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Turks In Blue ~ By Frances
Final Fantasy VII - R - Serio - Pubblicato: 28/3/08 - Aggiornato: 10/9/08
ID Fanfiction: 1878 - Commenti: 19
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Mi guardo allo specchio.



Il primo pensiero sensato che mi attraversa la mente è che questa giacca fa schifo. Il secondo è che no, anzi, tutto questo completo è una vera schifezza, e che addosso mi sta da cani. La domanda che segue è: perché questo colore monotono?



Diavolo, non si è mai sentito di individui misteriosi vestiti di blu! Quasi quasi preferivo la squallida divisa SOLDIER!



Con svogliatezza slaccio il nodo e mi sfilo la cravatta dal colletto, lanciandola sul letto.



Credo mi abbiano incastrato. Non avrei mai immaginato che questo lavoro comprendesse vestirmi in un modo specifico...tutto preso dell'entusiasmo per la promozione, temo di non aver letto le clausole con la dovuta calma.



Ammetto che questo lavoro mi ha sempre intrigato. Dopotutto non capita tutti i giorni di entrare a far parte di un'associazione segreta, essere all'interno di uno dei gruppi più temuti dell'intera ShinRa. Un incarico che avrebbe certamente soddisfatto la mia voglia di successo, sicuramente più che diventare uno di Prima Classe ed intossicarmi di Mako per ventiquattro ore al giorno. Ma se mi devo vestire così, al diavolo tutto! Preferire mollare la ShinRa pur di non farlo!



Ringhio alla mia immagine riflessa ed inizio a sbottonarmi la camicia. Non andrò mai in giro vestito in questo modo, se lo scordano! Se mi vogliono, devono accettare i miei modi di fare. Non dico che sarà un'impresa facile per loro, ma l'alternativa è "Reno: fuori". E se mi hanno promosso, forse c'è un motivo. Non credo mi cacceranno con tanta facilità. E seppure lo facessero...beh, problemi loro!



Quando sento bussare alla porta della mia stanza, ho appena terminato di togliermi l'orrido completo. E adesso chi diavolo è? Mi dirigo a grandi passi all'entrata e spalanco l'uscio con fare minaccioso, corrugando le sopracciglia:



« Che c'è?» tutta la mia spavalderia svanisce non appena vedo ergersi su di me l'ombra dell'Energumeno. La sua testa pelata brilla come se fosse stata appena lucidata, un paio di occhiali neri è ben sistemato sul naso; ha indosso la stessa schifosa giacca che dovrei mettermi io, e che lo identifica come un altro povero disgraziato vittima del mio stesso destino - un collega. Ha addirittura un bel fazzoletto bianco piegato nel taschino.  Francamente mi chiedo se il modo in cui lo chiamano, Rude, sia davvero il suo nome o soltanto uno pseudonimo.



« Vorremmo che venissi all'assemblea.» scandisce con il suo vocione, senza muovere un muscolo. Quegli occhiali neri gli danno un'aria da duro. Ho la vaga impressione che anche lui detesti questa divisa, e che cerchi in qualche modo di sistemarsi con gli occhiali e il fazzoletto. Non gli darei torto!



Ah, si, l'assemblea.



Insomma, quella "cosa" che chiamano assemblea. Non è un raduno ufficiale, è semplicemente una riunione che assomiglia molto ad un incontro fra bevitori incalliti. Si siedono tutti al bancone di un bar riservato ed iniziano a parlare sul da farsi. Dal mio attuale punto di vista - anche se pare che fra breve sarò costretto a cambiarlo - e da quello di tutti i SOLDIER, è solo un modo per ostentare la loro indiscutibile superiorità.



« Oh, bene.» dico, non esattamente entusiasta. Di sicuro laggiù ci sarà pure il capo, quel dannatissimo tizio coi capelli neri ed il tatuaggio sulla fronte. E' lui che è arrivato tutto formale a comunicarmi che ero "ufficialmente promosso ad agente dei Turks" « Immagino ci sia anche il capo.»



« Ci siamo tutti. Io, te, Tseng e Vincent.» ah, già. Si chiama Tseng. A noi SOLDIER di seconda non capitava spesso di averci a che fare. Non che ci tenessimo.



