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Di nuovo... ~ By Silver_Anova
Crossover - PG-13 - Romantico + Malinconico - One-shot - Pubblicato: 7/5/07 - Aggiornato: 7/5/07
ID Fanfiction: 1510 - Commenti: 3
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Cloud's Story

Sono tornato da Mideel. Anche se stavo per non tornare. Un'altro attacco dei mostri. Dopo la distruzione di DeepGround sembrano essersi fatti più forti e feroci. Gli stessi abitanti non sono al sicuro nemmeno con le nuove mura. Non avevo mai visto un massacro del genere compiuto da mostri. Non ne avevo mai visti così tanti assieme. Appena fuori dalle mura della città c'erano moltissime carcasse di mostri, e anche alcune umane. Non avevano il coraggio di uscire dalla città nemmeno per onorare i propri morti. E anche quando stavo per partire, una miriade di mostri ha tentato di insegurmi, e alcuni mi hanno anche raggiunto. Hanno distrutto la Fenrir, e se non fosse stato per loro non sarei mai uscito da quella foresta.


"Ehi, tutto bene?" fece la voce distante di un ragazzo. "E' svenuto! Presto Shion, porta qui le Materia!" Veloci passi che si allontanano. Probabilmente è questa Shion e sta andando a cercare una Life Materia. I passi si fermano. Rumore di cristalli che strisciano tra loro e si urtano. Silenzio, poi ancora passi, ma stavolta si avvicinano. "Eccola." "Grazie." dice di nuovo il ragazzo. Poi il silenzio più totale. Solo un leggero ronzio mi riempie pian piano le orecchie, e un dolce calore inizia a pervadermi le membra. Per ora voglio solo dormire.

"Ti sei svegliato, finalmente!" mi fece una bambina. La fissai per qualche secondo. Indossava una specie di divisa scolastica blu, e i capelli rosa le cadevano ai lati della faccia, dove splendevano due grandi occhi dorati. Iniziai a fissare il luogo che avevo attorno. Era notte, e la foresta ci avvolgeva ancora, anche se eravamo in una radura. Al centro di questa i miei salvatori avevano acceso un falò, e stranamente i mostri sembravano non avvicinarsi a noi.

"Ohi, ma ci senti?" la bambina fece una faccia offesa. Cosa voleva che facessi? Non sono mai stato bravo con i bambini. "Dove sono?" "Nelle foreste vicino a Gongaga." Rimasi per un attimo senza parole. Gongaga? "Ma è troppo lontano da Mideel! Sarò rimasto addormentato solo qualche ora..." "Cosa sta succedendo qui?" fece una voce. Era la stessa del ragazzo che aveva castato le magie di cura. Voltandomi vidi un ragazzo che avrà avuto si e no diciassette anni. Nonostante questo, i suoi capelli erano di un colore candido, e dai suoi occhi verdi si intravedeva una profonda maturità. Indossava una maglia blu, un gilet e guanti gialli e un paio di pantaloni bianchi.

"Oh, chaos! L'uomo si è svegliato!" "Bene, allora vai a chiamare gli altri. Voglio parlarci un po'." La bambina fece una faccia astuta. "Ma tu dici sempre di non parlare con chi ha appena ripreso i sensi..." "Infatti ha dormito per tutto il tempo, non era svenuto." "Che dormiglione... Va bene, vado a cercare gli altri!" disse la bambina, prendendo in una mano un'arco e nell'altro una faretra piena di freccie, prima di sparire tra gli alberi. "Come diavolo avete fatto tu e quella bambina a sconfiggere tutti quei mostri?""TI HO SENTITO!" disse la voce della bambina, non troppo lontana.

