Anche oggi, Cloud?
Anche oggi la stai cercando. La cerchi da troppo tempo.
Eppure... sai benissimo che non puoi più trovarla.
Aeris è morta, Cloud.
Morta.
Act. 1 - Alone - Un domani che non arriva
"E' pronta la colazione?"
La tua voce.
Riesci ad innervosirmi in un modo assurdo. Ti ostini a fingere di stare bene, per evitare che qualcuno possa domandarti cosa c'è che non va. Per evitare di dover pronunciare il suo nome. Da quanto tempo cerchi di evitarla? Da quanto stai fuggendo?
"Sì, è pronta."
Sei un uomo. Le tue braccia sono forti, il tuo viso si è tinto di una nota sconosciuta. Qualcosa che non conosco. Qualcosa che non mi lasci conoscere.
Eppure io, di te, sapevo tutto.
E' giusto così, Cloud? Me lo chiedo ogni volta che ti guardo. Mi chiedo se è bene lasciarti fuggire, o se dovrei prenderti a pugni ed osservare la tua reazione.
"Oggi vai a lavoro?"
"No... domani."
"Perché? Se fai un giro troverai di sicuro qualcuno disposto a pagarti..."
Mi detesto perché non riesco a rimproverarti. Ho sempre un tono accomodante con te, ti lascio fare. Provo a risponderti ma poi mi limito ad annuire. Che idiota.
"Lo troverò anche domani. Non preoccuparti."
No, non mi preoccupo. Tu hai smesso di vivere, ma io non devo preoccuparmi. E' così?
"Va bene."
Non mi odi per questo? Non vorresti essere capito? Non vorresti che qualcuno capisse? Non saresti felice di affondare il tuo viso nel mio petto e piangere?
Oh, certo. Cloud Strife non fa questo genere di cose.
Se ti assecondo tu continui a parlarmi. Continui a guardarmi. Se ti rimproverassi cominceresti ad evitarmi, come fai con gli altri. Rimarresti da solo. Però non capisco se vuoi essere solo, o se il mio far finta di non vedere nulla ti fa sentire sollevato.
Ho bisogno di sentirti parlare. Di sentirti dire una cosa che sia vera.
Ho bisogno di sentirti urlare.
Siamo spenti, così. Mi sono spenta per te.
Lo capisci, Cloud? Capisci ciò che sto facendo per te?
"Barret ha detto che... vorrebbe il tuo aiuto per una cosa."
"Cosa?"
"Non lo so, vuole dirlo a te."
"Mh... Fatti dire di che si tratta."
"Verrà qui fra poco. Se ti fai trovare..."
"No. Sto uscendo."
So bene dove vai. La chiesa, giusto? Quella dove lei curava i suoi fiori. Quella chiesa semidistrutta. Cosa fai lì? Preghi? Piangi? Urli?
"Quindi scappi anche oggi?"
Oh, no. L'ho detto. Non dovevo. Non dovevo, Cloud... lo so... e ora mi guarderai con quegli occhi freddi.
"..."
"Scusami. Vai pure, dirò a Barret di tornare domani."
"Ok. Domani... lo incontrerò."
Farei qualsiasi cosa per evitare che tu fugga anche da me. Per lasciarti almeno un punto di appoggio. Mi sto annullando per te, Cloud. E continuerò a farlo in eterno, se vorrai.
Però... mi fai sentire sola.
Act. 2 - I miss you - Fiori -
"Ehi, Tifa! Eccomi!"
Gran fracasso. Barret è un casinista nato. Non so come faccia a conservare tutta questa energia. Ora mi dirà che sono pallida, cercherà di consolarmi.
In fondo anch'io sono come Cloud. Cerco di scappare. Nessuno deve cercare di consolarmi.
Non servirebbe.
"Salve, Barret."
"Che faccino triste... Su, tieni. Ti ho portato questo!"
Un fiore. Mi prende in giro?
"Grazie."
