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R2 : Redemption/resurrection ~ By GarethDrake
Final Fantasy VII - PG-13 - Azione/Avventura - COMPLETA - Pubblicato: 6/7/07 - Aggiornato: 8/11/07
ID Fanfiction: 1621 - Commenti: 65
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Premessa dell'autore:

 

Non ho mai giocato a Dirge of Cerberus, spin off di Final Fantasy VII, e penso che mai ci giocherò, per cui non conosco nè la trama nè nulla. Per me Final Fantasy VII finisce (per ora) con l'Advent Children.
E da lì comincia la mia storia.

 

* * * * *


Tifa girava per il 7th Heaven con un'espressione soddisfatta in viso; oggi il locale era chiuso "per festività"... per permetterle di festeggiare con i suoi vecchi amici.
Era già passato un anno da quando Kadaj era entrato nelle loro vite cercando la Madre, ed era l'anniversario della fine delle lotte; e l'anniversario della guarigione di Denzel e Cloud.
Cloud. Era molto migliorato da quando era riuscito a perdonare se stesso, ora lo si poteva addiruttura definire un "compagno", ma non sarebbe mai cambiato del tutto.
Come a voler confermare i suoi pensieri, il biondo si alzò, e senza un cenno di saluto alla compagnia disse "E' tardi, vado a dormire"
Tifa scosse la testa. No, non sarebbe mai davvero cambiato.
"Eddai, man! Non ci vorrai mollare qui così sul più bello!" Barret, leggermente alticcio, tentò di agguantarlo, ma lo mancò e cadde fragorosamente dalla sedia, provocando le solite risate sguaiate di Cid.
Prima che potesse uscire dalla stanza venne raggiunto da Marlene; Cloud si abbassò, le posò una mano sulla testa e le diede il bacio della buonanotte sulla fronte. Molti compagni rimasero ammutoliti, non si erano ancora abituati a questi slanci di affetto.
Mentre finiva di riempire il bicchiere di Cid, Tifa si schiarì la voce "Hem hem... Marlene, Denzel? Non dovreste andare a letto anche voi?"
Il ragazzino, che fino a pochi attimi prima stava ridendo con Yuffie, si voltò scandalizzato "Ma ormai siamo grandi! Non ci puoi più mandare a letto come dei bambini!"
Non aveva ancora finito di protestare che Cloud lo sollevò per il colletto e se lo portò via, al piano superiore dove già Marlene li aveva preceduti.

 

Ormai la festa stava finendo, e dopo i soliti chiassosi saluti, Tifa cominciò a rassettare il locale. Una voce profonda la fece trasalire "Posso darti una mano?"
"Oh, Vincent, sei tu! No tranquillo, solitamente devo sistemare tutto, ma stasera eravamo solo noi finirò in un minuto"
Lui annuì, la salutò ed uscì, aggiungendosi alle obre della notte.
La ragazza rimase un attimo a fissare la porta da cui era uscito, dopodichè si sedette sulla sedia accanto, appoggiando i gomiti sul tavolo e la testa sui pugni chiusi.
Vincent. Era arrivato con Cid e Red, si era seduto ad un tavolino e... e... e poi basta, se n'era rimasto lì ad ascoltare, si era persino dimenticata che fosse presente.
Si alzò e cominciò a pulire i tavoli, ma la mente continuava a tornare sull'amico che conosceva di meno, l'uomo che più di tutti aveva sofferto.
Scosse la testa. No, lui stava ancora soffrendo, e probabilmente se ne sarebbe stato per l'eternità a soffrire in solitudine.
Si mise a lavare le stoviglie, assaporando il silenzio che regnava solo a quell'ora della notte. Poi mollò tutto, incapace di continuare anche le azioni più semplici, e si diresse fuori per prendere una boccata d'aria fresca.
Doveva aiutarlo.
Ma come?
Non importava il come, non poteva permettere che un amico rimanesse in quelle condizioni per sempre.
Il lieto fine dell'anno precedente non era stato per tutti.

 

Cloud si era alzato prima di lei per fare delle consegne... gli avrebbe lasciato un biglietto.
Preparò la colazione e quando Denzel e Marlene ebbero finito di mangiare disse
"Vi devo parlare"
Stupiti dal tono grave, le prestarono attenzione.
"Dite di essere diventati grandi? Ce la fate a badare per qualche giorno a voi stessi ed al locale?"
I ragazzi si guardarono tra di loro
"Dove vai, Tifa?"
"Un amico ha bisogno di aiuto"
Marlene la guardò negli occhi "Lo zio Vinnie?"
Brava Marlene. Era sempre stata una bambina acuta, ed anche stavolta aveva colto nel segno.
Dopo essersi assicurata che ce l'avrebbero fatta da soli, scrisse a Cloud una lettera di spiegazioni, sperando non si sarebbe arrabbiato per la sua partenza improvvisa.
Raccolse il necessario in una sacca da viaggio, salutò i ragazzi e partì.

 

Bene, per dove?
La sua mente si mise in moto. Per trovare una soluzione le sarebbe servito indagare su scienza ed arcano.
Cosmo Canyon.







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