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Sadness at the moonlight ~ By Mankind17_13
Final Fantasy VII - G - Drammatico - One-shot - Pubblicato: 15/1/07
ID Fanfiction: 1235 - Commenti: 9
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"Vuoto...si, è così che mi sento, un involucro senz' anima, condannato a vivere, impossibilitato alla morte, l' unica cosa che potrebbe placare questa senzazione, questo tormento che percuote il mio cervello".


Sono un essere al di fuori del tempo, la mia famiglia, i miei amici, ho scoperto che tutti, prima o poi, avevano lasciato questo triste mondo.


Ho passato cinquant' anni, forse più, a chiedermi il significato della parola "vita":


Perchè vivo, perchè esisto, cosa mi riserva il grande disegno? Ho avuto molto tempo per rifletterci, eppure,in questo lasso, non sono ancora riuscito a rispondere a queste domande.


Mi siedo al bancone di un Pub, voglio smettere di pensare, voglio che la mia mente sia sgombra, almeno per qualche ora, da questi pensieri, e dal suo ricordo.


Alzo tristemente gli occhi al cielo, e subito la sua immagine affolla il mio pensiero, Yuffie...


Rimembro ancora quel giorno, quando le diedi l' ultimo bacio, prima di vederla morire, divorata dal lento scorrere del tempo.


Ho tentato più volte di raggiungerla, ma, purtroppo, il Dottore aveva pensato proprio a tutto...vinto da un istinto di sopravvivenza proprio solo nelle bestie, mi rassegnai al mio destino: sarei rimasto solo, per l' eternità, senza uno scopo, senza un sogno, senza di lei...


Lei avrebbe tanto voluto dei bambini, ma ho fallito, anche in questo.


Ho sempre fallito, in tutto quello che facevo: come Turk, come persona, come marito...non sono mai riuscito a combinare nulla di positivo nella vita.


Abbasso lo sguardo, cerco di trovare un nascondiglio, che mi schermi dal triste ricordo della mia vita precedente, se così si può definire. Si sa, senza il proprio contrario, una cosa non può esistere realmente, perchè è proprio il contrario a stabilire tale cosa.


Questo vale anche per la vita, che senza una morte, è priva di significato.


Tsk, dovrei smetterla di farmi queste seghe mentali, non mi portano da nessuna parte.


Ordino un altro Vodka, dopodichè, esco dal locale e mi fermo a contemplare un magnifico cielo stellato.


Crudele, persino questo mi appare come un ultriore tortura, mi ricorda i giorni felici della nostra unione, quando, mano nella mano, passeggiavamo per le vie deserte della città, illuminati solo dall' evanescente luce lunare. Quant' ero felice in quel frangente, quanti sogni, quanti progetti, tutti svaniti come un sogno, che ha lasciato posto a questo incubo.


Sono le due di notte, ormai...non ho sonno, ma spero di sognarla, di rivedere quel sorriso, ancora una volta, una volta soltanto.


 







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