"Cloud...?"
"E' uscito. Mi spiace."
"Cazzo, ma è possibile che sia impossibile da rintracciare, quel tipo???"
"... mi spiace."
"Non è mica colpa tua, Tifa! Andrò a cercarlo. Hai idea di dove possa essere?"
"No."
"Ok. Allora faccio un giro."
Oh, vai pure. Non lo troverai.
Come ogni giorno.
E questo fiore... credo sia il caso di buttarlo via.
Non mi piacciono i fiori.
Act. 3 - Don't go away - Sesso -
Ogni volta che ti avvicini a me la notte è perchè vuoi farlo. Ormai lo so. Mi sei accanto e mi svegli con il tuo respiro. Non saprei dire se possiamo definirci amanti. In un certo senso lo sono... la tua amante. Lei non c'è e quindi ti sfoghi con me. Più che altro sono la tua bambola.
Ma mi piace il tuo ansimare. Mi piace l'odore che hai quando sei su di me.
Dopo ti allontani. Mi sussurri "buonanotte" e vai via, fregandotene di cosa io possa pensare di te. E l'indomani mattina mi parli come se nulla fosse.
Ti rendi conto di cosa stai diventando? Di cosa hai fatto diventare me?
E se durante il giorno, per sbaglio, ti sfioro... ti ritrai.
Cosa sono diventata, io? La tua puttana? Questo mi fa schifo.
Tutto questo, Cloud, mi fa schifo.
Ma è l'unico modo che ho per starti vicino. Sono infinitamente debole.
Ogni notte, quando mi abbandoni e lasci il tuo profumo fra le lenzuola, mi fermo a pensare.
Forse, se ti fossi stata più vicina... forse, se non mi fossi cullata nella sicurezza che lei non c'è, non esiste più... forse ora saresti mio. Invece, lei è morta e tu ancora le appartieni.
Non la odio per questo, sai? Non potrei.
Lei, così sorridente, così solare.
Lei, così... bella.
Ti capisco. Io non amerei l'ombrosa Tifa. Amerei la dolce Aeris. Anche se è morta. Anche se non esiste più.
Però non mi infilerei ogni notte nel letto dell'ombrosa Tifa solo perché mi va di scopare, ecco.
Ma forse io, questo, non posso capirlo.
Quando mi ansimi addosso mi verrebbe di chiedertelo. Vorrei urlartelo, vorrei diventare isterica e prenderti a pugni. Vorrei chiederti perché mi usi, che cosa ho io che non va, perché non ami me che sono qui e invece devi amare lei.
Perché io lo so, che ami lei. Ti si legge in faccia. Su quel faccino da bimbo che hai.
E ogni notte, quando con me diventi un uomo, sento il suo sapore sulle tue labbra. Me le lasci solo sfiorare.
Non mi hai mai dato nemmeno un bacio, Cloud.
Nemmeno uno.
Act. 4 - Words - A volte non serve parlarne -
"No."
Mi guardi. Anche stanotte sei strisciato nel mio letto, come un bimbo spaventato. Anche stanotte eri certo che non ti avrei rifiutato, che questo accordo sarebbe durato per sempre. Ok, mi sento tanto solo ma c'è Tifa che mi consola. Eh no. Non più. Ma mi guardi e sento il coraggio che scivola via.
"...perché?"
Stronzo. Dovresti scusarti, adesso.
"Non mi va, Cloud. Scusa. Ho le mie cose."
"Ah... ok."
Te ne stai andando? Te ne vai davvero? Se non puoi scoparmi allora non puoi farci nient'altro, con me?
"Rimani un po', dai."
Cazzo, l'ho detto. Erano mesi che volevo dirlo. E l'ho detto adesso. Cazzo.
Ti fermi e cerchi i miei occhi nel buio. Mi stai guardando con pietà, lo so. Anche se non vedo nulla, lo so. Stai pensando oh, piccola Tifa. Oh, povera piccola Tifa.