Annuisco, annoiato:



« Si, si, sto arrivando.» faccio per chiudergli la porta in faccia, ma Rude mi ferma poggiando la mano possente sulla maniglia:



« Indossa gli abiti d'ordinanza.» lo sapevo! Lo guardo con aria sconsolata:



« Ma dai! Non siamo mica in tribunale!» lui non mi fa dire altro:



« Indossali.» mi da un'occhiata veloce da sotto i suoi occhiali scuri. « Tseng non gradirà di vederti a petto nudo. E neanche con quella zazzera rossa in testa. Cerca di darti un contegno; devi entrare nell'ordine d'idee che non puoi permetterti di fare come ti pare ora che sei un Turk.» lo guardo un attimo, poi mi passo una mano fra i capelli. Sono abbastanza lunghi, e mi ricadono alla rinfusa sulle spalle. Niente a che vedere con quelli di Tseng, neri e lisci, ma sto iniziando a pensare che quel tipo non sia esattamente umano, con quei suoi incomprensibili modi di fare.



Se credono che mi adeguerò prendendo l'alieno per esempio, non hanno ben compreso con chi hanno a che fare.



Fisso ancora il mio interlocutore con aria di sfida, poi mi dipingo sul viso un sorrisetto soddisfatto:



« E cosa faccio coi capelli? Me li rado a zero?» ridacchio « Potete obbligarmi a vestire come un pagliaccio, ma non mi costringerete mai a tagliarli.» Rude non accoglie la provocazione e ribatte, secco:



« Legateli. E impedisci che sfuggano da ogni parte. Cerca almeno di fingerti elegante.» continuo a fissarlo, accigliato. Se vogliono che io sia raffinato, devono lasciar perdere. Io sono quello che sono, ho un mio personalissimo stile.



Sbuffo e annuisco impercettibilmente, prima di chiudere la porta.



Mi dirigo con svogliatezza verso il mio letto, su cui poco fa ho lanciato la giacca e la camicia. Beh, allora devo proprio indossarli. Non posso andare alla famigerata assemblea senza la divisa.



Inizio ad infilarmi la camicia bianca, ma mi stanco di abbottonarla all'altezza del petto. E' faticoso vestirsi di lusso. Tra l'altro, ora il completo è tutto stropicciato, per non parlare della cravatta; di sicuro non riuscirò a fare un nodo come si deve.



Indosso la giacca blu con un gesto pieno di rabbia ed impazienza, senza curarmi neppure di infilare la camicia nei pantaloni. Al diavolo! Se cerco di essere elegante con questi stracci, finirò per essere ancora più ridicolo. Tanto vale fingersi casual.



Annoiato mi lego i capelli e decido di seguire l'esempio di Rude, poggiandomi sulla testa due begli occhialoni da aviatore. Sarò l'‘unità pilota', così mi hanno detto. Io mi adeguo!



 Non mi guardo manco allo specchio prima di uscire, sinceramente non mi frega niente di cosa penserà Tseng nel vedermi. Ho addosso il vestito formale, punto e basta. Se si lamenta giuro che mollo tutto e me ne vado!



Scendo in fretta le scale con le mani in tasca. Il bar è a quattro isolati da qui, mi chiedo perché quegli idioti abbiano scelto un posto così lontano come base. Procedendo in strada, mi capita a tiro di piede un sassolino, su cui scarico tutta la mia noia con un energico calcio.



 



[***]



 



Apro la porta del locale e vengo annunciato dal tintinnare del sonaglio che pende all'entrata. L'atmosfera è come sempre molto cupa e buia, con le lampade colorate al neon che illuminano il bancone con una luce fioca e morbida. Mi sono sempre sentito oppresso durante le poche volte che sono entrato qui dentro; l'aria è così fumosa e rarefatta da mozzarmi il respiro. E' un buco di locale, con un tavolo da biliardo con la moquette verde scuro e quattro tavoli intorno. E' il luogo perfetto per una riunione come questa.



Il covo dei misteriosi Turks. Oh, che emozione.



Già, i Turks. Quelli a cui vengono addossati sempre i lavori più sporchi. Non si tratta più di semplice "guerra" o di ordine civile...dovrò abituarmi anche a questo.



