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Sotto la luna ~ By Frances
Final Fantasy X - G - Serio - One-shot - Pubblicato: 19/11/06 - Aggiornato: 19/11/06
ID Fanfiction: 1094 - Commenti: 9
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Nota dell'autrice: ho ritrovato questa breve fic frugando nel mio pc, per caso. L'ho scritta un bel po' di anni fa, e rappresenta uno dei miei primi esperiementi nell'utilizzo del presente al posto del passato remoto. Mi ricordo che dopo averla fatta leggere ad alcuni miei amici ed ai miei genitori, mi era stata criticata, e mi era stato detto che era troppo contorta.

Vorrei farvela leggere, per sentire anche le vostre opinioni^^ ( della serie, scaviamo nel cestino, e ripeschiamo roba ultra vecchia&del tutto inutile XD)

************

Tra le fronde del Bosco di Macalania, riecheggiano delle parole…lievi e soffici, ridotte ad un sussurro, dolci e flebili. Una figura, piccola e minuta, é inginocchiata sul duro ghiaccio, sotto la luna piena. E tiene le mani strette in una morsa, gli occhi chiusi. I capelli castani le ricadono sul viso e le sue parole sono un’implorante preghiera…perché il cielo non la faccia diventare una angelo nero dell’oscurità…

Ha peccato contro i suoi ideali ed i suoi compiti sacri. Ha tradito i suoi amici ed ha ingannato il ragazzo che ama. Ora il suo cuore è avvolto dalla pena e dai sensi di colpa e sente che pian pianino la sua parte spirituale diventa oscura. E prega perché questo non avvenga.

Ma sente che non è solo colpa sua…è stata raggirata, imbrogliata, rapita…allontanata dalla sua anima bianca e dai suoi amici…obbligata da ordini crudeli, costretta ad azioni contro la sua volontà…non è solo colpa sua, continua a ripetersi…

Ha creduto di amare una creatura malvagia, che lenta la stava accompagnando all’unione eterna con lei…con Seymour. Sente che l’influenza maligna di quell’essere è penetrata nel suo corpo e che lentamente la consuma…quel bacio innocente, ma così importante…ora mette su di un filo la sua natura pulita e bianca…

Lo sente…deve pregare…o diventerà il messaggero divino delle tenebre…

 

« Ma così non vale, uffa! Vinci sempre tu!»

La voce acuta di una bambina risuonò lamentosa per tutta la spiaggia. Un giovane con i capelli rossi, fra di quattordici ed i quindici anni, le fece la lingua, scherzoso:

« Io ti ho avvertita! Sono più grande, vincerò sempre!»

La bambina batté forte i piedi sulla sabbia e strinse i piccoli pugni:

« Non è vero! E’ colpa del pallone che è troppo grande!»

Il ragazzo raccolse l’azzurro pallone da Blitzball che si trovava ai suoi piedi:

« Non è il pallone troppo grande, sei tu che sei troppo piccola!»

La bambina fermò il suo sguardo adirato sul pallone. I suoi occhi grandi e brillanti, di due diverse tonalità, divennero lucidi.

« Cattivo Wakka! Ti piace prendermi in giro!»

La bambina portò le mani agli occhi e prese strofinarli, dopo essersi abbandonata in un pianto cantilenante. Il giovane sospirò e si avvicinò alla bimba:

« Yuna…»

Si inginocchiò davanti a lei. La piccolina lo guardò tirando su con il naso, con pesanti lacrimosi che le rigavano le guance imporporate. Wakka sorrise:

« Non era una presa in giro! Era…»

« Una grossa presa in giro!»

Si intromise la piccola Yuna. Wakka scosse il capo, velocemente, passando alla difesa:

« Non volevo dire questo! E’ che hai solo sette anni, non puoi sperare di essere capace di fare cose simili a questa età, sei ancora piccola!»

Yuna incrociò le braccia e mise il broncio:

« Io non sono piccola! Sono grande abbastanza! Sono grande come il mio papà!»

E detto questo fece la lingua al ragazzo e corse via, verso il villaggio di Besaid.

 

Arrivò alla sua tenda con il fiato corto. Barcollò e portò una mano alla fronte. Chiamò aiuto…subito una ragazza di tredici anni comparve da dietro una telo. Aveva capelli corti e neri come la pece. Portava al collo delle collane. Si precipitò dalla piccola Yuna, che finse di svenire fra le sue braccia. La ragazza le strinse il nasino fra due dita:

« Pagliaccia!»

Yuna allora aprì gli occhi e strinse le piccole braccia al collo della fanciulla.

« Wakka è cattivo. Mi prende sempre in giro!»

La ragazza strinse la bambina. Così piccola e dolce…era arrivata qualche mese prima a Besaid e lei si era subito affezionata. Un ragazzino apparve da sotto le coperte che coprivano il suo letto:

« Che succede, Lulu?»

La ragazza guardò il giovanotto e sorrise:

« Tuo fratello maggiore continua a prendere Yuna in giro, Chappu. E lei si è offesa.»

Chappu aveva dodici anni ed aveva i capelli rossi come Wakka. L’unica differenza fra i due fratelli era che il maggiore aveva gli occhi scuri, il minore azzurri.

Chappu si alzò dal letto, un po’ scombussolato.

« Non voglio vedere Wakka mai più!»