"Intanto dimmi come ti chiami." "Cloud Strife." "Bene Cloud, il mio nome è chaos, e la bambina che hai appena visto si chiama MOMO." "MOMO? Ma allora chi è Shion?" "Shion? Beh, Shion è una nostra compagna." "Allora siete in tre..." "Veramente siamo in cinque." "Ah, ecco come avete fatto a sconfiggere i mostri." "Veramente hanno fatto tutto Allen e Miyuki." "In due? Cosa diavolo sono?" "Lo vedrai tra poco da te." "No, devo andare a Midgar... Devo tornare da lei..." "Da solo in queste condizioni? Non se ne parla. Stasera riposati, e ti prometto che domani sarai a Midgar."

Dopo qualche minuto i quattro membri mancanti tornarono dove mi avevano depositato. Quella che si presentò come Shion aveva gli occhi azzurri e lunghi capelli castani sciolti. Indossava una giacca di colore grigio con alcune parti blu ai bordi e sulle maniche, una corpetto nero e pantaloncini di colore rosso. Poi la misteriosa Miyuki. Era una ragazza esuberante, con capelli e occhi castani, che indossava una divisa beige con due rigoni rossi ai lati che terminava poco sotto la vita, e delle lunghe calze nere. Invece Allen indossava una versione maschile della stessa divisa, con dei pantaloni beige con rigoni neri e rigoni verdi sui lati della divisa. Aveva anche lui capelli e occhi castani.

"Allora hai una fidanzata a Midgar?" chiese Shion. "Beh... sì, direi di sì..." "Sei fidanzato? Allora chaos è il caso che ti muovi! Sei l'unico che non è ancora fidanzato!" "E lei com'è?" chiese MOMO, incuriosita e con un sorrisone. Feci fatica a trovare le parole. "Lei è... meravigliosa. E' dolce, molto dolce. Si preoccupa sempre per gli altri." "Come si chiama?" "Febronia." Improvvisamente tutti si voltarono a guardarmi con una faccia stupita, prima di tornare a pensare ai fatti loro.

Non mi fecero più domande per tutta la sera e il giorno sucessivo.

Febronia's Story

Cloud ci stava mettendo troppo a tornare. Iniziai ad avere paura che i mostri di quelle regioni lo avessero ucciso, fatto a pezzi e divorato. Non è una cosa bella venire divorati. Per niente. Inoltre da un po' di tempo Tifa cominciava a ricevere strane visite al bar. Iniziavo ad avere paura che il mio passato potesse fare del male a lei o a Cloud. Quindi mi presentai spontaneamente alla donna che venne al 7th Heaven.


"Come posso aiutarla?" chiesi, vedendo la donna dai lunghi capelli biondissimi quasi bianchi. I suoi occhi azzurri iniziarono a fissarmi, probabilmente cercando i dettagli che oramai conosceva a memoria. "Come posso aiutarla, Pellegri?" chiesi, tanto per facilitarle il riconoscimento. La donna fece un sorriso soddisfatto. "Febronia... Certo che ne è passato di tempo. E' incredibile vedere come tu sia in forma. La nanotecnologia fa miracoli." "Come mai da queste parti?" "Il generale vuole vederti." "Il generale? Vuoi dire Marguilis?" "Non ti preoccupare, non vogliamo farti del male, solo parlare..." "Se vi seguo, lascierete in pace gli altri?" "Certo Febronia." "Va bene. Andiamo."

Iniziai a seguire Pellegri per le vie della città, in un dedalo di rovine e di metallo, fino ad arrivare ad un edificio relativamente basso, probabilmente una specie di rifugio antiatomico. Pellegri aprì la porta grazie ad una chiave magnetica, e poi scendemmo le scale fino ad arrivare ad una sala. Le pareti erano attraversate da tubi semi trasparenti dove scorreva fluido rosso luminescente che illuminava leggermente la sala. Al centro, seduto su una sedia mentre esaminava un computer, c'era Marguilis, che si voltò appena ci sentì arrivare. I suoi corti capelli rossi lasciavano scoperta gli occhi scuri e la faccia piagata da una cicatrice. Indossava il suo soprabito blu scuro, e portava la sua fidata katana alla cintura.