La ragazza al bancone mi fa un cenno e mi indica un tavolo seminascosto nell'oscurità, sul quale scende una fioca luce gialla ad illuminare le tre figure dei miei nuovi compagni. Rude ha le spalle incurvate e mette in ombra gran parte del tavolo, mentre Vincent ha in mano una coppa di champagne. Il super capo, Tseng, è in mezzo a loro, con i capelli fluenti più lisci che mai; mi chiedo se il motivo per cui li sistema in quel modo sia perché si crede più affascinante.



Non mi spiego perché debba essere proprio lui il capo. Vincent potrebbe essere tremila volte più adatto. Purtroppo le gerarchie delle ShinRa si rispettano, per quanto siano incomprensibili. Per di più, da quanto ho sentito, lui non si sporca mai le mani, si limita a dare ordini e ad affidare il lavoro sporco agli altri suoi subordinati. Di conseguenza a me, che sono il nuovo membro Turk! Bella vita che deve fare, quello Tseng. Temo che questo non sia esattamente un bel inizio, visto che sono Turk da soli due giorni e già non lo sopporto.



Mi avvicino al tavolo tenendo in pugni affondati in tasca, con i bordi della camicia che svolazzano oltre i lembi della giacca sbottonata. Ho deciso, sarò la pecora nera dei Turks! Meraviglioso...li farò impazzire!



Li raggiungo silenziosamente, spostandomi di fronte a Tseng e tirando indietro una sedia:



« Ehilà!» esclamo con allegria, sedendomi e poggiando teatralmente i piedi sul tavolo. Attendo una qualche reazione, ma tutti mi guardano senza dire nulla, né accennare un saluto. Che accoglienza. A dir la verità, Vincent non mi ha neppure degnato di uno sguardo, continuando a sorseggiare lo champagne.



Porto le mani sulla nuca ed inizio a dondolarmi sullo schienale della sedia. Non credevo di essere entrato a far parte di un agglomerato di lapidi tombali. Hanno davvero bisogno di qualcuno che rianimi la situazione « Che sono queste facce?»



« Sei in ritardo.» mi rimprovera d'un botto il super capo, alzando un sopracciglio.



« Oh, perdonami, boss.» rispondo « Ma ci ho messo più tempo del previsto ad allacciarmi la cravatta.» mi liscio il colletto sbottonato con disinvoltura.



Segue un silenzio da sepolcro. Cavolo, questi tre hanno un grande senso dell'umorismo. Non sarà la vera faccia dei Turks...? A questo rifiuto di adeguarmi.



Picchio con il tacco sul piano del tavolo, sbuffando in silenzio. A cosa serve quest'assemblea se non c'è nulla da dire? Non sono ancora abbastanza inserito nel gruppo per capire questi modi di fare. Sono noiosi anche per me, che di solito mi esalto per qualsiasi cosa...perdo completamente interesse per il bollino nero che Tseng ha stampato sulla fronte ed inizio a guardarmi intorno.



Che palle. Se avessi saputo che era così, forse ora mi starei divertendo in qualche altro posto, magari con qualche ragazza carina. Quando si passa all'azione? Chi me lo spiega? Mi dondolo avanti e indietro, muovendo in continuazione i piedi e le gambe. Non ho ancora usato le armi e le Materia che mi hanno dato, sto iniziando ad annoiarmi.



« Reno, fammi il favore di stare fermo.» dice Vincent, guardandomi di sottecchi. Ubbidisco all'istante, e spalanco gli occhi:



« Eh! Finalmente abbiamo aperto un discorso! Dai, chiacchieriamo un poco!» ricomincio a muovermi con eccitazione, come un bambino impaziente. Tutta scena, ma se non ci fossi io, chi darebbe un po' di vita a questo mortorio?



« Smettila.» sbotta Tseng alzando gli occhi « Abbiamo una missione per te.»



« Oh, bene! Finalmente!» esclamo, sollevando i piedi e riportandoli sul pavimento. Alla fine, qualcosa di interessante! Avevo quasi perso le speranze. Incuriosito ed esaltato al massimo, mi sporgo verso di lui « Di che si tratta? Qualcosa di movimentato?» di certo! Che razza di missione per Turks sarebbe, se non fosse qualcosa di difficile? Sono un po' emozionato, lo ammetto! La mia prima missione...!



« No.» il tono pacato suona come una fredda condanna «Devi tenere d'occhio una prigioniera. E' stata sorpresa mentre tentava di rubare alcune Materia dal laboratorio di Hojo.»



