDANTE (Comandante Seed, ma vi rendete conto?) a riprendere parola.

"E ora?"

Rimase a guardarlo basito. L'amore lo aveva reso più loquace certo, ma anche molto più scemo.

"Se mai quello dovrei dirlo io! Io ero qui bello tranquillo che vivevo la mia vita e tu.."

"... La tua vita?"

"Quella che mi sono scelto. Cambiamo discorso"

"No"

Ora era davvero incazzato.

"Senti, non so che cosa vuoi da me, ma non me ne importa niente, lasciami in pace, tornatene dalla tua Rinoa, al tuo Garden..."

"Anche tu"

"... Cosa?"

"Torna anche tu"

 

Vista l'espressione di estremo stupore che sembrava averlo congelato, fu Squall a continuare

"Te lo chiediamo tutti"

"...Perchè?"

Dopo qualche secondo di silenzio, entrambi sorrisero

"Tu sai ridere!"

"...Perchè ve ne meravigliate tutti?"

"Non l'avevi mai fatto!"

".... Non ne avevo il motivo"

"Certo che Rinoa fa miracoli..."

"Torna"

 

Ancora. Non riusciva a capire che non era così facile decidere?

C'erano così tante complicazioni...

Ecco, per esempio c'era....

No, va bè... però.... sì, in fin dei conti i motivi per cui non poteva tornare erano semplici...

Ma sì... insomma...

Ecco...

"Davvero mi rivolete con voi?"

"Certo. Oh, senti, ti ho riportato questo. Mi fai senso senza."

Il suo impermeabile. Non più strappato e pieno di buchi... ma amorevolmente riparato. Molto probabilmente dalle manine di fata di mamma Rinoa.

Si alzò e lo rimise, dopo quasi un anno, e capì che gli era davvero mancato. Come tutto il resto.

"E va bene, se proprio ci tenete.. farò questo sforzo. Per voi"

Anche Squall si alzò, e gli tese la mano.

Rimase per un attimo a fissarla, poi sorrise e la strinse.

"Rivali come sempre?"







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