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La actriz y su hombre ~ By Frances
Final Fantasy IX - G - Romantico + Introspettivo - One-shot - Pubblicato: 28/8/07 - Aggiornato: 28/8/07
ID Fanfiction: 1684 - Commenti: 7
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 ..:.:The actress and her man:.:..

 

 

 

Entri nel bar come se non esistesse nessun'altro tranne te. Ti guardi attorno, ed è evidente che stai cercando qualcuno, ignorando le occhiate curiose degli avventori che ti hanno appena vista letteralmente irrompere nella loro tranquillità, con gli svolazzi del tuo vestito e la tua espressione altezzosa da dama di corte.

 

Quando poi i tuoi occhi si posano sulla mia schiena ricurva, e rendono vano qualsiasi mio tentativo di rendermi invisibile, mentre sto chino sul bancone e sulla mia caraffa ancora piena di birra schiumante; ti avvicini a passo cadenzato, con quei tacchi impossibili che rintoccano sul legno del pavimento.

 

E io so che ormai è troppo tardi, e fra breve sarò di nuovo nelle tue mani, in balia dei tuoi capricci impossibili, e del tuo accento che ipnotizza.

So che anche se non voglio, fra meno di un minuto sarò fuori dal bar, e avrò sprecato i soldi della birra, perché non mi darai il tempo di finirla.

 

Più in generale, so che non potrò terminare la serata in pace, e che verrò presto trascinato a forza fuori da questo bugigattolo dove avevo deciso di spendere le ultime ore della mia giornata.

 

Ancora non riesco a capire come sia possibile che io non riesca a frenare i miei passi quando mi stanno inevitabilmente conducendo nel tuo "regno", nonostante tutto il mio essere gridi non voglio, accidenti! e continui a ripetertelo mentre ti seguo lungo la strada.

 

Anche quando cerco di cambiare direzione, o mi poggio al muro ripetendomi che questa volta non ti asseconderò, so che i tuoi fili mi tengono stretto, e che alla fine scenderò le scale di quel vialetto malfamato di Alexandria.

Verrò da te, avanzando lentamente sui gradini.

 

Tu mi sorridi, dischiudendo le tue labbra a forma di bocciolo di rosa, e pensi che questo possa ripagarmi di tutta la fatica che farò per starti dietro.

 

O magari sorridi così solo perché sapevi che sarei venuto, nonostante le proteste, e ti senti soddisfatta di avermi legato così stretto a te.

 

Guardi il tuo palcoscenico ed il tuo locale ancora deserto, dici che vorresti spostare i tavoli un po' più alla derecia, che c'è una trave rotta da sistemare, o che devi ancora provare le ultime battute dello spettacolo di turno.

Tutte informazioni gratuite in cui è sottinteso che dovrò aiutarti, e che se mi rifiuterò sarà peggio per me.

 

E mentre tiro le corde del pesante sipario, temendo che da un momento all'altro mi possa crollare tutto addosso, mi domando perché tu abbia scelto me, e non qualsiasi altro ragazzo con la mano svelta, uno di quelli che ti hanno sempre guardata maliziosamente quando ancheggiavi per le strade del Borgo Teatrale a Lindblum, e vantavi la fama di Attrice Prima di tutto il territorio al di sopra della Nebbia.

 

Sono questi i momenti in cui, tenendo in mano il copione e ripetendo senza trasporto le battute del principe azzurro di turno, desidero di non essere mai venuto a chiamarti, quel giorno d'afa estiva, mentre stavi indossando la parrucca bionda della principessa Cornelia, già pronta ad entrare in scena per la Prima di quella tragedia che non mi è mai piaciuta.

 

Ma ci serviva una copertura, o il piano del capo non sarebbe andato come doveva.

 

Eppure sembrava filare tutto a gonfie vele. Ero ciò che volevo essere, nessuno mi diceva cosa dovevo fare, e potevo ridere, scherzare, bere senza che la gente si accorgesse di me o di ciò che facevo. Mi divertivo assieme ai compagni della banda, e punto, finito lì.

 

Nessuna donna a complicarmi la vita. Nessuna che mi dicesse di aiutarla, o di stare insieme a lei più tempo che con gli altri, che fosse gelosa e facesse l'isterica se per sbaglio il mio sguardo si posava su altre donne che non fossero lei.

 

Potevo anche sperare di non farmi coinvolgere da quella tua sfrenata passione per il teatro, la cosa più rivoltante di tutta l'intera Gaya. Almeno fino a quando non hai annunciato, con le mani sui fianchi, che avremmo dovuto provare per un mese, tutti insieme, e che altrimenti non ne sarebbe uscito niente; quando mi hai messo in mano una stupidissima spada di legno, e mi hai costretto ad imparare a memoria i passi di quel maledetto duello senza senso.