Yuna aveva nascosto il viso sul petto della giovane Lulu. Lei la prese in braccio e si alzò. Yuna era capricciosa e petulante, ma sapeva essere anche dolce ed affettuosa. E tutti le volevano bene come se fosse loro sorella. Anche se non lo era. Yuna aveva perso il padre Braska il giorno prima che era giunta a Besaid. Era nata a Bevelle. Ed era completamente consapevole di quello che era successo a suo padre. Era una bambina forte d’animo. E lo sarebbe stato anche da grande.

 

La sua anima sta trovando il punto di incontro con l’oscurità, lo può sentire. E più spronante diventa la sua preghiera. Non vuole abbandonarsi. Deve riuscire a resistere. Per lei e per tutti.

 

« Yuna, corri!»

La piccolina avanzava rapidamente sul bagnasciuga. Chappu e Lulu la  aspettavano impazienti. Stavano giocando ad acchiapparsi e Wakka doveva acciuffare Yuna. Le stava alle calcagna. Ma poi il ragazzo inciampò e cadde a faccia in terra, imbrattandosi di sabbia. Yuna continuò a correre, poi, giunta al sicuro fra le braccia di Lulu, riguardò Wakka…e scoppiò a ridere. La sua risata era birichina e limpida. Chappu corsa ad aiutare il fratello a rialzarsi. Quando Wakka si fu spazzolato la sabbia di dosso, si diresse verso Yuna. Lei lo guardò un po’ intimorita, si nascose sul petto di Lulu. Quando il ragazzo le fu abbastanza vicina, le scompigliò i corti capelli castani con un gesto della mano. Sorrise.

 

Oh, no… Inizia a piangere…mentre prega per la sua salvezza, immagini della sua infanzia scorrono veloci nella sua testa…i ricordi della sua felice gioventù…in cui tutti erano ancora bambini… non al corrente di cosa fosse la morte e la dannazione…stava perdendo la concentrazione…si strinse più forte in sé stessa, soffocò un singhiozzo.

 

« Ciao.»

Yuna guardò la manina davanti a sé un po’ diffidente. Una piccolina di cinque anni la guardava con gli occhi verdi lucenti, sorridendo.

« Ciao.»

Sussurrò poco amichevole Yuna, distogliendo lo guardo dalla bambina, con aria altezzosa. La bimba continuò, avvicinando ancora la manina verso Yuna:

« Mi chiamo Rikku.»

Yuna respinse la bambina, spingendola via con una mano:

« E io mi chiamo Yuna.»

Rikku non si arrese. Si mise gattoni e si riavvicinò a lei.

« Io sono Albhed, e tu?»

Yuna si alzò in piedi, irritata:

« Non so cosa sono gli Albhed!»

E si allontanò. La piccola Rikku rimase là, per terra, osservando Yuna allontanarsi. Rimase ferma e delusa fino a che suo padre Cid non la recuperò e la prese in braccio.

Lulu si scusò, guardando l’Albhed mortificata:

« Scusatela, ma ora è fissata che non vuole vedere bambini più piccoli di lei. »

 

Erano passati cinque anni. Yuna ora ne aveva dodici. Uscì dalla tenda e si diresse al tempio. Pregò perché Yevon proteggesse tutti i suoi amici.

 

Non vuole soccombere, non può farlo…Prega perché le sue preghiere abbiano successo…ma poi si ricorda che non crede più in nessuna religione. Prega allora verso la luna, che la aiuti, in qualche modo a vincere sé stessa…

 

Sedici anni. Chappu era morto a causa di Sin. E lei si preparava a diventare Invocatrice. Aveva imparato il Rito del Trapasso ed ogni gesto simbolico che un Invocatore doveva sapere.

« Non puoi farlo, Yuna!»

La voce di Lulu riecheggiava ancora all’interno della sua testa. Wakka aveva aggiunto:

« Non vogliamo che ti sacrifichi per noi…»

« Ho deciso ormai.»

Aveva annunciato irremovibile lei.

« Si, ma…»

Lulu non accettava che Yuna avesse preso quella terribile decisione. Le voleva troppo bene e rimpiangeva i giorni in cui aveva giocato con la sua piccola sorellina…

« Niente ma…» Yuna aveva sospirato « …mio padre è morto per una giusta causa, aveva trovato la sua strada. Adesso è ora che io trovi la mia.»

 

Sente le forze abbandonarla…

 

Diciassette anni. Aveva passato la prova ed aveva il suo primo Eone. Era pronta per il suo pellegrinaggio. Lulu e Wakka assecondavano il suo volere, non erano riusciti a convincerla a non partire.

Lo stesso giorno, in quello stesso momento, un ragazzo aveva posato i suoi occhi azzurri su di lei

 

Yuna si risveglia. Le preghiere hanno funzionato. Ora capisce. La sua anima è tornata completamente bianca, salva, pulita. L’influenza maligna si è dissolta, sparita, come per magia…perché è proprio una magia quella che è intervenuta sul corpo di Yuna. All’improvviso, come un fulmine a ciel sereno.

« Yuna…»

Una voce alle sue spalle. E’ la stessa voce che l’ ha accompagnata durante tutto il viaggio…è lui la sua magia. L’incantesimo che l’ ha salvata….o più semplicemente…lui è l’amore.

 







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