Spalanco gli occhi e la bocca:



« Che cosa?»



« Hai sentito bene. Questi sono gli ordini.» continua Tseng, con quella sua solita faccia distaccata. No, devono scherzare! Ci deve essere un errore.



« Ma che state dicendo? Mi fate fare il carceriere?» sono o no l'"unità pilota"? « Per quello ci sono i SOLDIER! Non è di certo un lavoro per un Turk!»



«Voglio che tu segua quella ragazzina. Ti farai dell'esperienza con lei: farle la guardia è roba difficile quasi quanto tenere a bada un piccolo Behemot.» continua il capo, con espressione dura.



« Ah! E' pure una ragazzina!» mi alzo in piedi « Tseng, va bene che sono appena arrivato, ma non puoi affidarmi dei lavori così infimi!» cerco appoggio guardando da una parte all'altra, prima Vincent, poi Rude, ma niente, e c'era da aspettarselo. Questi mi vogliono davvero mandare a fare da baby-sitter ad una mocciosa!



« E cosa faranno i famigerati Turks, nel frattempo?» mi butto sulla sedia ed accavallo le gambe, con fare seccato « Immagino sia qualcosa di importantissimo e segreto, se non posso partecipare!» questi tre mi fanno schifo. Prima insistono tanto perché mi unisca a loro, poi però mi lasciano a casa quando devono fare qualcosa di importante. Ma io non mi arrendo. La mia prima missione da Turk non sarà di certo questa! Che Tseng lo voglia o no!



« Il presidente vuole che cerchiamo un'Antica. L'ultima della specie. Ce l'avevamo in mano, ma adesso ci è sfuggita ancora. » spiega Vincent, poggiando il bicchiere ormai vuoto sul tavolo « Pare che si trovi da qualche parte a Midgar.»



Annuisco, mentre delle ciocche di capelli rossi mi ricadono indomabili sul volto:



« Uau. Interessante. Ma noi siamo i Turks che stanno in questo buco di città.» Junon. Dovrebbe essere la sede del governo ma per me è solo un raggruppamento di edifici che ha anche il coraggio di chiamarsi "città". Incrocio le braccia sul petto « Perché non lasciare i problemi di Midgar ai Turks che stanno a Midgar?»



« Reno, notizia dell'ultimo minuto.» esclama Tseng, alzandosi in piedi e sbattendo i pugni sul tavolo tanto forte da far sobbalzare pericolosamente il bicchiere di Vincent « Non ci sono più Turks a Midgar! Sono morti! Ti è chiara adesso la situazione?» sento che i miei occhi diventano grandi come piattini « Ora i Turks siamo soltanto noi quattro! Hai capito? Soltanto noi!» lo sguardo del capo è così infuriato che mi è difficile credere che stia mentendo.



Soltanto noi?! Ma com'è possibile? ...pensavo che i Turks fossero un'entità ShinRa enorme, diffusa in tutto il Pianeta!



Rimango in silenzio, mentre Tseng si ricompone e si risiede:



« E' proprio per questo che mi devi obbedire. Siamo pochi, ma se consolidiamo un rapporto di cooperazione, noi quattro soli basteremo per tutta la ShinRa.»



Adesso la proposta di Tseng mi sembra molto più ragionevole. Impegnerò tutto me stesso per riportare i Turks ai loro massimi splendori!



« Proprio per questo!» ribatto con sicurezza « Se vengo anche io, le ricerche saranno più rapide! Non hai detto tu che dobbiamo collaborare?»



Tseng mi guarda un attimo, poi annuisce:



« Si ma il tuo ruolo in quest'azione è controllare la ladra.»



« Ma perché?!» tiro indietro la testa, sospirando. Tseng si alza, seguito da Rude e Vincent, poi si china verso di me, con i capelli che gli cadono di lato, sulla spalla:



« Questi sono gli ordini.» si solleva e mi rivolge un saluto con la mano « Ciao, Reno.» tutti e tre escono dal locale, lasciandomi solo.



Tseng se lo sogna. Non farò mai ciò che mi ha ordinato. Mai e poi mai. Va bene quella storia dei Turks, mi commuove essere stato scelto per far rinascere l'associazione (o forse soltanto perché non sapevano dove andare a sbattere la testa...? Mah!) Però questo è davvero troppo. E' peggio anche di indossare la divisa.



Non lo farò!







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