Fanculo.
"No, beh, vai pure. Non fa niente."
"No, no... rimango, se vuoi. Mi... mi spiace."
"Cos'è che ti spiace?"
"E' che... forse pensi che io ti stia usando."
Forse?
"...e invece?"
"Invece cosa?"
"Invece cosa stai facendo?"
"... non so."
Annuisco. Certo, non sai. Certo, che ne sai tu? Ti fa sentire meglio. Usarmi ti fa sentire meglio. Di sicuro non ti ha nemmeno sfiorato l'idea che a me possa fare male. Non ci hai nemmeno pensato. Neanche un attimo.
Certo.
"... mi spiace, Tifa. Non tornerò più, di notte."
Ma cazzo, non voglio questo. Io voglio che torni, ma voglio che torni da me! Non che ogni notte tu cerchi lei nel mio corpo! Non ha senso, possibile che tu non capisca?
"Come vuoi."
"..."
"...Cloud?"
"Sì?"
"La ami?"
Certo Tifa, mettiti ancora di più nei guai. Tanto, ormai...
Ma tu non rispondi. Ti muovi nel letto, ti appoggi a me. La verità è che non sai cosa dire. La risposta è ovvia. E' ovvio. Non saresti qui, altrimenti. Se lei non fosse mai esistita, tu non avresti nemmeno mai fatto sesso con me.
Forse, allora, dovrei ringraziarla.
Un movimento deciso e sei in piedi. Fruscii. Ti stai rimettendo il pigiama. Stai... stai andando via? Mi volto verso di te, stringo gli occhi.
Sì. Sei andato via.
Perfetto, Tifa. Ora spiegami con che faccia lo guarderai domani.
Idiota.
Sei solo una sciocca.
Act. 5 - Maybe - Forse non sono un leone -
Ecco, la colazione è pronta. Ma non c'è nessuno.
E quel fiore, quel maledetto FIORE, è ancora lì a ricordarmi di lei. Tutto qui ricorda lei. Oh, sì, le piacevano tanto i fiori. Mettiamone dovunque, allora. Inondiamo la casa di fiori, forse Cloud sarà più allegro e stanotte tornerà a scoparmi, perché sono così belli, i fiori.
O magari almeno si decide ad alzarsi.
Sono le undici. Dorme ancora?
Sì, piccola Tifa, ammettilo pure. Normalmente andresti a svegliarlo. Normalmente saresti già al piano di sopra, ad urlargli che non fa bene dormire troppo. Normalmente lui si arrabbierebbe come un ciuco e finireste per morire dal ridere.
Normalmente.
Ormai non c'è più nulla di normale.
Però, ecco, magari potresti fingere. Forse se tu fingessi di essere allegra con lui tutto si sistemerebbe. Lentamente ricomincerebbe a sorridere. Forse.
Vale la pena di provare.
Il cuore non dovrebbe battere così forte. Al massimo lo troverai sdraiato nel suo letto. Non succederà niente di strano. Quindi stop, niente batticuori da adolescente.
Sali al piano di sopra, Tifa.
Fallo, cazzo. Adesso.
Sveglialo urlando e poi sorridi. Come facevi sempre. E lui ti diceva che eri una rompipalle tremenda.
Vorrei sentirglielo dire ancora. Almeno una volta.
Eccomi, Cloud. Sorridimi. Ti prego.
Ma quando salgo, nella stanza non c'è nessuno.
Il letto è disfatto.
Oh, Cloud. Dove sei andato, adesso?
Proprio adesso che avevo preso coraggio?
Proprio adesso che volevo rimettere le cose a posto?
Proprio adesso che... volevo sorriderti?
Credo che la colazione posso mangiarla da sola, adesso.
Act. 6 - Tears - Domani andrà meglio. Forse. -
Sapevo di trovarti qui.
In ginocchio fra i suoi fiori.