"Febronia... Bene. Proprio con te volevo parlare." "Sono qui Marguilis. Di cosa volevi parlarmi?" "Volevo che tu ci aiutassi.Tra poco i mostri invaderanno Midgar. Dobbiamo fermarli." "Ma come?" "Abbiamo bisogno che tu ci riveli il segreto della vita." "Il segreto della vita? Ma... non posso..." "Vuoi vedere Midgar distrutta dai mostri?" "Vuoi distruggerla tu con il tuo esercito?" "Loro hanno distrutto noi prima! Addestrati solo a combattere, nati per combattere, nati per spargere sangue! E appena arrivò la pace, ecco a gettarci da parte, senza darci possibilità di aiutare la società!" "Lo fai per vendetta? Contro chi? La ShinRa? DeepGround? Jin Uzuki?" Improvvisamente Marguilis si alzò e, presa la katana, me la puntò alla gola. "NON DIRE... il suo nome." Rimasi impassibile, anche se mi avrebbe potuto uccidere in una frazione di secondo. "Vuoi uccidermi, Marguilis?" Il generale rimase per un po' immobile, con un espressione furente, poi rimise a posto la katana. "Vattene Febronia. Non approfittare della mia bontà."



Sono passati quattro giorni da quegli avvenimenti, e Cloud è in convalescenza per le ferite riportate. Febronia si prende cura di lui alla vecchia chiesa di Aeris.



"Febronia... Io mi sento bene con te." disse in un sussurro Cloud. Febronia continuava a guardarlo negli occhi. Si erano appoggiati su un banco, Cloud sdraiato e lei seduta. Lei tentò di distogliere lo sguardo. Doveva dirglielo. Doveva farlo ora. Ritardare avrebbe fatto solo più male a tutti e due. Ma quell'inganno era così piacevole...

"F-F-Feb!" gridò Marlene entrando nella costruzione. Febronia volse la testa. "Cosa c'è, Marlene?" La bambina si rialzò frettolosamente, quasi rischiando di cadere di nuovo. "L-La città! I... I mostri!" finì di pronunciare la frase che un gruppo di mostri aprì la porta della chiesa. Erano non-morti. Febronia trasalì tra se e se.

Tutto come quella notte...

La piccola Shion era entrata in chiesa, dove io mi stavo prendendo cura di lui, e iniziò a gridare qualcosa sulla città e le persone. Improvvisamente un gruppo di realian, come posseduti, era entrato in chiesa. I loro corpi si muovevano scompostamente.


"Marlene, spostati!" disse Cloud. Febronia realizzò solo in quel momento che Cloud si era alzato, e stava tentando di spazzare via le file nemiche, gettandosi contro queste.

Si alzò, sebbene ancora ferito, e per proteggerci si lanciò contro i Realian.
Venne ricacciato indietro con una sprangata.


Cloud cadde a terra, non molto distante da Marlene.

So cosa devo fare. Non permetterò che muoia. Lo salverò. Di nuovo.

Febronia avanzò verso i mostri, e si interpose tra loro e i due umani. "Cloud, Marlene, scappate ora." "Cosa stai facendo, Febronia?!" le urlò contro Cloud. "Cloud... scusa per averti ingannato per così tanto." "Cosa?" "Tu non mi ami. Tu ami lei attraverso di me. E io amo lui attraverso di te. Scusa." Una sprangata sulla faccia le fece torcere il corpo in maniera tremenda, ma non assunse alcuna espressione di dolore. "Andatevene, ora!"

...

"Tu ami lei attraverso di me."

Mai ci furono parole così vere.
Ci siamo ingannati a vicenda, avvolti in una dolce bugia.
Ma questa bugia era destinata a sparire velocemente, come parole scritte sull'acqua.

"Io amo lui attraverso di te."

Chiunque fosse lui... era un uomo molto fortunato.

"Scusa."

...

Scusa Febronia, per averti ingannato.
Scusa Aeris, per non essere riuscito a dimenticarti.
Scusa, Tifa...

...per non essermi accorto di ciò che hai fatto.







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