 

Dopotutto ci tenevi che la tragedia venisse rappresentata in maniera corretta. Per noi mettevi a repentaglio la tua carriera e la tua immagine, e so benissimo che, quando ancora ti reggevi da sola sulle tue gambe, vivendo solo del tuo talento, quelle erano le due cose che avessi di più prezioso al mondo.

 

Ora ti guardo, alla fine della mia agonia, stravaccato su di un sedile in prima fila, mentre il locale si riempie. Grazie al cielo non mi hai costretto a farti da spalla anche durante quest'altra tragedia, o adesso sarei là con te, dietro le quinte, cercando di infilarmi dei ridicoli costumi di scena, o una patetica coroncina d'oro da principe innamorato della principessa rinchiusa della torre del castello.

 

Ti guardo mentre avanzi sul palco, assumendo le movenze di una donna che non sei tu, sopprimendo il tuo forte accento così caratteristico, mentre sul tuo volto appaiono e scompaiono emozioni ad un ritmo serrato, e viene da chiedersi se sia vero che non le stai davvero provando.

 

Io semplicemente mi domando come tu possa essere così perfetta anche quando non sei te stessa.

 

Ed è in questi momenti che sono così maledettamente orgoglioso che tu sia mia; mentre gli spettatori ti fissano con lo stupore in volto, pensando che tu sia l'attrice più bella e talentuosa che sia apparsa ad Alexandria per molti anni.

 

Il tuo aiutante, il tuo servo, il tuo principe, o semplicemente l'uomo che ti sta al fianco.

In questi momenti penso di poter essere qualsiasi cosa per te, pur di renderti felice.

 

Mi ricordo che quando provavamo, tu non accetavi mai di recitare le scene d'amore con me. Ti piaceva provarle con quella scimmia idiota che vedeva in te solo una ragazza come qualsiasi altra; dicevi che non sapevo come trattare le donne, e che provare con me ti avrebbe fatto perdere l'ispirazione.

 

E mi arrabbiavo da morire quando ero costretto semplicemente ad assistere mentre quello stupido ti stringeva, e se ne fregava delle prove finchè poteva approfittarne. Sapevo che se ti avesse toccata più del dovuto sarei stato pronto a balzargli addosso, e fargli vedere quanto fosse più divertente provare il duello con le armi vere invece che con quelle di legno.

 

A me dicevi che ti piaceva il modo in cui impugnavo la spada, semplicemente, e sembravi non accorgerti del modo in cui ti guardavo, troppo presa dalle prove romantiche con testa di primate.

 

La gente raggruppata nel tuo buco di locale urla tanto da spaccare i timpani, e le mani che battono vicino alle mie orecchie sono un elogio entusiasta al tuo talento.

 

Beh, forse in fondo odio davvero il teatro.

 

Ma è bello vedere che i tuoi occhi sono fissi su di me, alla ricerca della mia approvazione, mentre ti inchini di fronte al pubblico, e diventi per un attimo l'idolo di una tragedia giunta all'apice.

 

E' bello vedere che mi vieni incontro, quando lo spettacolo è finito, ed è ormai notte fonda.

 

E' bello che il tuo sorriso, e non quello delle donne che interpreti, si rivolga sempre a me.

 

E' bello il modo in cui mi guardi quando chiudiamo insieme il locale, e mi chiedi se mi è piaciuta la rappresentazione.

 

E' bello il modo in cui ti dico che si, mi è piaciuta. E mi diverte il modo in cui innocentemente gioco ad aggiungere che veramente, sei tu che mi piaci.

 

E si, lo ammetto. Il modo in cui mi prendi la mano, mentre mi studi il volto con una delle tue occhiate indagatrici, ripaga tutta la fatica e le seccature.

 

E penso che continuerò a venire da te, chica. Non ne posso fare a meno, ormai.

 

 

 

[***]

 

 

 

 

Nota dell'autrice:

Trovo difficilissimo scrivere Fanfiction su Final Fantasy IX. Non so perchè, ma ogni volta che ripenso alla trama, mi viene in mente che tutto è già stato ampiamente discusso, a partire da Garnet e Gidan, fino a Beatrix e Steiner.

 

Quindi non so come esattamente mi sia venuta in mente quest'idea, una BlankxCarmen.

Diciamo che questa fanfiction è un'esperimento. Volevo provare a cimentarmi in una coppia un po' insolita, ed in una one-shot che rasenta la drabble. E mi piace l'idea di essere finalmente riuscita a scrivere qualcosa sul nono capitolo della saga, spesso denigrato per motivi che sinceramente non capisco.

 

Il titolo si riferisce logicamente all'attrice ed al suo povero schiavetto ^^" 

 

Beh, è tutto, dall'autrice. Commenti e critiche sono sempre bene accetti! ^^







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