Non ho fatto rumore, entrando. So che non mi perdonerai. Questo è il tuo luogo sacro, un tempio che non deve essere violato. Specialmente non da me.
Di cosa hai paura, ogni mattina quando ti svegli? Ti senti in colpa per non averla salvata? Ti spaventa l'idea di tradirla?
Però ho scoperto cosa fai, quando vieni qui.
Niente.
Hai gli occhi rossi, Cloud. Rossi e stanchi. Da quante notti non dormi bene? Da quante notti la sogni?
Mi guardi senza una reazione. Sei vuoto. Ora sì, dovrei odiarla. Ti sta svuotando. E tu stai diventando cieco. Non mi vedi più. Vedi solo lei, i suoi occhi, i suoi capelli, le sue mani.
Sei uno stronzo. Mi stai uccidendo. Tutto questo mi sta uccidendo. Però io sono una stupida.
Voglio restarti accanto. Ti prego, permettimelo...
Mi avvicino e mi inginocchio accanto a te. Mi guardi. Non sei sorpreso di vedermi qui? Non mi chiedi nemmeno perché sono venuta?
Poi, mi abbracci.
E piangi.
Non avevo mai avuto il coraggio di cercarti davvero. Non ero mai riuscita a correrti dietro, ero solo rimasta ad aspettarti, per essere lì ogni volta che saresti tornato.
Ero immobile, Cloud. Puoi perdonarmi?
Adesso piangi ed io mi sento infinitamente felice.
Adesso stai piangendo fra le MIE braccia. E lo sai. Sai che sono io. Sai che non è lei. Stai cercando conforto in me.
Oddio, Cloud, io sono qui. Sono sempre stata qui. Ma adesso cambieremo tutto. Lo cambieremo insieme.
Senza una parola, ci prendiamo per mano e torniamo a casa.
E' solo l'inizio, lo so. Ma mi sento piena di coraggio.
Act. 7 - Good morning - In due -
Buongiorno, Cloud.
Come sempre mi risveglio alle sei di mattina. E come sempre tu dormi ancora.
Però per la prima volta il tuo viso è sereno. Hai pianto tanto, ieri notte. Hai farfugliato qualcosa che non ho capito, ma non fa nulla. Hai provato a parlarmi. C'è tempo per capire.
C'è tempo. Un tempo che è solo nostro.
Ho capito. Devo prenderti per mano e tirarti via dai casini della tua mente. Devo fare tutto io, eh?
Ti muovi e apri gli occhi. Sei sveglio.
"Scusa... ti ho svegliato io?"
"Mh... no. Ho dormito fin troppo."
"Se vuoi riposare ancora un po', io vado a preparare la colazione..."
"No. Rimani."
Oh.
"Rimani qui, per favore."
Oh, Cloud.
"Va bene. Rimango qui."
"Grazie."
"Cloud..."
"Sì?"
"... stai bene?"
"Perché?"
"Cioè, starai bene? Pensi che riuscirai a stare bene, un giorno?"
"... forse."
"Ok."
"E tu come stai?"
"Io... bene."
"Ok."
"..."
"Tifa?"
"Sì?"
"Mi piacerebbe parlare di tante cose con te."
"Abbiamo tempo. Tutto quello che vuoi."
"Lo so. Ma... mi piacerebbe farlo ora."
E fallo, allora. Che aspetti? Vomita tutto.
Pulisco io, dopo.
"Ciò che conta, Cloud, è che tu sappia che non devi affrontare niente da solo."
"Mi dispiace se... ti ho usata."
"Non fa niente."
E scopro che non fa niente sul serio. Se adesso va così, non fa niente.
"No, invece fa eccome. Ma... non riesco più a capire niente... Non so..."
Ti prendo la mano. Come nel più sciocco film d'amore. Ma adesso la protagonista sono io.
Ecco. E' il momento.
Ti sorrido.
E tu sorridi.
Ecco, Cloud. Stiamo iniziando.
Tutto inizia da qui.
Adesso, siamo in due.